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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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Adriano Graziotti diceva che "la vera geometria è bellezza", e che colui che vuole comprenderla deve ordinarsi compiutamente. Assai conosciuto in America per i suoi studi originali sui poliedri Platonico-archimedei, in Italia è stato apprezzato solo dopo la sua scomparsa. Egli non è mai stato un artista moderno nel senso progressista o impegnato che oggi si dà a questa parola; anzi, questo concetto lo ha sempre disturbato (nel senso che ha sempre creduto, analogamente a Dalì o a De Chirico, che alla base di ogni opera artistica debbano esserci lo studio e la conoscenza del disegno, della prospettiva, del mondo e della metafisica delle proporzioni e della geometria).

Da questo punto di vista è sempre stato un tradizionalista autentico. Ha, infatti, mostrato determinate conoscenze solo attraverso il segno (rendendole perciò accessibili a chiunque se ne mostrasse capace) e parlando poco. 
Nel testo che presentiamo Graziotti accompagna le sue 500 interpretazioni ed i suoi sviluppi di figure solide e piane con 100 pagine circa di commenti sobri, quasi sempre limitati alla spiegazione didattica del modo di procedere. Tali spiegazioni convergono spesso in pochi suggerimenti d'ordine grafico, in pochi indirizzi geometrici intuitivi o nella stessa esecuzione del disegno, proposto da un'angolazione tale che ne renda accessibile e comprensibile l'esecuzione a chiunque. L'intuizione (che forse è un modo semplice per dire genio) era il modo con cui Graziotti sviluppava le sue meditazioni geometriche, sia quelle bellissime e più conosciute di Geometria solida (che attualmente ornano il Museo della matematica dell'Istituto Castelnuovo dell'Università di Roma), come quelle di Geometria piana. Ma teniamo presente che, per alcune delle sue opere, sono occorsi anni ed anni di studio, di riflessione, per sciogliere enigmi geometrici che hanno bloccato e confuso matematici molto più famosi di lui. 
Adriano Graziotti percorre le stesse vie tracciate dagli autori delle antiche tassellature cretesi e romano-arcaiche; si avvale delle identiche conoscenze di compagnonaggio dei maestri medioevali delle tables è tracer, come il grande H. Libergier, l'architetto di Reims; conosce il simbolismo ermetico dei grandi intagliatori di tarsie come Lorenzo Lotto o fra Giovanni da Verona; ritrova e riscopre l'euritmia di Piero della Francesca, di Pacioli, di Durer e di tutti coloro che hanno fatto, della geometria e della matematica, motivo di ricerca interiore. 

Riteniamo che tale testo, unico nel suo genere, potrà interessare sia gli studiosi, docenti e discenti, di geometria (per le interessanti implicazione d'ordine matematico che derivano dalla maggior parte delle costruzioni geometriche) come i cultori di scienze antiche o di metafisica, per i continui richiami al Timeo ed agli autori che si sono occupati di geometria in senso olistico. Riteniamo infine che possa essere un efficace strumento metodologico per architetti e scenografi ed infine per tutti gli studiosi d'ermetismo, per i richiami a quel simbolismo magico-religioso, connesso all'uso dell'aurea proporzione, che tanto interessò gli scienziati e gli artisti del nostro Rinascimento.

Seguono alcune tavole estratte dal libro:

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