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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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(Novembre 2006) 

Egregio Direttore,
ho recentemente letto il libro “Esoterismo cristiano e Amore" di Paolo M.VIRIO edito dalla vostra casa editrice. Caso ha voluto che quasi contemporaneamente mi fosse dato di assistere alla presentazione, in una nota libreria di Roma, di un libro su  "Adamo, l'uomo rosso e l'erotismo mistico di R.S.De Lubicz." Conosco quest'ultimo come un egittologo di chiara fama e sinceramente la presentazione di quel testo fatta dagli stessi curatori mi ha molto deluso e reso scettico sulla veridicità di certe affermazioni, a volte puerili a volte volutamente provocatorie, che davano all'erotismo una connotazione strettamente materiale lasciando intendere il misticismo come un puerile gioco cosmico risultato di una festa d'istinti. Nulla a che vedere con il libro di P.Virio, di cui avevo letto in precedenza  anche “Corrispondenza iniziatica, Le lettere e la vita” scritto a due mani con la moglie Luciana.
  A parte la sorpresa di scoprire l’esistenza di un esoterismo cristiano autentico, così essenziale e lontano dalle manipolazioni new age o peggio dallo spacciare puro sesso come "misticismo",  sono molto incuriosito dall’autore e dalla via binomiale da lui praticata all'interno del matrimonio. L’idea del complemento mi riporta a certi principii tantrici descritti, in modo rigoroso e quasi scientifico anche da Evola e A. Avalon. Ho letto dalla Sua prefazione, caro Direttore, che Lei ha avuto la fortuna di conoscere personalmente Donna Luciana Virio e mi rivolgo a Lei fiducioso di avere lumi sul concetto di “eros cristiano” e avere un consiglio su altre letture che, sono sicuro, non scadranno negli erotismi fini a se stessi o strumentalizzati per ottenere poteri di vario genere, anche se contrabbandati per ascesi.
La ringrazio per la sua attenzione  e invio cordiali saluti
Lettera firmata

Lei caro amico, affronta un tema meraviglioso ma… terribile. Terribile in quanto è fra i più mistificati, contrabbandati, pasticciati, usurpati fra tutti quelli che già …infestano il nostro povero pianeta. Terribile perché ne straparlano tutti in una smania di accaparramenti, di fotocopie, di misteri sottratti, di… mobbing culturale, di malversazioni. Purtroppo, di fronte a tale straripamento di melma non si può neanche dire …perdona loro perché non sanno quello che fanno, in quanto, purtroppo, lo sanno. Tema terribile dunque proprio perché, in teoria, la cosiddetta Via d’Amore è il filone principe d’ogni ricerca e d’ogni ascesi. La via Regia, come a volte viene detta.
C’è una prefazione del sottoscritto su “Corrispondenza iniziatica” che ritengo chiarisca efficacemente e abbastanza semplicemente la posizione dei Virio e anche quella mia personale su tali argomenti. Altro testo fondamentale per capirci qualcosa di più è “Orientamenti iniziatici” sempre di P. Virio. Inoltre credo di aver detto quel poco che ne so e che mi sento in grado di divulgare, nel mio piccolo testo chiamato “Intelletto d’Amore”. E, non se ne abbia a male, ma non penso di avere altro da aggiungere.
Riguardo a De Lubicz, conosco abbastanza bene sia il suo "LeTemple de l’homme" (che ho avuto modo di leggere nella prima versione, fornitami da B. de Rachewiltz, molto prima che il testo fosse diffuso in Italia) come le altre sue opere sull’architettura e iconologia sacra dell’antico Egitto. Le considero un lavoro profondo ed efficace, unico nel suo genere. L’Adamo Rosso mi lascia invece quantomeno… perplesso in quanto, a mio avviso, contraddice, sia come linguaggio che come contenuti, tante tesi esposte nel “Tempio dell’Uomo” e, qualora fosse vera l’ipotesi della coincidenza, ormai “sponsorizzata” da più parti, Fulcanelli-De Lubicz, stravolgerebbe, in maniera addirittura macroscopica, le altre esposte nel “Mistero delle Cattedrali”. Non mi riferisco alle dozzinali posizioni anticattoliche che non condivido affatto ma che, a mio avviso, lasciano il tempo che trovano per la loro superficialità, ma a dei malintesi sulla funzione sacra della sessualità che, nel testo sull’Adamo Rosso uniscono… delle scoperte dell’acqua calda o… della patata lessa, ad arrovellamenti funambolici, che vorrebbero avere un sapore scandalistico ma che, in realtà, sono solo autoreferenti. Si tratta, sempre a mio modesto avviso, di vere assurdità che non hanno alcun riscontro con alcuna seria dottrina ermetica. Questa è la ragione per cui credo che, o De Lubicz ha avuto uno smarrimento senile, perdonabile a chiunque visto l’ambiente abbastanza movimentato che frequentava, oppure si tratta di una bufala colossale, di quelle autentiche, nere puzzolenti, con le corna e l’anello al naso montata a fini facilmente immaginabili, o infine non ho capito niente, cosa che non escludo mai, e che, secondo me, non dovrebbe mai escludere nessuno, quando si presume di aver capito qualcosa.

C.L.


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