Cerca nel sito

poliedro home2

 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

Login (per commenti o acquisti)

Registrazione Newsletter

Caro direttore,

ti premetto una dichiarazione di rito necessaria per evitare qualche accusa di apologia di reato: gli abusi sui minori sono una cosa riprovevole e giustamente perseguita dalla legge.

Ma come giudicare il profluvio di notizie che si sono riversate sui giornali al punto da avere l’impressione che in tutta l’America del nord e in tutta Europa sia in atto una ondata bestiale di massa di abusi compiuti da sacerdoti cattolici, anche se spalmati su diversi anni (il caso irlandese, che avrebbe bisogno di un serio approfondimento sociologico, va dagli anni 50 circa agli anni 70, vale a dire una quindicina di casi l’anno contro un numero sicuramente maggiore nel resto della società)?

Perciò ho deciso di affidarti queste mie riflessioni.

In primo luogo come si fa a pensare che il superamento della situazione psicologica delle vittime e il loro risarcimento passi con una campagna mediatica che ha criminalizzato praticamente tutta l’istituzione ecclesiastica a cominciare dal suo vertice?
Ma il reato penale non era strettamente personale? E non sono le aule di tribunale che devono accertare i fatti e comminare le pene ai singoli? Quasi tutti questi reati dei sacerdoti che hanno abusato di minori a loro affidati, a leggere le notizie, si sono consumati in massima parte più o meno fino al 1975, diminuendo drasticamente negli anni 80, fino a non saperne  quasi niente in seguito. Sempre a leggere le notizie, bisogna presumere che quindi da circa trent'anni non se ne compiono più. Forse che la chiesa ha fatto tale pulizia che questi reati si sono quasi estinti?

Sarà un fatto positivo? Non si sa e non sembra.

Ma se è così, a rigor di  logica, dato che Ratzinger su questo tipo di problemi si è attivato fin dal suo insediamento alla Congregazione per la dottrina della fede, come è riconosciuto da molti commentatori laici (=atei) compresi, non dovrebbe essere ascritto questo a titolo di merito e non di biasimo? Non si sa, anzi sembra che sia lui il solo colpevole, anche per fatti risalenti agli anni ’50 e ’60, quando era un semplice sacerdote.
Sempre a leggere i giornali si apprende che dopo aver spennato parecchie diocesi americane e dato fondo a tutte le denunce possibili negli anni scorsi, i casi attuali negli Stati Uniti sono diventati pochi -e forse poco redditizi-: per questo forse bisogna spostarsi in Europa e colpire al centro, che è verosimilmente più ricco di beni che la periferia?

Non si capisce.

Leggo da qualche parte che potenti studi americani di avvocati intendono aprire filiali in Europa per promuovere le class action, che in America rendono tanti soldi (agli avvocati). Non sarà che un argomento più facile per iniziare sia la pedofilia? Magari con la massima pubblicità contro un'istituzione “ricca” in modo da poter lucrare il massimo? Intanto per ora mancano notizie da Africa e Asia, forse perchè lì le diocesi sono piuttosto povere e quindi –non si sa perché- gli abusi inesistenti (si spera).

Sarà vero?

Sempre a leggere i giornali - qualunque sia la loro idea di sessualità che promuovono- viene affermato perentoriamente di tanto in tanto che il 90% di abusi avverrebbe in famiglia. Veramente poi non si ha notizia di campagne mondiali contro l’istituzione della famiglia e i capifamiglia, di qualunque tipo siano.

Come mai, visto che si parla del 90%? Sarà vero?

Ancora sui giornali si è letta la tesi di Hans Kung: « Abusi sessuali in massa ai danni di bambini e giovani ad opera di preti cattolici, dagli Usa alla Germania, passando per l' Irlanda: un enorme danno di immagine per la chiesa cattolica, ma anche segno palese della sua crisi. E indiscutibile che tali abusi si verifichino anche in seno alle famiglie, nelle scuole, nelle associazioni e anche nelle chiese in cui non vige la regola del celibato. Come mai si registrano in massa proprio nella chiesa cattolica, guidata da celibatari? Queste colpe non sono attribuibili solo al celibato. Ma questo resta la più importante espressione dell'approccio teso che i vertici cattolici hanno sulla sessualità»

Non sarà mica che ogni celibe è un potenziale stupratore di bambini?

Sempre sui giornali si è letto di un'associazione cattolica tedesca “di base” che ha chiesto le dimissioni di Benedetto XVI, mentre due corti federali statunitensi devono decidere se convocare il Papa in tribunale. Essendo fino a prova contraria la responsabilità penale assolutamente personale non si capisce bene di cosa dovrebbero imputarlo. E se riescono a trascinare il Papa in tribunale: cosa intendono chiedergli? Incrimineranno il papa per favoreggiamento? Favoreggiamento degli abusi? Concorso “esterno” in associazione pedofila? Per fare un esempio.
Nessuno saprà mai quanti giudici (cui vengono affidate le nostre persone senza scampo alcuno dai loro verdetti) corrotti esistano in giro per il mondo – forse spesso, quando scoperti, sono rimossi, coperti, spostati - ma quando uno viene denunciato risulta una campagna mondiale contro l’istituzione giudiziaria cui appartiene, chiedendo le dimissioni del suo responsabile al vertice?

Non sembra: forse vale soltanto per la Chiesa cattolica?

Insomma, il risultato vero che si cerca di ottenere con questa campagna, oltre i risarcimenti economici a torto o a ragione a seconda dei casi, mi sembrano due: quello di distruggere nella testa della gente l’idea di prete (o di suora) come persona che ha scelto Dio, e di conseguenza una disponibilità verso il prossimo, poi ovviamente la distruzione - nei fatti, facendole perdere totalmente credibilità - dell’istituzione ecclesiastica così come l’abbiamo conosciuta nei secoli.

Però caro direttore, a conclusione ti dirò che una cosa è certa e ci conforta: non si trova nè in Europa nè in America un rabbino, un imam, un pastore valdese, un pastore protestante, un monaco zen, un monaco buddista, un monaco taoista, un mormone, un avventista del settimo giorno, un vescovo luterano, uno sciamano siberiano, un testimone di geova, un anglicano, un prete ortodosso, un monaco copto, un ulema sunnita, un ayatollah sciita, un sacerdote melchita, un sacerdote vodoo, un maestro jainista, un sacerdote shintoista, un bramino induista, che si sia mai reso responsabile di abuso su minore.

Se qualcuno è stato trovato non se ne è saputo granchè, nessuno ha fatto campagne di stampa mondiali contro istituzioni cui appartenesse il reo, e nessuno ha chiamato in causa il capo supremo di quel movimento. Ti sembra poco? Si può sperare in un mondo migliore allora.

Nick

Ps. A proposito degli obiettivi di questa campagna (Vaste programme, come disse il Generale De Gaulle riferendosi all’insulto “Morte agli idioti!", che una donna gli aveva rivolto) ti dirò che non è così difficile come potrebbe sembrare. E a riprova di ciò sono costretto a confessarti come io stesso lo abbia sperimentato.

L’altro giorno ero in metropolitana, e c’era un piccolo gruppo di persone, tra cui un giovane sacerdote, che teneva affettuosamente un braccio sulla spalla di un ragazzino di circa dieci anni, il quale ogni tanto lo abbracciava, cercando una coccola. In altri tempi la scena mi avrebbe suscitato soltanto tenerezza, ma nel mio cervello invece si è affacciata orribilmente, sia pure per poco, un altro pensiero. Mi sono vergognato un attimo dopo, ma già era troppo tardi: anch’io sotto l’incalzare della campagna sono stato sporcato, ho fatto entrare in me il tarlo del sospetto. E così, a questo punto anch’io sono stato fregato, nonostante tutto quello che ti ho scritto finora.

--------------------------

In questi giorni sembra che la polemica sulla Chiesa stia spostando il tiro verso una presunta relazione pedofilia - celibato. Come a dire che l'astinenza dal sesso provochi frustrazioni che poicaricano una bomba ad orologeria pronta ad esplodere in qualsiasi momento.
Ora, a parte che chi afferma queste sciocchezze è, nella migliore  ipotesi, semplicemente vittima di se stesso (ovvero in tema di rinuncia zero assoluto, preda del più bieco edonismo), bisogna pur ammettere che la forma del celibato è divenuta obbligatoria per il clero solo dal Concilio di Trento in poi. Ciò che voglio dire è che, prescindendo dal misticismo cristiano e dalle forme di castità conosciute nelle altre forme tradizionali, dove vi è, per così dire, la volontà se vogliamo aristocratica di seguire una via di distaccoe di ascesi, nel clero cattolico vi l'estensione di quest'obbligo all'intero sacerdozio. Questo, per sua natura, risponde ad altre esigenze, che sono quelle di diffondere la Parola di Dio;  ne segue  il bisogno della sua numerosità e, per conseguenza, si ha inevitabilmente un abbassamento delle qualifiche "spirituali"presenti in ogni prete. Da qui la domanda: ha senso difendere tal principio in questi tempi così decadenti, dove anche il "materiale umano" scarseggia? La mia risposta è positiva, ma è dettata più da un sentimento di chiusura verso certi attacchi (provenienti da esseri mollicci stile Franco Grillini) che da ragioni di ordine intellettuale. Mi piacerebbe conoscere il tuo parere. Un saluto.

Mirko

------------------------

Caro Nik e caro Mirko

Il discorso sul sacerdozio e sulla sessualità è a mio avviso molto complesso e come fa giustamente osservare NIk nel suo intervento, e non ha nulla a che vedere con l'attuale attacco alla chiesa cattolica.
E' un attacco che fa seguito a tanti altri. Direi che è quasi “banale” nel suo squallore, ma è stato atteso il momento giusto per scatenarlo. Chi ha un minimo, ma proprio minimo di conoscenze tradizionali sa bene da dove è partito e ne conosce le ragioni, e sa anche che questo è uno degli ultimi e più "brillanti" strumenti di un piano economico-politico di ben più vasta portata che, con la morale e coi preti pedofili c’entra come i cavoli a merenda.
Per cui non è davvero di politica o di economia che voglio parlare in questa sede ma, per la seconda volta vengo “spinto” a parlare di sessualità.
Il mondo è pieno di gestori del sesso, di esseri più o meno abietti che vendono se stessi e la propria carne facendo di tutto ciò uno squallido commercio.

Nel mio ultimo editoriale che anticipa i temi esplosi in questi giorni

http://www.simmetria.org/index.php?option=com_content&task=view&id=554&Itemid=309

ho cercato di far notare come l’argomento “pedofilia” sia diventato il nuovo best-seller mediatico, suscettibile di far abbastanza rumore, mentre transessualità, omosessualità, lesbismo e così via… sono tutti argomenti felicemente “sdoganati” in nome della riconquistata libertà sessuale e non fanno più impressione neanche ai bambini delle elementari. Evviva!
Eppure tra i preti, come in qualsiasi altra comunità, ci saranno pure persone dedite ad attività erotiche... alternative che non siano la pedofilia, no? Ma di questo, ovviamente non interessa gran che a nessuno. "Uccelli di Rovo" lo hanno già dato in TV molti anni fa, e i bollenti spiriti di Padre Ralph eccitarono le massaie trasgressive, ma fecero uno scalpore relativo anche allora. 
Ci vuole ben altro per agitare le masse amorfe, abituate al trans del momento!! Serve qualcosa di più efficace, che finalmente “demonizzi” il prete ma soprattutto l'istituzione Cattolica (what else?) di cui il prete è l'espressione manifesta:  e la pedofilia è un argomento che, grazie a Dio, fa ancora fa un minimo di ribrezzo.

Mamme! Non affidate i vostri bambini ai preti che, chissà perché sono tutti pedofili. Mandateli invece dagli educatori nelle scuole pubbliche o private, dove potranno scambiarsi video porno con i telefonini o potranno essere felicemente abusati in massa dai compagni di classe e magari da qualche adulto non prete.
Ma sono certo che, se ci fosse stato un argomento più scabroso e di maggior presa sul “pubblico” della pedofilia, sarebbe stato sicuramente utilizzato per criminalizzare un’istituzione, e soprattutto il suo vertice apostolico nella persona di Benedetto XIV con il quale è assai facile fare il tiro al bersaglio: meglio che sparare alla crocerossa.

Ho conosciuto tanti preti o "pastori di anime" in vita mia: ne ho conosciuti di buddisti (molti), di indiani, di confuciani (pochi), di taoisti, di tibetani (diversi), di evangelici, di bizantini, di protestanti, qualche rabbino, qualche imam, ma soprattutto, essendo vissuto quasi sempre in Italia, ho conosciuti molti cattolici. Fra questi ho avuto la fortuna di incontrare delle figure meravigliose, profonde, ascetiche, mistiche e sapienti; ma anche altre meschine e schifose, come mi sembra… normale che sia. 
E credo che in qualsiasi contesto sacrale, dai sacerdozi egizi, a quelli romani, a quelli cristiani, a quelli indiani, ci siano sempre stati sacerdoti meritevoli e luminosi e altri riprovevoli e abietti. La storia di ogni tradizione ne è piena. I sacerdoti, come è noto, hanno un difetto:.. sono uomini. E gli uomini odierni vivono in uno dei periodi moralmente più caotici della storia della umanità.

Per cui, sempre a mio modesto avviso, il problema morale, che oggi fa tanto scalpore e alimenta tutti i “laici” che gongolano nello scoprire che non solo i politici fanno esperienze sessuali hard ma anche i preti, è solo una conseguenza di un ben altro tipo di degrado. 

La pedofilia non è il centro del problema. La vera radice dello scandalo non è nella depravazione o nella morbosità di qualche prete. C'è sempre stata e sempre ci sarà la degenerazione morale. Il problema, per quanto mi riguarda, è nel tipo di preparazione con cui, ormai da molti anni a questa parte, si accede al sacerdozio. Ma, non essendo un teologo, posso basarmi solo sugli incontri avuti con numerosi sacerdoti “moderni”.
Ad esempio al prete che, in jeans e maglietta veniva a Pasqua a benedire la mia casa, ho domandato a volte per quale ragione si fosse fatto prete.

Risposta: "Sono stato chiamato"

"A fare che, Padre?" 

“Ad aiutare gli uomini in difficoltà; a servire Cristo; ad aiutare la Chiesa per la pace nel mondo, per vincere la povertà e la degradazione, per consolare gli afflitti”

“Bene, Padre me ne compiaccio; ma, mi scusi, la ricerca della Verità, l’ascesi, la celebrazione dei Misteri di Cristo, la transustanziazione, la resurrezione, la meditazione, la preghiera? Lei ovviamente voleva anche avvicinarsi a queste cose.”

“La chiesa moderna persegue soprattutto la dottrina sociale e la carità; per la Teologia ci sono altri specialisti” 

E spesso il sacerdote in maglietta e jeans mi dice di non conoscere i Padri della Chiesa, di non sapere bene chi sia S. Isidoro, per non parlare di Gregorio Magno, o di san Bernardo; ammette di non conoscere affatto il latino che è una lingua morta, e mi spiega che elementi quali l'ascesi, la ricerca della Verità, la transustanziazione, la resurrezione, ed altri fattori che fanno parte integrante della cosiddetta "storia e dottrina della salvezza" fanno parte del bagaglio teorico.

"Scusi Padre, ma perché, secondo Lei, dal concilio tridentino è stata imposta la castità sacerdotale" Risposta: "Eh si, è un problema che la Chiesa dovrà risolvere"

"Come è un problema!", esclamo io inorridito. 

E gli domando: 

"Ma come si fa a fare il prete cattolico se non se ne accettano le regole? Poteva fare il diacono, il minore domenicano o francescano, o se proprio sentiva la necessità, poteva accedere a tanti altri livelli della gerarchia cattolica che non richiedono castità ma che consentono di "operare socialmente”. Dico castità Padre, non celibato!"
Ma secondo Lei, Padre, perché tanti sacerdozi dell’antichità prevedevano la castità? Non pensa che, per alcuni esponenti della gerarchia ecclesiastica, la castità possa, tra l’altro, essere una ragione profonda per poter distribuire santamente (santo vuol dire intoccabile) il corpo di Cristo.
Ma, soprattutto, se voleva fare dottrina sociale, perché non ha fatto il “medico senza frontiere” o l’operatore sanitario, o il volontario della protezione civile da qualche parte? A che serve esser prete se l’aspetto sacramentale non ha importanza rilevante nel suo cammino?

A che serve un sacerdote se deve essere uguale a me, che sacerdote non sono e non voglio essere?

Ma non si rende conto che tutto ciò mira proprio ad eliminare la necessità del sacerdozio e...di conseguenza della Chiesa che il sacerdozio rappresenta?"
E in genere il mio discorso con i “nuovi preti” si esaurisce li anche se le cose che vorrei dire sono assai di più. Finisco così per dar loro qualche libro sull’esichia, sulla regola di Bernardo e anche qualche libretto delle nostre edizioni. E mi sento tristissimo.

Ma perché stupirsi?  è evidente che questa pretesa di accedere ad una “presunta” chiamata, senza affrontarne i doveri, fa parte di quel caotico sistema moderno, in cui il diritto viene sempre prima del dovere e l’aspetto sociale sormonta quello spirituale, anzi, lo confonde e disperde. 
Io non so se la Chiesa fra venti o trenta anni, sarà riuscita ad attraversare indenne questo gioco al massacro a cui si è autosottoposta. Forse ne uscirà con le ossa rotte ma, a mio modesto avviso, in parte se l’è andata a cercare con la “deregoulation” post conciliare, che ha trasformato i sacerdoti in sindacalisti e la Messa in un’assemblea. Si, forse questo ha politicamente conservato la quantità dei parrocchiani nel dopoguerra, ha rubacchiato un po’ di fedeli ai marxisti, scambiando dottrina sociale con dottrina sociale. Ma il prezzo è stato realmente troppo alto. Troppo.

La stessa dignità sacerdotale è stata minata alla base. Sarà dura e ripeto ciò che ho detto in altre occasioni: non vorrei essere al posto di S.S. Benedetto XIV neanche se mi assicurassero la beatitudine eterna a partire da domani. Non ce la farei mai.
Io conosco ancora dei sacerdoti veri, e soprattutto dei monaci straordinari. E quelli che conosco non sono disperati perché seguono coerentemente il loro cammino ascetico, fregandosene delle diatribe interne ed esterne alla Chiesa. Ma non posso dire che non siano preoccupati: non davvero per i preti pedofili, che rappresentano solo un aspetto di una degenerazione comune a tante altre fasce della popolazione di questo mondo. Sono preoccupati perché se è vero che l’abito non fa il monaco è anche vero che il monaco che si traveste da laico…fa ridere.

Ecco questo, a mio avviso, è realmente un travestimento autolesionista.

Ma senza voler fare il profeta, parlando per chi ha orecchie per intendere, quando esiste una gerarchia sapienziale tradizionale, perfino l’immoralità può essere corretta o comunque assorbita dal diritto, che saprà come fare opera di purificazione e redenzione.E l’abito sacerdotale che rappresenta il collegamento alla gerarchia celeste non è solo un “vestito” ma molto, molto di più.
Lo sapeva bene Roma durante la Repubblica e l’Impero e lo sa bene qualsiasi Ordine tradizionale. Senza gerarchia sapienziale (non economica!) tutto precipita nel caos ed è quello che sta avvenendo. Appunto.

C. L.

-----------------------

 Caro Claudio, ho notato che l'argomento dei preti pedofili è di quelli che infuoca talmente gli animi umani da far si che alimenti polemiche fatte di veleni senza logica. Proprio per questa discussione moralmente scadente, sia per l'argomento che per chi con la bava alla bocca sbrodola vecchi livori, volevo tenere per me certi pensieri.
L'argomento è senz'altro dei più dolorosi e dei più squallidi. Insidiare anime candide protetti indegnamente dall'abito sacerdotale fa raccapriccio. Niente scusanti, niente giustificazioni. Via, via!!
Ecco, il mio giudizio si sarebbe fermato lì, schiacciato dalla vergogna e circoscritto dai limiti dettati dalla morale con la quale ho convissuto (a volte burrascosamente) per tutti gli anni della mia vita. Poi, però, approfondendo l'argomento, ho incasellato il "fenomeno" pedofilia dei preti in un quadro più ampio. 

La Chiesa, come sappiamo tutti, ma fingiamo di non voler vedere,  nel suo aspetto secolare, è, ahimè,  influenzabile, così come lo sono tutte le organizzazioni umane, gestite e dirette da esseri umani, quindi fallibili in pensieri, parole, opere e omissioni....amen! L'ascesi spirituale e il dominio dei sensi è diventato solo un ricordo. Oggi ci confrontiamo con quei preti più legati al "sociale", con   preti operai sempre più vicini alle pecorelle da pascere e sempre più lontani dal vero Pastore. Ciò fa si che queste anime "mediatrici" abbiano perso il riferimento principale, Dio, e si illudano che pascolare come le pecore sia la loro missione.
Anche i preti sono umani, troppo umani! Influenzati da un'epoca trasgressiva e autolesionista, piena di rabbia verso le regole, qualunque esse siano.
C'è stata un epoca, non molto lontana, in cui in Francia un autorevole giornale pubblicava un manifesto in difesa della pedofilia: manifesto firmato da grandi "maitre a penser" della sinistra quali Jean Paul Sartre, l'immancabile Simon de Beauvoir, Daniel Cohen Bendit, e altri.E' l'inizio degli anni '70, momento di massima ribellione all'ordine costituito, che sia esso  Dio, patria o famiglia, meglio se tutti e tre messi insieme.  Il sesso deve essere liberato dalle grettezze cattoliche, deve avere possibilità di massima espressione arrivando a prevede rapporti intimi tra adulti e bambini per affrancarli da una morale bigotta e spingerli a fare esperienze tra le più varie (Shulamith Firestone, La dialettica dei sessi). In questa orgia sessual-intellettuale (asili "alternativi", dove si incoraggiavano i bimbi a fare le esperienze erotiche delle più varie) molti esponenti del mondo gay hanno ricordato come risalissero a quegli anni le esperienze decisive  per la loro futura inclinazione sessuale. Non voglio abbinare, come è già stato fatto, pedofilia e omosessualità, ma certamente ambedue sono stati cotti nello stesso pentolone.
Sappiamo tutti come è andata in Europa dal '68 in poi, con la libertà sessuale e l'abolizione di ogni veto. Tale copione si è ripetuto mutatis mutandis anche negli States,( da dove viene  il maggior numero di casi di abusi) e  dove il capovolgimento di valori aveva già contagiato i preti cattolici americani allontanandoli dall'ufficio sacro cui erano chiamati. Questi, frastornati dalla mancanza del "senso del peccato", ormai imperante, erano loro stessi diventati in qualche modo promotori di quella rivoluzione sessuale proprio perchè non l'arginavano. La libertà sessuale è una sirena a cui è difficile resistere e i preti sono, come abbiamo detto, uomini fallibili. L'allontanamento da certi valori sacri ha indebolito la fede e aperto i sensi al mondo esterno dove tutto è lecito. Non dimentichiamoci che nel 1976 la Chiesa americana si era ritrovata in posizioni talmente distanti da quella di Roma  da sfiorare lo scisma. Non a caso, l'arcivescovo di Milwakee, che ha abusato di centinaia di giovinetti disabili, era, a quei tempi, osannato da certa stampa come uno dei preti più modernisti dell'epoca. Poi sono venuti gli scandali, i pagamenti alle vittime di abusi e qui la chiesa americana ha avuto il suo daffare a racimolare i soldi delle diocesi per tacitare gli scandali.
 Sono passati gli anni, ma gli scheletri vengono fuori quando più fanno comodo. Passati con poco scalpore durante il pontificato precedente, ora questi scandali vengono buttati sulle spalle dell'attuale Papa che nel suo viaggio in America aveva già fatto pubblicamente il mea culpa.
Ma sono ottimista, mi aspetto che intellettuali che hanno fatto della pedofilia il loro vanto (es.: il nipote di Mitterand, attualmente nel governo Sarchozy) e chi li apprezza, sottoscrivano un documento per appoggiare il Pontefice in questo momento critico. Sono assolutamente sicura che nella coerenza di certe menti raffinate non esista il concetto di due pesi e due misure e che con atteggiamento salomonico riconoscano che ciò che succede anche nella Chiesa è frutto solo ed esclusivamente di liberazione da schemi retrogradi ed antiquati.
E.M.
Cara amica,

Grazie dell'intervento intelligente e raffinato. Ma apre le porte ad un abisso, e al dibattito che assai spesso rischia di diventare... acefalo, perché agitato da rancori mai sepolti, da preconcetti di "razza", o da malattie gravi come la "laicità acuta", e soprattutto, dall'ignoranza.

Non esiste peggior accusatore di chi parla per "partito preso". Per questo, molto spesso, sono inorridito dalla "giustizia umana" e sono convinto che non esista nulla di più distorcente, di più infamante e paradossalmente ingiusto, che cadere nella sua rete. Ancora peggio che cadere nella rete degli "opinion leader", dei detentori del fatidico "lei che ne pensa?" e dell'altrettanto fatidico "io sono contro".
Qualche giorno fa, durante un convegno, ho incontrato un signore che non poteva sentir parlare di cristianesimo: era visceralmente "contro", beato lui, e mi elencava appassionatamente un elenco indescrivibile di malefatte dei cristiani, la maggior parte delle quali era verissima e storicamente dimostrata.
Cercare di guardare tali malefatte da una diversa angolazione, oppure cercare di riesaminare le informazioni da molteplici punti di vista è però un discorso che non si può fare con chi, per vocazione, "è contro". Per cui, invece di imbastire una discussione, ho lasciato perdere. Cosa che faccio sempre più spesso, soprattutto quando mi trovo di fronte a opinioni "ingessate".
Si tratta delle stesse ingessature che, periodicamente, nella storia umana, fanno credere a qualcuno di aver individuato il "male assoluto".
Se il male assoluto fosse rappresentabile in un evento o in un idea, vorrebbe anche dire che coloro che sono così certi di tale male, sanno anche perfettamente quale è il "bene assoluto"; e sinceramente mi pare che le idee sul "bene assoluto" siano invece piuttosto confuse (come tu stessa hai fatto notare), sia in ambito religioso che laico.
Pochi giorni fa è stata commemorata la strage degli Armeni nel 1915. Un milione e mezzo di morti, quasi tutti trucidati. Erano Armeni, erano cristiani e a... nessuno, in Europa, glie ne fregò nulla.
Questo vuol dire che tutti i Turchi erano "cattivi" e che gli Europei erano sordi... e che hanno scoperto il "male" solo con le camere a gas di Hitler?
No, ma vuol dire che l'odio, la rabbia e l'invidia, capitanati dall'interesse e dal potere, deformano le menti e le rendono crudeli, spietate e spesso... anche assai stupide.
E una mente che odia ha bisogno di un capro espiatorio perché... non ce la fa a sorreggere la propria rabbia, il proprio rancore, il proprio "debito" il proprio cadavere nell'armadio. Trovare un capro espiatorio è il sogno segreto di ogni uomo.  
Quanto è bello quando qualcuno si prende le colpe al nostro posto (e questa frase non è buttata giù a caso). Che meraviglia crocifiggere qualcuno che rappresenti le nostre ombre, le nostre ansie e i nostri "peccati". Un sacco di gente ha assolto tale funzione nella storia dell'uomo. In genere coloro che sono stati uccisi per fare da capri espiatori erano anime candide, passate per mostri.
Ma i mostri veri è assai difficile che assumano l'onore delle cronache... un po' come i santi veri. Sia degli uni che degli altri non se ne sa nulla.
Questa, cara amica, è un'era immersa nel caos, imbevuta di notizie e poverissima di sapienza. A dispetto dei millenaristi che aspettano la discesa.. del grande puffo che, dalla sua astronave risolva i nostri problemi con un po' di cerchi nel grano, dovremmo forse essere umilmente consapevoli che, quel poco che si può fare è limitato al recupero della dignità del singolo; e che l'era dei profeti è passata. E' il momento di riflettere e di meditare sul serio sulla propria salvezza, comunque la si voglia intendere. E sono cavoli amari.
C.L.
 
-------------------------------
 
Direttore,
a San Paolo fuori le mura, c'è una statua del Santo raffigurata con una spada in mano... 
non credo che l'abbiano messa per bellezza... 
È la Chiesa cattolica come tale che è sotto attacco, la pedofilia è solo un mezzo. 
La risposta quindi deve essere immediata, rimandare al mittente le accuse facendo presente da quale pulpito viene la predica,

Quando la chiesa chiamerà i suoi accusatori con il loro nome?
Quando si proclamerà la verità?-la sola che può cominciare a renderci liberi, la sola che può sollevare, almeno mentalmente, dai nostri oppressori. 

Karl
Carissimo Karl.
Il significato di quella spada è molteplice e ci porterebbe assai lontano. Comprendo il tuo disagio di fronte ad un continuo "mea culpa".
Personalmente trovo che sia fondamentale chiedere perdono per degli atti infamanti. Ma è fondamentale anche "distinguere". 
E, una richiesta di perdono... "continua" a tutto e a tutti, diventa il contrario della distinzione e della discriminazione; diventa un alimento per tutti i ricercatori di "colpa". 
In questo modo alla nefandezza di un atto si aggiunge la generalizzazione laicizzante che non ha alcun interesse verso lo specifico argomento scabroso, ma desidera semplicemente disgregare un'istituzione. Alcuni sarebbero tutti contenti, altri non saprebbero che fare; e ciò vale sia per i "laici" che per i cattolici.
Purtroppo tra Cristo e i cristiani c'è una grande differenza (ma vale anche per Maometto e i maomettani, per Buddha e i buddisti ecc). E, per chi è cristiano o cattolico in particolare, mi sembra sia opportuno stringersi a Cristo in quanto i cristiani stanno inguaiati forte.
 
---------------------------------
 
Caro direttore,
ho avuto l’impressione dalle poche lettere che hai ricevuto, contrariamente ad altri temi che in passato sono stati più dibattuti, che questo attacco alla Chiesa cattolica per i più sia un problema della Chiesa e non di tutti i ... cercatori. Va da sé che non è necessario il “dibattito” per forza. Ritengo però che ci sia una certa sottovalutazione di che cosa significhi tentare di distruggere la credibilità del cattolicesimo. In fondo sembra quasi, e non solo dai pochi commenti, che la chiesa se la sia cercata (istituzione di potere, celibato etc..). Va bene ugualmente. Tento di ridire in modo più chiaro possibile la tesi che sostenevo.
  1. un decina di anni dopo Mani Pulite, un direttore di un giornale riformista di sinistra confessò che ai tempi degli arresti, i direttori dei principali giornali italiani, di cui lui faceva parte, si telefonavano tutte le mattine per concordare i titoli. A che serviva titolare i loro giornali e quelli a loro collegati, vale a dire l’80% della stampa italiana letta, allo stesso modo? Serviva a creare l’ètat d’esprit, vale a dire lo stato “spirituale” entro il quale tutti i lettori avrebbero navigato senza più chiedersi cosa effettivamente stava succedendo e ottenere l’abbandono del discrimen, necessario per interpretare correttamente i fatti raccontati. Per poter creare questo spirito (e vender copie) il problema della corruzione era buono per suscitare scandalo, indignazione, odio, rancore etc. Furono distrutti partiti, ma soprattutto uomini: essere militante di questo o quel partito era una vergogna di per sé. Quello che è successo dopo –sia sul piano delle indagini che della politica successiva - è inutile in questa sede descriverlo. Però l’obiettivo era stato raggiunto.
  2. Qual’era l’obiettivo? Era rifondare, si diceva, una nuova repubblica (per quali fini non è il caso qui indagare o analizzare). Per fare ciò c’era bisogno di passare attraverso l’eliminazione delle identità politiche e ideologiche – si badi bene non attraverso la riflessione critica sulle ideologie o vocazioni politiche o visioni del mondo o weltanschauung che dir si vogliama sul loro azzeramento puro e semplice. Non si chiedevano abiure, si chiedeva solo di non pensarci più e di pensare a cose diverse dall’esperienza passata, “inventare” nuove architetture istituzionali e politiche.
  3. .Per la gente comune le vicende umane di latrocini o a sfondo sessuale sono sempre più comprensibili di dibattiti economici o architettura costituzionale. Tutti i giornali rispondono a dei “padroni”, e la loro appassionata unità serviva non tanto a denunciare la corruzione (che esiste da quando c’è l’uomo) ma a preparare il “popolo” alla nuova era globale. Il leit-motiv era la semplificazione e il bipartitismo: una volta scomparse le identità i molti poteri, occulti e non, potevano muoversi senza impacci. Era in ascesa la globalizzazione, il mercato è il mondo intero: perchè farsi imbrigliare da diverse visioni del mondo contrapposte che avrebbero impedito il saccheggio sistematico delle risorse mondiali con il beneplacito dei governi associati agli affari e non più obbligati verso i propri popoli a ben governare? Una volta distrutta nelle teste dei cittadini l’idea tradizionale di partito, di ideologia, di riflessione critica, di weltanschauung, convinti tutti che far politica è semplicemente rubare, cosa resta della possibilità di creare forze politiche in grado di battersi per il bene comune?
  4. Infatti abbiamo alla fine due partiti -e classi dirigenti sconosciute e molto ignoranti che non passano attraverso nessuna selezione dignitosa- dei quali uno si ispira alla libertà, l’altro alla democrazia, che di per sé vanno sempre associati: dunque in che cosa consisterebbe alla fine la divisione reale, al di là del chiacchiericcio?
  5. E il “popolo”? Come ieri anche oggi si muove sulla stessa lunghezza d’onda, si indigna sì per le ruberie che continuano, ma si appassiona di più agli scandali sessuali. Ha moti di dubbio moralismo per vicende sessuali di ogni tipo, ma continua a vivere come ha fatto fino ad allora sentendosi in più assolto: sono gli altri i cattivi, soprattutto quando questi altri hanno delle responsabilità morali e di governo. Ha sempre qualcuno cui gettare addosso la colpa con la C maiuscola… Un’indignazione a buon mercato che i giornali creano e contribuiscono ad assecondare- tanto alla fine non c’è nessuna rivoluzione alle porte, non ci sono milioni di affamati, non ci restrizioni di sorta nei comportamenti individuali, questi ultimi due - fame vera e oppressione vera - che possano spingere ad una rivolta contro lo statu quo.
  6. Ho richiamato queste vicende della politica perché assomigliano tanto a questa campagna contro Benedetto XVI e la sua idea di chiesa, che è il vero obiettivo di questa ondata di notizie, commenti, attacchi etc. Analogamente ai tempi di mani pulite, il prestigioso New York Times scrive e tutto il mondo occidentale raccoglie –non è un caso che la stampa asiatica e africana abbia relegato in poche scarne notizie questi scandali- come un sol uomo, arruolando intellettuali, facendo leva sul disgusto morale –quale mamma potrebbe mai sopportare l’idea del suo bambino tra le braccia di un prete senza sentirsi inquieta-, e quanto più generica è l’accusa tanto più dirompente è l’impatto. Ma Benedetto XVI in tempi non sospetti ha avviato indagini interne e rimozioni, come è ormai documentato. Ma che importa, come dicono alcuni, si deve dimettere ugualmente. Non poteva non sapere. Già sentito anche allora. Consiglierei a tutti di leggersi Storia della colonna infame del Manzoni. Ma si sa la storia non è magistra vitae, come si pensava erroneamente un tempo.
  7. Autorevoli commentatori di articoli hanno riportato e ripetuto la frase evangelica “Chiunque scandalizzi uno di questi piccoli etc.” , sopracciglio alzato e indice teso. Anche se non hanno mai letto una riga del vangelo. Se l’avessero letto saprebbero che la frase è all’interno di un invito a farsi semplici come i piccoli, altrimenti non si entra nel Regno di Dio, cioè rivolto ai grandi. Commentava San Paolo: Siate fanciulli quanto a malizia, ma adulti nel giudicare. Perciò chi si fa piccolo ha il diritto a non essere scandalizzato. Se l’avessero letto saprebbero che chi scandalizza e deve suicidarsi - se non può fare di meglio - non sono solo i sacerdoti, ma chiunque si comporti in modo da dare scandalo. Se l’avessero letto saprebbero che il messaggio è rivolto all’intero genere umano e non solo ai suoi discepoli. Anche se chi ha responsabilità di guidare il popolo o le anime deve fare più attenzione degli altri. Fanno finta di non sapere cosa c’è scritto a proposito di pagliuzze e travi nell’occhio. O “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Vista questa grande volontà di non scandalizzare, questa ammirevole voglia di pulizia e moralità – per non voler parlare di quattrini e risarcimenti – ti aspetteresti che loro evitano di scandalizzare. E invece gli stessi giornali nei loro siti online e sui loro inserti continuano ad infilare immagini e pseudo notizie – non ho bisogno né di descriverle né di riferirle - che sono in netto contrasto con tutta questa indignazione morale. A portata di tutti. Anche dei piccoli e dei semplici, ovviamente.
  8. Dice: ma i fatti? Quelli esistono, eccome. C’è chi li denuncia bene. C’è chi li copre, male. Come dice una tua lettrice. Io vedo che anche lei, però, sebbene animata di buone intenzioni, non vede i fatti perché presa dallo stesso ètat d’esprit che si vuole creare (in parte già riuscito). Scrive: Non a caso, l'arcivescovo di Milwakee, che ha abusato di centinaia di giovinetti disabili, era, a quei tempi, osannato da certa stampa come uno dei preti più modernisti dell'epoca. Poi sono venuti gli scandali, i pagamenti alle vittime di abusi e qui la chiesa americana ha avuto il suo daffare a racimolare i soldi delle diocesi per tacitare gli scandali.
  9. Ecco un esempio di mancanza di discrimen purtroppo: quell’arcivescovo non ha mai abusato di centinaia (quanti? 1,100, 200, 300: è la stessa cosa?) di bambini disabili. Ecco se io dicessi in un articolo, che sarà letto da altra gente, che sarà copiato e incollato su internet che tu Claudio sei un abusatore di centinaia di bambini disabili, mentre, mannaggia!, non mi sono accorto che tutta la stampa aveva detto che era Michele, come potrò più riparare a questa calunnia? Infatti il prete abusatore era un certo Murphy, sicuramente un psicopatico bisognoso come minimo di cure psichiatriche, oltrechè di qualche anno in carcere. L’arcivescovo invece aveva una relazione con un suo studente piuttosto grandicello, che a un certo punto ha interrotto la relazione perché non voleva più. Noi non sappiamo nemmeno perché questa relazione si è interrotta. Sappiamo invece dalla bocca dello stesso l’arcivescovo - lo ha detto pubblicamente l’arcivescovo dimettendosi (e le dimissioni sono state accettate) – che lui si era pentito, ha chiesto scusa, ha chiesto scusa ai genitori, però ci voleva un risarcimento monetario (chissà perché: i soldi curano l’anima? Da quando?). Così l’arcivescovo ha “preso” 450mila dollari (sarà stato sufficiente?) dalle casse della diocesi e li ha dati al suo ex amante. Dunque cara amica, hai detto purtroppo una notizia non vera. E io mi chiedo perché? Perché nella foga dell’indignazione non ti sei accorta di questo errore? Murphy e Rembert Weakland, l’arcivescovo, sono due persone diverse, due persone non intercambiabili, qualunque siano state le idee progressiste o reazionarie che avessero.
 
  1. Ecco il punto. Anche E.M. sicuramente impegnata in una ricerca spirituale non si accorge dell’errore, non ha fatto attenzione in questo caso al prossimo, e può dire dell’uno o dell’altro senza preoccuparsi di verificare. Era questo uno degli obiettivi della campagna: se anche chi sa come esercitare il discrimen cade in un errore come questo, figuriamoci chi non lo pratica, non cerca di praticarlo, o addirittura è nemico della chiesa cattolica? Avevo inserito la mia confessione personale proprio per tentare di spiegare cosa vuol dire diventare obiettivo di una campagna.
  2. Era questo che volevo dire quando scrivevo che l’obiettivo era distruggere un’idea di sacerdote, e di conseguenza obiettivo ultimo anche l’istituzione. E diventa anche secondario discutere di quanto sia progressista o conservatore un orientamento. No, non è una disputa teologica, non è una lotta alla o tra fronda progressista e quella conservatrice – anche questo- no: è un attacco frontale, senza mezzi termini a tutta l’istituzione, alla sua guida, che pensate un po’ per i cattolici fa le veci di Cristo, che non si fermerà qui, fino a quando non sarà caduta o trasformata in altro.
  3. In questo senso è ammirevole che Benedetto XVI abbia evitato di “chiarire”, “dare spiegazioni”, ma ha semplicemente detto questo peccato che è entrato nella chiesa in modo così dirompente, è colpa degli uomini di chiesa, ed essi si devono emendare, come la chiesa tutta. Invitando tutta l’umanità alla riflessione su questa questione.
  4. I nemici della Tradizione praticano invece l’obiettivo non di sbarazzarsi, come è giusto, di sacerdoti che son venuti meno alle loro vocazioni, - si è arrivati a sostenere che il celibato ecclesiastico produce pedofilia - ma sbarazzarsi, tout court, del cristianesimo, e magari, possibilmente, anche dell’idea di bene e male.
  5. Chi si prenderà mai la briga di verificare che tutto quello che si dice sia vero nei numeri e nelle accuse? Tutto fa brodo. Di ogni sacerdote –o suora - che si venga a sapere, sia vero o no, che ha commesso qualche abuso, o sia stato sorpreso con un computer con immagini scandalose – non a “fare” qualcosa – diventa titolo di prima pagina. Affinché l’attenzione non scemi, l’indignazione sia continua, il sospetto perenne. E l’attacco viene, questo è chiaro, anche da dentro la Chiesa, quella che suggerisce nomi o informazioni inutili ai fini giuridici ma importantissimi per parlare di giustizia senza misericordia e perdono, per suscitare riprovazione, ripulsa, disprezzo. Al centro dello scontro c’è l’obiettivo, mi sembra, di realizzare un’idea di Chiesa e di “spiritualità” molto ancorata all’esperienza personale, cioè “mondana” – di qui i continui richiami alla modernità, all’ecumenismo, alla riforma organizzativa della chiesa più coerente con le moderne istituzioni laiche, come un’associazione culturale ma possibilmente senza diritto di parola - senza riferimento ai principi immutabili, cosa questa che normalmente porta ad assecondare al contrario ogni personale pulsione o desiderio, dove la via stretta del cristianesimo diventa “larga”,”larghissima” … al punto che ci si perde forse per sempre. Per far questo ci deve essere per forza un coro unanime, possibilmente con quinte colonne all’interno dell’istituzione; per poter raggiungere l’obiettivo ci vuole il consenso del popolo, credente e non credente. Distruggere chi si oppone a certe derive dell’umanità odierna indicando dei princìpi - condivisibili o meno, in tutto o in parte- deve essere neutralizzato: lo si voglia o no la chiesa cattolica resta uno dei pochi centri spirituali del mondo in grado di orientare le anime, invece di corromperle con mode transeunti.
Concludo lasciando la parola ad un giornalista, Francesco Agnoli. Le sue parole, che sono una difesa appassionata e perciò apologetica, sono però importanti perché non ci si lasci abbagliare dai nemici dello spirito, che hanno individuato in quel che resta della tradizione cattolica, e con Benedetto XVI, ancora un ostacolo, nonostante tutto, spirituale al cupio dissolvi cui assistiamo impotenti. Nessuno di noi è santo, e nessuno è innocente. Ma non siamo tutti scemi o ignoranti.
 “ L’Europa che apostata ogni giorno, deve farlo trovando nobili giustificazioni, dandosi un tono. L’Europa che massacra i suoi figli nell’utero materno, a milioni; che distrugge i bambini già nati combattendo ogni giorno la famiglia (quintuplicati i divorzi, nella mia regione, in trent’anni); l’Europa che sperimenta sugli embrioni, che commercia ovuli e spermatozoi come fossero caramelle, che tenta di clonare l’uomo massacrando centinaia di esseri umani allo stato iniziale, che ingravida le donne single e le coppie omosessuali, negando ai figli che nasceranno il padre o la madre… L’Europa, l’occidente, che permettono le mamme-nonne, che fanno nascere figli già orfani con la fecondazione post mortem, che congelano gli embrioni sotto azoto liquido e che infangano la vita di milioni di ragazzi col sesso precoce, la pornografia, lo scandalo continuo; l’occidente “no child”, che predica la “crescita zero” per non inquinare; che “aiuta” i paesi poveri coi preservativi e l’aborto; che vede crescere ogni giorno il ricorso alla sterilizzazione, gli alberghi e i luoghi di villeggiatura dove sono verboten i bambini; l’Europa che apre all’eutanasia dei fanciulli malati e che anestetizza e lobotomizza i suoi figli con la Tv, il tempo pieno, la realtà virtuale, svariati impegni extrafamiliari e mille altri sotterfugi per non avere impicci…Ebbene questa Europa nemica dei bambini, bambino-fobica, handi-fobica, famiglio-fobica, finge di battersi in difesa dei più piccoli, se questa battaglia può servire a infangare la chiesa nel suo complesso, come istituzione, come storia, come tutto. Finge di farlo, e con grande e prolungato clamore, salvo poi tacere sui milioni di europei (di cui circa centomila italiani) che praticano turismo sessuale a danno di bambini asiatici, latini o africani; sui quarantuno mila casi di violenze sui minori che vengono registrati ogni anno in Italia secondo una ricerca presentata allo Iulm di Milano nel 2007; sul boom di pedopornografia che invade la rete ogni giorno di più, senza quasi nessuno che la ostacoli….. Chi ha costruito le ruote degli esposti, gli ospedali, le scuole per i bambini, anche quelli poveri, nel Medioevo? Chi ha edificato moltissime delle nostre scuole professionali per salvare milioni di ragazzi, nell’Ottocento, dallo sfruttamento nelle industrie? Chi ha insegnato all’Europa il rispetto per i bambini? Chi ha imposto piano piano l’idea che le spose devono essere consenzienti, spostando gradatamente l’età del matrimonio un po’ “pedofilo” dell’antichità, sin dall’epoca di Costantino? Ricordiamo per un attimo cosa fu il mondo antico, precristiano. A Roma, a Sparta, ad Atene, presso tutti i popoli, i bambini malformati, handicappati, non voluti, venivano uccisi, fatti schiavi, venduti come cose. Non solo di fatto, ma anche in linea di diritto. Era normale. In tanti casi, presso i greci, presso i popoli nordici, presso i fenici, dei bambini venivano sacrificati alle divinità per chiederne il favore, come succede ancora oggi in Africa o in India Il cristianesimo arrivò portando la nozione di sacralità della vita. Additando a tutti un Cristo bambino; predicando il rispetto dell’infanzia fino ad allora così poco considerata. Spiegando che Dio stesso si era fatto piccolo. Noi, scrivevano i primi cristiani, Giustino, Tertulliano e tanti altri, non uccidiamo i nostri figli e non li abbandoniamo lasciando che vengano sbranati dalle belve. 
Così, dicono gli storici, il cristianesimo costruì i primi orfanotrofi, sostanzialmente sconosciuti sino ad allora. Così trovarono una casa gli abbandonati, i milioni di “Marcellino pane e vino” della nostra storia che ancora oggi portano nel cognome il ricordo di quella carità cristiana che li salvò: gli Esposito, i Diotallevi, i Fortuna, i Fortunato, i Proietti, i Casadei. Trovarono asilo prima negli orfanotrofi fondati dalle imperatrici e dalle matrone romane convertite, poi in strutture come quella dell’arciprete milanese Dateo, dove venivano accolti bastardi, orfani, handicappati, nel secolo VIII; poi, ancora, nelle case fondate dalle confraternite o negli ospedali, come quello fiorentino degli Innocenti, in cui ai bambini erano dedicati strutture, personale specifico e soldi per costruirsi, una volta cresciuti, il futuro…. Nella Cina non cristiana, dove l’infanticidio di massa, potenziato dal regime maoista, è sempre esistito, la piccolissima minoranza cattolica, come raccontava Tiziano Terzani su Repubblica il 20 giugno 1984, prima della rivoluzione comunista gestiva oltre duemila scuole, duecento ospedali e più di mille orfanotrofi. A rischio spesso dell’odio xenofobo cinese, esploso poi all’epoca di Mao, che chiuse tutto accusando le suore “di aver ucciso i bambini e la chiesa di essere sovversiva”. Chi li aiuta, gli orfani dell’est Europa? Hans Küng, Corrado Augias, Vito Mancuso o il patron di Repubblica? La rivista Left, che fa copertine in cui compare un prete e la scritta, grande, “Predofili”, quasi a suggerire una equivalenza tra sacerdozio e pedofilia? No, migliaia e migliaia di associazioni e gruppi sorti molto spesso dal volontariato cattolico (o protestante), legati alle parrocchie, che finanziano ospedali pediatrici, ospitano ogni anno in Europa i bambini di Cernobyl, diffondono la pratica dell’adozione a distanza. Cosa accade, invece, in India, paese in cui la vita dei bambini, specie quella delle femmine, non vale gran che? In cui gli infanti vengono uccisi a milioni e la prostituzione infantile, secondo la “Storia dell’infanzia” della Laterza (vol. I, p. IX), riguarda circa quattrocentomila soggetti? E’ dall’opera di madre Teresa che sono nati orfanotrofi, asili, lebbrosari, case di accoglienza per anziani, ragazze madri, moribondi…. La barca di Pietro, oggi, è nella tempesta, anche per causa di tanti suoi uomini indegni, non solo pedofili, ma anche politicanti, mondani, pavidi, tiepidi… Forse Dio si servirà delle critiche e dell’odio strumentale di tanti ipocriti, per rimettere la sua barca, santa, sulla giusta rotta. Forse farà capire a tanti vescovi che devono tornare a fare i pastori, anzitutto dei loro sacerdoti: meno chiacchiere, meno convegni, meno interviste ai giornali sui fatti di cronaca… Più preghiera, più attenzione nei seminari, più spirito soprannaturale
Non prevalebunt, si spera. 
Nick

Fai il LOGIN o REGISTRATI per inserire commenti