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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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Scienze, arti e Alchimia
di A. C. Ambesi - ed. Hermatena 2007

Nel segnalare la rinnovata e ampliata edizione di questo libro di Alberto Cesare Ambesi (prima ed. Xenia 1991) ci viene spontaneo evidenziare il particolare modo di scrivere dell’Autore. Sempre colloquiale, mai ampolloso, ma sempre preciso ed attento ai testi e ai loro confronti,

Ambesi traccia una “storia” dell’alchimia partendo dall’esame specifico di alcuni testi, usandone delle parti per mostrare la vastità del processo ermetico e prendendo in considerazioni sia le interpretazioni più materiche come quelle più metafisiche. Con grande ampiezza si passa dalle influenze neoplatoniche e gnostiche ai raffronti con la scienza moderna, dalla crisi fra positivismo e relativismo, alla conciliazione negli universi polidimensinali della scienza moderna e al suo confronto inevitabile con le anticipatrici dottrine ermetiche.

Un elemento che ci sembra da porre in grande evidenza, che pochi autori hanno affrontato seriamente (e che ci trova completamente d’accordo) è l’importanza della musica nel procedimento alchemico. Noi crediamo che molti ermetisti storcano ancora un po’ il naso di fronte a certe affermazioni ma è proprio a costoro che consigliamo la lettura del libro di Ambesi che non scinde mai la pratica “esperienziale” dell’anima del praticante, dalla evidenza del “superamento” delle varie fasi del processo nella G.O. Assai interessanti, ad esempio, sono i rapporti che Ambesi evidenzia fra la grafica di una tavola Kuhunrath, che rappresenta il laboratorio-oratorio del discepolo di Ermete, e la Atalanta fugiens di Mayer. Altrettanto significative sono le citazioni alchemico musicali del grande compositore Zarlino e l’apertura del problema post rinascimentale sulle “intonazioni naturali”.

Abbiamo ugualmente apprezzato il capitolo relativo a “le immagini e il suono” dove, partendo da un notissimo quadro di Cosmé Tura, Ambesi traccia dei paralleli con la musica dodecafonica di Webern.

Non solo, ma Ambesi affronta specificamente il rapporto con le arti visive e mostra come il pittore “iniziato” compia la sua opera sia attraverso l’interpretazione simbolica come attraverso l’osmosi fra la descrizione operata tramite segno e colori e l’anima stessa di colui che ha eseguito il lavoro.

C.L

Nella luce di Mani
di A. C. Ambesi  - ed il Cenacolo Umanistico Adytum, 2007

Ecco un libro “alternativo” sul manicheismo. Un libro che contraddice la tuttora imperante visione dell’esperienza dei “Catari” come epigoni della visione manichea e che “riabilita”, sotto un certo aspetto, la grande figura di Mani, troppo spesso trattata con prudente distacco ed accezione “negativa” sia in ambito accademico che, comunque da tutti coloro che si occupano di religioni arcaiche.

Ambesi si riallaccia alla chiesa Siriaca (che assimila alla “Nestoriana”) ed alla chiesa Caldea, tuttora faticosamente in vita, nella quale la nestoriana è progressivamente e parzialmente confluita, e propone una serie di assonanze e possibili osmosi fra la tradizione manichea, vivissima nei primi secoli d. C. e quella nestoriana. I reciproci influssi sono testimoniati sia da confluenze d’ordine rituale che da sottili aspetti dottrinali, come quelli che, ad esempio, insistono sulla importanza della “Terza Persona” che poi troveranno ampia risonanza nella chiesa d’Oriente.

Ambesi tratta diffusamente e con grande competenza il significato delle “opposizioni” dei due “principi” del Bene e del Male, evidenziando la presenza di un’entità extratemporale, esente da questo conflitto. Richiama inoltre le speculazioni filosofico-matematiche di Fantappié (entropia e sintropia) per porre in luce il fascino della visione “dualistica” come elemento insito in un’unica equazione dell’universo che, sotto un certo profilo, ne determina l’unitarietà, la contiguità e non la separazione.

C.L.

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