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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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Di Massimo Marra. Ed. Libri di Airesis.

Schwaller de Lubicz è l’egittologo, studioso di ermetismo che, a cavallo fra i due secoli, ha lasciato una delle più forti impronte sull’ambiente culturale ed esoterico circostante. Avversato da una certa egittologia ufficiale è oggi recuperato anche da molti egittologi, che imperversano sui media, anche se assai spesso ne saccheggiano le teorie senza peritarsi di citare la fonte. Ma nel libro di Marra oltre all’egittologo famoso viene analizzato il personaggio, in tutti i suoi incontri, in tutti i suoi interessi, che non possono davvero dirsi confinati nell’egittologia, anche se questa fu sicuramente la parte in cui lasciò i lavori più importanti.

La figura che ci presenta Marra appare fortemente influenzata dalle correnti teosofiche, anzi, è proprio in quest’ambito che si svilupperanno gli incontri più importanti della sua vita e i sostegni che consentiranno a De Lubicz di portare avanti le sue numerose iniziative tra cui quelle  di carattere eminentemente politico. Troviamo De Lubicz molto impegnato nelle teorizzazioni gnostiche  del “Centro Apostolico”, una organizzazione in cima alla quale è una triarchia basata sulla associazione di chiese, stati ed economie sotto un egida intellettuale ben precisa. L’opera proseguirà con il “Veilleurs” per la rifondazione e ricostruzione dei principi sacri nella società con una impronta fortemente messianica. Queste ed altre spinte particolarmente utopistiche e che oggi, purtroppo, ci possono apparire anticipatrici di certi movimenti “new age”, scorrono velocemente nel dottissimo e articolato libro di Marra che ha il pregio di fornire un quadro completo di tutti i “collegamenti” esoterici di De Lubicz. Appaiono particolarmente sconcertanti le teorizzazioni, poi parzialmente rinnegate, contenute nel famoso Adam, l’homme Rouge, dove ad un Cristocentrismo granitico, si oppone una idiosincrasia viscerale verso la chiesa cattolica, che comporterà progressivamente una rottura con il suo amico e poeta lituano Milosz, che sceglierà invece la via di una ortodossia intransigente.

Sicuramente intrigante e approfondita appare la “ricostruzione” dell’affaire “Fulcanelli” operata da Champagne-Canseliet e De Lubicz. Interessantissima appare infine la figura di Isha, questa donna sicuramente affascinante, che ha attraversato come una meteora la vita di molti uomini, e che oltre ad essere la compagna di Schwaller fino agli ultimi anni, ne erediterà divulgherà il messaggio, con una impostazione fortemente profetica.

Un libro importante, questo di Marra. Utile per capire meglio un uomo dalle prospettive sicuramente vastissime e per comprendere con più efficacia il suo principale testamento spirituale, che, a nostro avviso ma anche nella impostazione di Marra, resta sempre il colossale lavoro sull’Egitto.

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