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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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Quaderni di Airesis a cura di Paolo Rossi, Ida Li Vigni, Emanuela Miconi ed. Mimesis 2009

E’ un testo particolarmente bello al quale hanno contribuito, oltre ai tre curatori sopracitati, Oscar Meo, Walter Sannita, Donatella Restani, Silvana Fasce, Margherita Rubino, Valeria Motosso, Ida Zilio Grandi, Paolo Magnone, Marina Montesano; Andrea De Pascalis, Davide Arecco, Massimo Marra, Lauro Magnani, Roberto De Pol, Ida Morello, Mirella Pasini, Serena Spezzarini.

Al libro segue una preziosa appendice con dei tratti del libro dei sogni di Artemidoro, con Il Fiore de’ fiori di Giovanni di Vasconia, con il Sogno di Keplero  e il “sogno di Cartesio”.

Dico che è un bel libro pur sapendo che la letteratura sul sogno (come dice la stessa prefazione al libro) è sconfinata. Passiamo da una letteratura arcaica di tipo “mantico” ad una di tipo filosofico-alchemico, ad una di tipo terapeutico, ad una prevalentemente psicologica. Forse quest’ultima, per lo meno dall’inizio del secolo precedente in poi, ha sopravanzato qualsiasi altro tipo di lettura, sfornando milioni di pagine “analitiche” derivate in gran parte da Freud e poi rivisitate secondo la “mistica” Junghiana, ecc..

Nonostante la vastità del tema è un libro che ha una sua perfetta coerenza e completezza e che consigliamo non solo a tutti coloro che con il sogno hanno un rapporto di tipo terapeutico (parlo soprattutto degli psicologi) ma a coloro che nel sogno vedono il grande territorio per i passaggi in una dimensione “altra”, per una comunicazione col mondo degli Dei o delle Ombre.

Tutti i contributi meriterebbero una lunga recensione ma ci limitiamo velocemente a segnalare la splendida introduzione di Paolo Aldo Rossi, che scorre dai sogni in ambito biblico a quelli in epoca rinascimentale. Importante è la divisione che fin dall’antichità viene operata fra sogni “veritieri” e “falsi”, fra sogni inviati dagli Dei con vari scopi e sogni dovuti al corpo. Rossi si sofferma su alcuni di questi sogni e il confronto fra le epoche ci mostra come l’interpretazione trovi successive integrazioni, più che contrasti.

Dal nostro punto di vista è assai interessante il commento (e la trascrizione nella piccola appendice curata da Massimo Marra), del Fiore de’ Fiori. Trattasi di un’opera a cui deve molto il medioevo, anche noi ne abbiamo brevemente parlato in Sedes Sapientiae. La Rosa delle Rose, il Fiore dantesco e altri Fiori propri della letteratura medievale sono ben rappresentati in questa “visione”, o “sogno” che ha tanta parte nell’alchimia. L’articolo si completa con quello di Ida  Livigni sulla teoria dei sogni di Cardano in cui si evidenzia come il filosofo “ci tenga” a mostrare l’importanza della sua visione magica e dove la “teoria degli umori” offre riscontri per una classificazione tipologica del sogno e del sognatore.

Ma la lettura di tutti gli altri interventi è ugualmente interessante. Un libro serio.

C.L.

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