Il signore della Malvagità

di don Gianni Sini, don Marcello Stanzione Enrica Perrucchietti

Sugar co ed. 2014

 

Le origini occulte della Musica

di Enrica Perrucchietti

Uno ed. 2014

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Raccogliamo insieme la segnalazione di due testi della giornalista e scrittrice Enrica Perucchietti (il primo in collaborazione con due sacerdoti) che, pur trattando fenomeni eterogenei, riteniamo siano fortemente affiancabili. Non si tratta dei soliti testi catastrofisti anche se, per ovvie concessioni editoriali, sia le copertine che le presentazioni evocano qualche suggestione millenarista, ma di due studi, estremamente documentati.

Vorremmo partire dal Signore della Malvagità dove a pag. 184, verso la fine del testo, Enrica Perrucchietti ricorda la “leggenda del Grande inquisitore” estraendola dai Fratelli Karamazov. Terribile la figura del cardinale che vuol sostituirsi a Dio e la risposta del Cristo consistente in un bacio. Altrettanto efficace è la citazione di Bulgakov dove la vittoria sul diavolo sembrerebbe possibile solo attraverso l’eliminazione della morte e del dolore; ma poi immagina che il diavolo, consapevole della sua impotenza possa “convertirsi”. A tal proposito cita anche Origene e l’ipotesi da lui formulata di una “redenzione cosmica” in cui non esista più il male.

Ma, prima di tali conclusioni viene effettuata una drammatica ricostruzione di tutte le filosofie “mondialiste”, dove l’uomo fa a pezzi la famiglia, la tradizione, liberandosi, per così dire, dalle religioni raggiungendo la famosa e new age età dell’Acquario della Baikley. Da qui parte una metodica disamina delle controculture “acquariane” che vanno dagli spiritualisti omnicomprensivi ai fans degli “alieni”alla discografia ufologica ispirata ad Aleister Crowley. In tali indagini emerge un “progetto”  di fondo in cui la Menzogna anticristica, corrode ed inquina non solo le masse, facilmente plagiabili con “ludi et circenses” ma anche coloro che tentano di instaurare una caricatura (la scimmia diabolica) della Gerusalemme celeste. Ovviamente il testo esamina la enorme quantità di sette e pseudosette ispirate da questo o quel personaggio, evidenziando le commistioni con una industria cibernetica mondialista che avalla e promuove una cultura del governo mondiale, dove le differenze vengono sciolte in infausto un meticciato dell’anima.

 

Il secondo libro, sulle origini della musica, ci trova assai concordi nei contenuti ma un po’ meno sul titolo. Grazie a Dio, a parte Mozart, quella di cui parla il testo della Perucchietti non è la “musica” ma solo un certo tipo di suono moderno o forse di rumore che con l’esperienza musicale ha ben poco a che fare. Noi avremmo preferito che dal titolo si capisse subito che si trattava di esaminare un fenomeno soprattutto recente e cioè quello della “deriva rock” aperta al cosiddetto…lato oscuro della Forza (per citare il famoso… Yoda interstellare).

Il testo è millimetrico nelle sue osservazioni e dotato di un imponente apparato di foto e documenti; parte come sempre da Crowley, proseguendo con le affiliazioni di una enorme quantità di musicisti all’ordine dell’ OTO o ad altre sette animate dall’aspirazione verso lo scardinamento delle regole. Assai interessanti le analisi sui “suicidi” maturati in ambito musicale hollywudiano. Ma la Perucchietti si rifà anche anche all’ingresso della massoneria in ambito musicale, con le affiliazioni di Haydin e di Mozart. L’analisi passa anche a toccare le vicende inquietanti di Tartini e Paganini e ricorda come il complesso passaggio dai 432 Hz arcaici del “la” agli ormai standardizzati 440 Hz  imposti addirittura dal Nazismo possa aver avuto degli scopi non solo “pratici” ma anche occulti. Ma su questo argomento si potrebbe discutere a lungo in quanto perfino alcuni musicisti considerati assai trasgressivi come gli Stones hanno preferito l’accordutura rinascimentale. Ovviamente l’analisi prosegue con i rapporti fra Elvis e la teosofia e fra la maggior parte dei cantanti degli anni ’60 e l’occultismo nelle sue più svariate forme. Il testo affronta l’ingresso dello yoga occidentalizzato nella vita dei Beatles. Si parla ovviamente di Manson e del massiccio ingresso degli allucinogeni e delle droghe in tutto il panorama dei grandi esecutori di concerti da stadio, in una continua ed ossessiva ricerca della magia sessuale in tutte le sue forme. E, sotto questo invito al caos controllato, o meglio, programmato appare nebulosa la figura del grande pifferaio magico.

Due testi da leggere, soprattutto da parte dei giovani.

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