Cerca nel sito

poliedro home2

 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

Login (per commenti o acquisti)

Registrazione Newsletter

Da quando è stata lanciata la notizia, una serie di conferme e smentite si sono susseguite nel web e sui giornali, e con esse l’ira dei veneziani, degli stranieri, e ovviamente dei movimenti ambientalisti e di tutela.

 
Parliamo dell’idea di realizzare un orrendo grattacielo/scultura di 245 metri d’altezza a Porto Marghera, strafregandosene della normativa italiana più in generale, e delle norme di tutela dell’area Veneziana in particolare.
La vergogna non risiede tanto nell’idea che un visionario novantaduenne, senza alcuna cultura – né interesse – per la tradizione architettonica italiana e veneziana possa aver deciso di fare questa operazione, ma nel fatto che il Comune di Venezia, la Regione Veneto, la Veneto Strade, le Ferrovie dello Stato e l’ENAC abbiano dato l’assenso.
 
Il Sindaco di Venezia dovrebbe vergognarsi più di tutti gli altri, visto che amministra la città che più di tutte le altre ha saputo mantenere integro il suo carattere, nonostante alcuni interventi di dubbio gusto del secolo scorso: grazie infatti alla formula di approvazione dei progetti che recitava “ch’el sia fata ca staga ben!”, Venezia ha mantenuto un carattere ed uno skyline unico al mondo … che ne sarà dunque dell’immagine di Venezia se mai il sogno di questo individuo dovesse realizzarsi? Stiamo parlando di un assurdo grattacielo/scultura alto oltre il doppio del Campanile di San Marco!
Non ripeterò le ragioni per le quali risulti folle pensare oggi di costruire grattacieli, non solo in Italia ma ovunque nel mondo, perché quelle ragioni le ho già espresse in un recente articolo sull’argomento che invito tutti a leggere per completezza, sperando che anche il sindaco veneziano lo faccia per potersi redimere prima che sia troppo tardi.
 
Detto ciò preferisco soffermarmi su alcuni aspetti di questa storiaccia franco-veneziana.
Premetto che tempo fa, essendomi ormai fatto la nomea planetaria del rompiscatole contestatore, ho ricevuto diversi inviti, dall’altro capo del mondo, affinché scrivessi qualcosa e mi attivassi per boicottare questo tentativo di stupro urbanistico-ambientale griffato. La premessa è d’obbligo affinché il sindaco della città più invidiata del pianeta rifletta sulla pessima immagine che sta dando della sua amministrazione ai cittadini del mondo: VERGOGNA!
Non è possibile che un creatore di moda, dall’alto del suo portafoglio, e senza una laurea in architettura italiana, privo quindi di alcun titolo abilitativo all’esercizio della professione nel nostro territorio, possa permettersi di violentare la città più bella e particolare del mondo! Non è, e non può essere, il potere economico di un soggetto a far modificare a proprio piacimento le leggi di tutela ambientale e sull’esercizio professionale!
 
E non si venga a dire che, siccome il progetto è previsto per un’area degradata ex-industriale, questo progetto si possa identificare come un progetto riqualificante. Nel mio articolo che ho segnalato sono spiegate ampiamente le ragioni per le quali l’edilizia di matrice industriale e consumista – di cui il grattacielo è l’esempio principe – non possa, e non potrà mai, risultare “sostenibile”.
L’inquinamento prodotto da certi edifici, e dalle infrastrutture e trasporti necessari a farlo funzionare stanno lì a dimostrare che il sogno di un visionario non possa tramutarsi nell’incubo di una intera comunità!
 
Il signor Cardin minaccia “se non avrò l'ok in Italia sono pronto per andare a proporlo in Cina o negli Emirati”! E chissenefrega!
Si accomodi pure signor Cardin, vada a fare le sue violenze a chi abbia la stupidità e/o il masochismo di assecondare i suoi folli desideri! Non qui, non in Italia, non a Venezia!
 
Il turismo veneziano non subirà alcuna flessione senza la sua discutibile torre, semmai ne beneficerà! Il suo UFO probabilmente si integrerà con l’architettura di Marte, quando colonizzeremo il Pianeta Rosso, per il momento si rassegni, e si rimetta in tasca il suo arrogante portafogli, all’Italia non servono queste sbruffonate di chi al posto del cervello e del cuore possiede un registratore di cassa.
La Soprintendenza faccia il suo dovere, e il Ministero dei Beni Culturali faccia chiarezza, una volta per tutte, su cosa si possa e cosa non si possa fare a Venezia e, visto che si trova, risolva anche altre due problematiche veneziane:
  1. l’allontanamento delle sponde del Canal Grande spinte dal ridicolo ed arrogante Ponte di Calatrava, arrogante perché il progettista ha avuto l’arroganza di ridere del consiglio dell’esperto che gli fece notare come l’arcata disegnata non fosse compatibile con la geologia del luogo: La Soprintendenza chieda dunque di far rimuovere il manufatto a spese del progettista e di tutti coloro i quali si sono macchiati di quella scelta infausta, perché noi italiani non possiamo accettare di pagare le ingenti somme che sono state stimate per le opere di manutenzione costanti causate dall’errore progettuale!
  2. Inoltre la Soprintendenza impedisca un’altra violenza architettonica griffata: il Fondaco dei Tedeschi non può venir massacrato per soddisfare la presunta sete di modernismo firmata Benetton & Koolhaas.
I veneziani non meritano di essere ignorati, come non lo meritano gli italiani e tutti i cittadini del mondo, visto che si parla di siti Patrimonio dell’Umanità!
Che si faccia una progettazione partecipata per le tre cose, e che siano i veneziani e chiunque si senta danneggiato a decidere sul futuro di Venezia, una città della quale alcuni cittadini, alcuni progettisti autoreferenziali e qualche ricco personaggio arrogante non sono degni.

Commenti  

# Dalmazio Frau 2013-03-21 07:29
Mazzola santo subito!!!
# ettore maria mazzola 2013-03-24 07:03
troppo buono, grazie per la proposta di beatificazione immeritata.
Penso che qualcuno debba pur dire certe cose, ed è un peccato che molti miei colleghi e tanti italiani si comportino in maniera omertosa davanti a certi scempi. Sono consapevole di farmi tantissimi nemici tra i colleghi, ma orgogliosissimo del fatto che tantissimi italiani (non danneggiati dall'insegnamento ideologico) la pensino come me
# Amministratore Commenti 2013-03-24 08:23
Caro Ettore: non puoi capire quanti siamo!! Se un sito come questo da, con grande entusiasmo, spazio ai tuoi articoli è proprio perché l'architettura e l'urbanistica rappresentano l'espressione più "evidente" delle scelte politiche e filosofiche dell'uomo. Dimmi dove vivi e come vivi... e ti dirò chi sei.
Se progetti un ecomostro atteggiandoti da archistar, viene fuori un archimostro o un ecostar?
No ho sbagliato: viene fuori una cagata pazzesca. Eh, le risposte semplici ci mettono sempre un sacco ad arrivare ma sono chiarificatrici! Lo disse anche Fantozzi.
Claudio

Fai il LOGIN o REGISTRATI per inserire commenti