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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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Gli studenti e gli insegnanti della scuola “La Fonte” di Manduria di chiara ispirazione Steineriana, ci sono venuti a trovare. Erano più di due anni che Simmetria non ospitava una classe di ragazzi per cui il sottoscritto, presidente dell’associazione, come in altre occasioni, è stato ben felice di avere un gruppo “decisamente” più giovane di quelli che normalmente seguono le visite di Simmetria.

Il programma preparato dalle maestre era molto intenso.

Ma anche in questo caso siamo andati dove in genere non vanno i turisti, a cercare le testimonianze più significative della civiltà romana, che poi sono anche quelle più nascoste e straordinarie cercando di seguire il programma didattico formulato dalle maestre.

Abbiamo ovviamente cominciato a raccontare qualcosa sulla Roma che precede la fondazione canonica, quella di Romolo, e siamo partiti dall’ombelicus urbis, nel Foro. Ho constatato come ai ragazzi sia piaciuto molto avvicinarsi ai riti di fondazione delle città, al lavoro degli auguri e degli aruspici per rendere propizia la fondazione e bene accetta agli dei. Costeggiando la Via Sacra ce ne siamo andati ad ammirare il grandioso arco di Settimio Severo e poi la bellezza delle colonne residue dell’imponente Tempio di Saturno. Ho fornito ai ragazzi qualche indispensabile accenno al significato di Saturno e di Giano e all’arrivo di Enea nel Lazio. Tornando per la via Sacra abbiamo doverosamente meditato di fronte all’ara di Cesare, al tempio di Vesta e alla casa delle Vestali. ammirando le meravigliose fattezze delle statue ancora presenti nel giardino-ninfeo, e la straordinaria compostezza nelle pose delle varie vestali “massime”. I ragazzi hanno fatto moltissime domande sul significato dell’Ombelicus, sul simbolismo del ponte nella antica Roma e del Pontifex e sul modo di vivere delle antiche sacerdotesse e ovviamente sul rapporto magico fra le parole arco-arcano-ponte-pontefice ecc.. I ragazzi, abituati ad elaborare geometrie complesse proprio in virtù dell’approccio particolare della scuola, hanno compreso immediatamente determinati paralleli geometrici, con mio sincero compiacimento e non poco stupore.
Proseguendo oltre la casa delle Vestali ci siamo arrampicati lungo le bellissime scale degli Orti Farnesiani e esaminato le grotte artificiali con i giochi d’acqua (anche se il periodo storico ivi rappresentato esula di un migliaio d’anni da quello previsto dal programma didattico).

Una piccola sosta di fronte al cippo di Giacomo Boni, il grande archeologo che negli anni ’20, insieme al nonno del sottoscritto si occupò degli scavi del Palatino era obbligatoria. E poi la vista letteralmente mozzafiato dalla terrazza degli Orti: tutti i Fori imperiali, il Campidoglio, il Palatino, lo sfondo del Gianicolo, il Colosseo, la Basilica di Massenzio… ecc. Insomma ce ne era abbastanza per riempire di maestosità, di storia e di bellezza gli occhi di chiunque e i ragazzi hanno fotografato “di tutto e di più” e in questo articolo diamo una breve raccolta dei loro lavori.

Poi ce ne siamo andati a vedere le Capanne Romuleie. Gli scavi in questa zona sono relativamente recenti ed è stato molto interessante studiare i fori sugli enormi blocchi di tufo che consentirono ai primi abitanti del Palatino (circa 1000 anni prima di Cristo) di piantare i tronchi necessari per costruire delle capanne con argilla, legno e paglia.

La mattina dopo ci siamo visti agli ingressi di Ostia Antica.

Siamo entrati “quasi” trionfalmente” dal Decumanus Maximus e poi ci siamo inoltrati nell’area sepolcrale, dove abbiamo esaminato i differenti modi di inumazione o cremazione dei defunti e la bellezza del sepolcri con i loro simboli arcaici.

Avevo preparato una specie di caccia al tesoro, su una cartina alla “Indiana Johns” alla ricerca dei Mitrei. Ma i ragazzi, almeno in pianta, li hanno trovati subito.

Poi siamo arrivati davanti alla grandiosa stuatua della Nike alata. Tante curiosità sul senso delle ali, sullo scudo con la Medusa e sul perché tale statua fosse all’ingresso della città.

Abbiamo poi esaminato i mercati, le palestre e le bellissime terme dei “vetturini” che portavano le merci e i “turisti” di allora da Roma ad Ostia. I mosaici monocromi delle terme pubbliche di Nettuno che si possono vedere bene da un terrazzamento sempre affollatissimo hanno riscosso un grance successo: è abbastanza difficile trovare dei mosaici di quelle dimensioni e di quella eleganza anche in altri insediamenti italiani. Ovviamente siamo subito dopo entrati nel Teatro e poi il grandioso Palazzo Senatorio di fronte al tempio di Augusto e Roma. Finalmente siamo riusciti a trovare il Mitreo di Felicissimo, disperso tra mille caseggiati e piccole domus private. Ovviamente abbiamo raccontato qualcosa sul culto di Mitra e sui particolari “gradini iniziatici” della religiosità mitriaca tanto diffusa nella Italia dei primi secoli d. C..

Al termine del nostro girovagare per Ostia siamo riusciti, non senza difficoltà, ad arrivare al grandioso Mitreo di Mitra (ahimé, come accaduto altre volte…. mi ero perso ma una provvidenziale guida turistica mi ha re-indirizzato nella giusta direzione) e ad apprezzare (anche con la bocca aperta, ragazzi, ammettetelo!) la impressionante luce che penetra dal soffitto della sala e illumina la statua di Mitra che uccide il Toro.

In uscita dal mitreo siamo approdati in una bellissima casa patrizia con tanto di ninfeo dove è presente una minuscola statua di Amore e Psiche. In uscita ci siamo seduti tutti in terra e, con qualche adattamento alla età dei giovani ascoltatori, ho raccontato la fiaba di Apuleio relativa alla bellissima storia di Psiche, con grande partecipazione di tutti.

Il terzo giorno abbiamo portato i ragazzi a vedere le forme delle pavimentazioni cosmatesche (rifatte più volte) in una chiesa romanica abbastanza particolare: Santa Prassede. Forse il primo insediamento cristiano a Roma con una storia abbastanza affascinante. Dopo aver raccontato la storia di Prassede e della Sorella Pudentiana, abbiamo esaminato il magnifico abside, soffermandoci su alcuni dei principali significati simbolici delle raffigurazioni musive e poi siamo entrati nella microscopica ma abbagliante cappella della Deesis, unica nel suo genere. Un piccolo trionfo di mosaico arcaico d’ispirazione bizantina, denso di significati religiosi e filosofici. E credo proprio che, a tutti, tale breve ma intensa esperienza abbia lasciato un ricordo importante.

Ci siamo poi raccolti in una piccola cappella laterale dove questa volta ho raccontato ai ragazzi la storia dell’Abate Suger e della avventurosa fondazione della cattedrale di Saint Dénis. E’ una storia importante che fa comprendere il senso della mistica e dell’arte medievale (che ho trattato anche in alcuni dei miei libri). Nella particolare chiave di lettura presentata per i ragazzi abbiamo stimolato la loro già… irrefrenabile fantasia con un “mistero”: quello dell’immenso patrimonio di pietre preziose sepolte sotto le fondamenta. Ovviamente abbiamo proposto ai ragazzi di trovare una spiegazione a tale gesto. A proposito: l’avete trovata?

Usciti da Santa Prassedei siamo andati a Santa Pudenziana, assai meno significativa all’interno ma dotata di un piccolo gioiello di facciata romanica.

La sera di Venerdì, infine: pizza conviviale durante la quale (oltre a constatare l’invidiabile appetito dei ragazzi) sono stati consegnati degli attestati di partecipazione.

Cari allievi e care maestre, quale presidente dell’associazione e “guida improvvisata” vi ho portato in alcuni posti significativi ma l’intelligenza, la simpatia, il sorriso dei ragazzi e la gentilezza di tutti i partecipanti rappresentano un compenso ineguagliabile. Per cui sono io a ringraziarvi di cuore.

C’erano gli allievi: Maria Teresa Bianucci, Cosimo Contino, Matilda Morella, Giulia Sammarco, Maddalena Sava, Maria Sole Toma, le insegnanti Anna Milizia e Anna Mezzolla, e due mamme che si sono aggregate ad un paio di visite: Monica di Maggio e Assunta Fanuli.

 

Quelle che seguono sono alcune delle foto scattate metodicamente dai ragazzi: Un invito affettuoso a ricordare i posti e gli episodi che caratterizzano quei luoghi.

 

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