Cerca nel sito

poliedro home2

 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

Login (per commenti o acquisti)

Registrazione Newsletter

987 Maestro La solitudine del Maestro

di Claudio Lanzi

Proseguo con la trasposizione di alcune conversazioni che tanti anni fa cambiarono la mia vita (ma non solo la mia), senza la pretesa che oggi possano cambiare minimamente quella di altri.
Infatti, se qualcosa cambiò in me, non fu per i contenuti filosofici e a volte ermetici del dialogo a seguire (o per lo meno non solo per quelli), ma per la vicinanza di quell’essere straordinario che, parlandomi tra le parole mi donava gratuitamente la sua amicizia e la sua conoscenza.

A: “... Abbiamo perciò stabilito che il Maestro non vuole esser tale, che non lo diventa solo per aver studiato, e che non esiste una certificazione che ne attesti la qualità, come... per i prodotti d.o.c. o cose del genere. Tutto questo, come sai, sta modificando moltissimo la stereotipata visione che mi portavo dietro da frequentazioni tardo evoliane e guénoniane, sul senso delle confraternite sacerdotali romane, quella del cursus honorum; inoltre mi ingarbuglia il senso stesso di Via iniziatica, di tradizione, di perennialismo... e pure di religione. Aiuto!! Così non ne uscirò più!
Va bene: Lasciamo perdere per un po’ la mia confusione: ma promettimi che vorrai riparlarne ancora una di queste sere. Lasciami invece spazio per una domanda; una domanda impropria ma che non posso fare a meno di farti in quanto è per così dire “ontologica” rispetto ad ogni discorso e ogni ricerca di verità: Chi è che stabilisce che qualcuno è un Maestro? E come si fa a riconoscere quando si tratta di un concentrato di vanità, narcisismo e superbia e quando invece si tratta di scienza e sapienza?”

M: “Mi spiace, ma non posso risponderti compiutamente (M. lo fece in seguito, in tante altre occasioni, e il senso delle nostre conversazioni approdò in seguito nei tanti....troppi libri che ho scritto) . Per ora mi consento di consigliarti di meditare su quattro temi che ti possono aiutare molto ad operare una discriminazione preliminare:

Primo: l’insegnamento si paga, la scienza sacra no. Quindi il magistero, che è scienza sacra, è sempre gratuito in quanto... non ha prezzo economico. E’ difficilmente raggiungibile, si nasconde, questo si. Ma...dove ci sono giri di soldi...diffida e scappa!
Secondo: il Maestro non dice mai di esserlo perché sa, a sua volta, che il Vero Maestro è uno solo. Dove incontri chi pretende d’insegnare, cerca allievi e dice d’essere un Maestro...diffida e scappa.
Terzo: Un Maestro non ti dice soltanto quello che sa ma, soprattutto, quello che è. E questa è una cosa assai difficile a comprendersi perché il Maestro è nudo e quindi non ci sono orpelli che lo identifichino. Quando usa le parole insegna la Scienza. Quando usa i silenzi è nudo, anzi...trasparente, e quindi per vederne la vera forma devi acquisire occhi speciali.
Da ciò ne deriva che un maestro non ti cambia con i suoi insegnamenti... ma con il suo esserci.
Quarto: Il Maestro è un uomo, può essere spiritualmente luminoso come una stella ma psichicamente pieno di difetti. Per cui ficcati bene in testa che un Maestro sbaglia.
(A questo punto rimando il lettore a Maleducazione spirituale, libretto che, dopo esser stato approvato da M, fece seguito a questa come ad altre conversazioni, cercando di stabilire, in maniera abbastanza univoca, come risolvere questo terribile “koan”).

A: Ma in questo mondo, dove tutto si basa sul “marketing”, il Maestro sarà comunque difficilmente riconoscibile e sarà sempre solo, con la sua luce, i suoi difetti, la sua bellezza...!!

M. “...mmmmh, in realtà, salvo che abbia deciso di isolarsi da mondo, il Maestro, come tutti i personaggi carismatici di questa terra, sarà probabilmente circondato (anzi a volte circuìto) da cortigiani. O da persone affascinate dal potere della "forza". Assai difficilmente incontrerà degli autentici ricercatori della Verità. E il 10% di costoro lo tradirà. Il 40%, lo abbandonerà e il 30% dopo qualche anno su stancherà di seguirlo. Resterà un 20%. (nei casi più fortunati).
Perché i ricercatori autentici sono soltanto coloro che vogliono la verità sia dentro che fuori di loro, assai prima della loro felicità, della sicurezza, della salvezza.
In genere si cerca sempre di prendere qualcosa dal Maestro (qualcosa che dia sicurezza o conoscenza). Della verità, invece, importa poco quasi a tutti. E questa è la ragione per cui la Via diventa impraticabile ai cercatori di salvezze.
Poche cose vengono date al Maestro con amore autentico e, come ben sai le false motivazioni sono quelle che distruggono la Via e la pratica.
Per cui, anche se circondato da allievi, un vero maestro è e sarà sempre solo.
Se riuscirai a vederlo nella sua solitudine lo avrai trovato e saprai cosa chiedergli e cosa dargli.
Ma, e qui stai attento ti prego, poiché la scienza sacra si apprende solo attraverso il dare e non attraverso il prendere, nessun cortigiano... apprenderà mai nulla.
La Maddalena apprese molto, e forse divenne ella stessa Maestro proprio perché comprese attraverso la Verità dell’amor sacro e non attraverso la pretesa (ma su tale tema, come sai, sono state scritte delle scempiaggini bestiali, a partire da quelle su Rennes, di cui abbiamo parlato insieme tante volte).
E’ evidente che il Maestro si troverà solo, anche per conservare e difendere la integrità della sua fonte sapienziale. (Così come ad esempio, mutatis mutandis, Numa conservò la sapienzialità della Fonte Egeria.)
E a volte ne soffrirà molto perché stiamo parlando di un essere fatto di carne e sangue, sensibile alle emozioni, come tutti gli altri uomini.
E quando sceglierà di scendere dalla sua solitudine, potrà rischiare di essere travolto, e potrà fare e farsi del male, e anche molto.
Si perché l’idea che il maestro sia sempre immarcescibile, immodificabile, perfetto e compassionevole è una delle più stupide fantasie che l’allievo possa farsi.
Il Maestro cadrà assai più crudemente dell’allievo anche se ritiene di aver risolto i suoi mostri psichici, proprio perché la forza del Demone è proporzionata sempre alla forza dell’Angelo e poiché ad un Maestro non si perdona l’errore, quando ciò dovesse accadere,...si troverà ad essere... ancora più solo.

A: “Accidenti: ma è terribile la Via del Maestro! Io, ammesso che ne abbia minimamente le qualifiche, non vorrei mai diventarlo!!! Ti prego....avvisami se vedi in me delle pericolose tendenze o delle propensioni del genere... Mi fai venire in mente l’inizio di quel bellissimo film, che abbiamo visto insieme alcuni anni fa “Morte di un maestro del te” dove all’inizio appare quasi la personificazione della Via; in salita, piena di sassi e solitaria.... Verrebbe da chiedersi “Ma chi glielo fa fare”?
In tale ottica mi sembra superficiale parlare di compassione, di amore per gli uomini, di salutismo buddista, e di tutte quelle cose che riempiono la bocca dei profeti new age. La ragione è sicuramente più occulta e più profonda e non passa per facilonerie buoniste”.

M: “Certo che no. Ma comprendere le ragioni del Maestro è molto difficile. L’allievo vuole sempre ridurre tutto a qualcosa di spiegabile, di razionale, di sensibile (Via, Maestro, pratiche, preghiere, ecc.). Vuole sempre dei riferimenti reperibili, o, nei casi più “gravi”, cioè nelle persone ammalate di sindrome intellettuale, delle ...fonti testuali, dai libri religiosi a quelli di filosofia. Questi princìpi valgono, appunto, per studiare le religioni o la filosofia. Non valgono per il Maestro.
Attento però: eliminare un approccio meramente logico e dottrinale non vuol dire aprire le porte ad una devozione acefala verso il famigerato maestro, ma aprirsi ad un altra forma di intelletto, di empatia, di comprensione: quella cardiaca”.

A: “Ma scusa, quanto mi dici mi scombina completamente le modalità relazionali nei confronti di questa figura, che mi diventa sempre meno tangibile e più diafana”.

M. “Se vuoi comprendere e relazionarti davvero con i tuoi maestri cambia occhi, anzi...chiudili, perché si è fatto tardi ed è ora di andare a dormire” E cerca di capire cosa vuol dire esser solo.

Così disse M, parlando con A, chiudendo bruscamente e ironicamente questa conversazione, che si era svolta, come al solito, sotto le stelle, e che lasciò me, cioè “A” pieno di dubbi e di domande, assai più di quando era cominciata. Ma alcune cose, direi fondamentali, me le aveva risolte.

Fai il LOGIN o REGISTRATI per inserire commenti