990 MaestroIl Viaggio del Maestro

Proseguo ad estrarre dai miei appunti personali e dai miei ricordi, alcune pagine relative a questo terzo incontro notturno con un essere straordinario. Ci sarebbero molte altre pagine che potrei pubblicare ma ne ho scelte tre che mi sono sembrate conseguenziali e che trattano univocamente e anonimamente (come avrebbe desiderato) la figura emblematica del “Maestro” o per lo meno di colui che a torto o a ragione viene chiamato con questo nome.

A: Allora...tu mi lasci sempre in sospeso, perché?

M: Perché il tipo di storia che io ti racconto devi terminarla tu. Non ha senso che la termini io. Sono molti anni che ho smesso di scriverla e, quella di cui stiamo parlando anche in questo momento....si sta scrivendo da sola. Stiamo riempiendo con il timbro delle parole un libro grandissimo composto di miliardi di pagine. Ognuno scrive la sua pagina e poi...

A: E poi verranno tutte bruciate e dissolte nell’aria?

M: Bravo, proprio così. Uno potrebbe domandarsi per quale ragione scriverle, tutte ‘ste pagine. La risposta è semplice: perché, essendo preso dal fiume della manifestazione, non puoi evitare di scriverle, perché sono state già scritte da sempre, e perché scompariranno mentre le scrivi. In questo è la loro meravigliosa eternità. Solo alcuni imbecilli (ma direi vanagloriosi) credono di scrivere pagine circonfuse di gloria eterna.

A: La Gloria è eterna proprio nel suo dissolversi e nel suo riproporsi? A noi spetta dunque di leggere e scrivere e comprendere, mentre la materia su cui studiamo si sbriciola nel vortice dell’essere.

M: E’ molto più complicato. Ma non è descrivibile se non attraverso metafore. Del resto parlare per metafore o per parabole può essere noioso e riduttivo. Alla fine un praticante cerca la verità e la verità...non è una metafora! Dunque è solo la descrizione razionalizzabile che usa questo mezzo, ai confini fra l’intuito e...la follia.

A: Ma il Maestro, in tutto questo che posizione ha?

M: Il Maestro è un viaggiatore folle. E’ folle per principio, anche se, con questa scusa, mucchi di ciarlatani contrabbandano una squallida superbia per lucida follia consentendosi stupide trasgressioni dove non sanno nulla di se stessi. Ma un Maestro vero intraprende un viaggio vero che non ha ritorno. O meglio lo ha solo nella misura in cui scelga di tornare indietro, per amore del prossimo, per completare se stesso su altre dimensioni, per ottemperare il disegno misterioso di Dio, attraverso il suo sacrificio. Per qualsiasi essere umano non è facile scegliere di tornare così come non è facile scegliere di partire perché in realtà è lui stesso ad essere scelto. Per un realizzato tale scelta è ancora sottoposta al livello di realizzazione raggiunto e comporta comunque sacrificio. Per un Maestro non esiste scelta perché, se è realmente un Maestro, è lui stesso la scelta. Sembra assurdo vero?

A: No, perché questo conferma la tesi iniziale; e cioè che di Maestri ne esistono pochissimi perché il loro viaggio attraversa ogni orrore e ogni stupore nella certezza che ogni azione risulterà totalmente incomprensibile. E, per poter aiutare l’Uomo di cui loro stessi sono parte, dovranno usare vesti, parole, gesti e comportamenti da uomo. Ma nonostante ciò il loro viaggio sembrerà contraddittorio, a volte spregevole, a volte semplicemente assurdo. Perché sarà un viaggio fuori del tempo e dello spazio usuali.

M: Si. Ma ora lasciamo questi temi e scendiamo felicemente verso la filosofia della vita, verso la soluzione dei problemi dell’essere, verso la traduzione della tradizione.

A: Non capisco. Cosa vuoi dire?

M: Si, la traduzione della tradizione. Perché tu credi forse che la tradizione possa essere raccontata dal Maestro così com’è? va tradotta, mio caro, va tradotta. E quindi approfondisci la traduzione e prima o poi ti sarà data la Tradizione. E allora trema. Il perché lo sai già.

Ed io che non lo sapevo affatto chinai la testa e dissi di si, assai incerto se mi fosse convenuto sperare di capire o di non capire affatto.

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