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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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Johannes Tauler nasce a Strasburgo agli inizi del 1300. Dopo gli anni della prima giovinezza trascorsi in seno alla sua famiglia, entra ancora giovanissimo nell’Ordine Domenicano della sua città natale, in un’età compresa tra i quindici e i venti anni. Conosciamo la data sicura della sua morte, il 16 giugno del 1361, attestata dalla pietra tombale che esiste ancora oggi nella piccola chiesa protestante di Strasburgo, costruita sul luogo dove sorgeva il convento Domenicano.

Uomo integerrimo, si tiene lontano dalla decadenza generale del tempo che penetra persino tra le mura dei conventi e, sostenuto da una solida ed incrollabile fede, combatte alacremente i numerosi e pericolosi movimenti eretici fiorenti negli anni in cui vive. Riconosciuto da tutti come un grande teologo è passato alla storia col titolo di Dottore illuminato e sublime.

L’influsso della mistica di Tauler si è fatto sentire, oltre che nei Paesi Bassi, in quasi tutti i paesi dell’Europa occidentale, in Inghilterra, in Francia, in Spagna e in Italia.  Oratore eminente, viene ascoltato dovunque da un pubblico rapito in Dio per l’interesse suscitato dalla sua predicazione. La sua parola dotta e ispirata si rivolge non solo ai secolari, ma anche alle domenicane dei monasteri della città delle quali fu direttore spirituale e confessore, alle numerose fondazioni monastiche dei domenicani che si trovavano lungo il Reno e ai diversi beghinaggi.

Di salute particolarmente delicata può ugualmente applicarsi nello studio, così come traspare dai suoi discorsi che lasciano intravedere una conoscenza approfondita della filosofia e della teologia scolastica, della filosofia neoplatonica, della teologia mistica di Dionigi l’Aeropagita, di S. Agostino e S. Tommaso.

Ma, come da molte parti viene sottolineato, non  bisogna dare un’eccessiva importanza ai fondamenti filosofici che in qualche modo fanno da sostrato al suo pensiero, particolarmente a quelli neoplatonici, perché nella dottrina di Tauler gli elementi cristiani ne costituiscono il vero contenuto e l’ispirazione.  

Del resto l’ambiente in cui egli si forma si presenta saturo di misticismo e lo studio stesso tende più verso le dottrine mistiche che verso una teologia astratta impregnata di filosofia. Il suo insegnamento si ordina attorno a quella particolare dottrina che è la mistica, attenta a sviluppare la parte più profonda degli enunciati dottrinali. Secondo Tauler, tutta l’esperienza mistica si inscrive all’interno  “del desiderio di Dio”, una luce particolare che scaturisce da questa specie di potenza interiore che è il “desiderio di Dio” e che muove verso la vetta della perfezione cristiana. L’incontro con Dio non avviene nell’intelletto, così come lo aveva prospettato San Tommaso, ma nel più intimo fondo dell’anima, in una “regione” non-fisica, ma puramente spirituale che egli chiama, appunto, “luogo del desiderio di Dio”.

La mistica di Tauler si stacca radicalmente da qualsiasi influsso estraneo a quella teologia che contempla l’ascesi verso il Padre, l’imitazione di Cristo, la partecipazione alla sua passione. Concentra la sua attenzione verso la concretezza della realizzazione spirituale. Tende a svelare i segreti della sua stessa vita spirituale e a comunicare, nei limiti del possibile, l’esperienza straordinaria di cui egli stesso ha potuto beneficiare.

In tutta la sua opera non si può stabilire una linea di confine tra l’ascetica e la mistica perché entrambi fanno parte di un percorso che si snoda a partire da quegli esercizi pratici di ascetica che tutta la letteratura spirituale della Chiesa conosce, per giungere poi al culmine dell’esperienza cristiana, cioè l’esperienza diretta della “presenza” di Dio nell’orante.

Tauler non ha cercato di costruire una tecnica interiore precisa, da attuarsi rigidamente in vista dei vari gradi di perfezione. Ha, piuttosto, inteso guidare l’anima a percorrere nel suo Fondo la via della perfezione perché ogni uomo, figlio di Dio, è chiamato a questo speciale incontro già in questa vita.

Jole   D’Anna

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