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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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L’icona tradizionale è un’immagine sacra che intende rappresentare fedelmente il Modello divino contemplato dall’artista in virtù della sua comunione diretta e senza intermediazione con la Realtà spirituale raffigurata. Secondo la tradizione ortodossa, l’icona è una vera e propria finestra aperta fra il Cielo e la Terra, una realtà sacramentale che diventa “segno” del mistero di salvezza, contemporaneamente efficace in se stessa e ricca di valori spirituali che vanno molto oltre il piano delle apparenze e della semplice corporeità. Perciò ogni forma di “contemplazione orante” dell’icona deve condurre l’uomo di preghiera ad oltrepassare ogni parvenza meramente rappresentativa, a contemplare i suoi contenuti simbolici e a interiorizzare i valori teofanici che veicola. L’icona non è una semplice immagine commemorativa o il racconto figurativo di una evento legato alla storia della salvezza, ma una dimensione sacra vera e reale che vive ed opera nella liturgia e nella preghiera, una “Presenza” sacramentale intimamente connessa al mistero della Rivelazione.

In tale prospettiva può avere un interesse speciale attirare l’attenzione sull’icona della Madonna di Kazan, la Madre di Dio dipinta su legno che alcuni studiosi di arte e iconologia sacra ritengono di poter far risalire con sicurezza almeno fino al XIII secolo, ossia il periodo che i racconti popolari russi considerano come la datazione del primo “casuale” ritrovamento di questa straordinaria pittura su legno. Non si hanno particolari notizie sull’icona della Madonna di Kazan fino al 1552. Quell’anno però lo Zar Ivan il Terribile decise di combattere i Tartari che fino a quel momento avevano impedito ai Cristiani l’esercizio della loro tradizione. Il 1 ottobre di quest’anno fatidico per l’intera storia della Russia, in occasione del Pokrov, la festa che celebra la “Protezione” materna della Madonna, lo zar riuscì a battere i Tartari e ad entrare finalmente nella città di Kazan, allora capitale dei Tartari che occupavano il territorio russo. Qualche anno dopo la città fu devastata da un terribile incendio. Pensando che le distruzioni causate da questo evento potessero trovare i Russi militarmente impreparati perché dolorosamente colpiti, i Musulmani tentarono di occupare la città e sottomettere la popolazione cristiano-ortodossa. Durante questi terribili eventi la Madonna apparve ad una fanciulla di nove anni, povera fra i poveri, e le ordinò di cercare un’icona fra le rovine della città. Non fu un’impresa facile, ma dopo varie traversìe la bambina rinvenne fra le macerie la sacra icona della Madonna di Kazan protetta dalle intemperie e dalla malvagità degli uomini solamente da un tenue velo di stracci. Da questo momento comincia quella che il popolo russo ha sempre considerato la “missione” protettrice dell’icona a beneficio di tutta la Russia.

Lo zar Ivan il Terribile non rimase estraneo a questa speciale forma di devozione e ritenne che le stesse sue straordinarie vittorie sui Tartari e sui Musulmani che aprirono la strada alla formazione del nucleo essenziale del futuro impero russo, fossero il frutto della protezione diretta della Madonna di Kazan. Alcuni anni dopo, la Russia fu attaccata dai Polacchi che occuparono il suo territorio giungendo fino a Mosca. Al culmine dell’occupazione, i Polacchi non esitarono a lasciare morire di fame il Patriarca German, ma il 22 ottobre del 1612, dopo avere invocato ancora una volta la protezione della Madonna di Kazan, la popolazione moscovita insorse e scacciò gli occupanti del sacro suolo russo.

Quasi un secolo dopo, nel 1709, in occasione dell’invasione svedese che minacciava di cancellare la tradizione ortodossa russa a favore del protestantesimo rivoluzionario, la zar Pietro il Grande vinse gli occupanti svedesi nella memorabile battaglia di Poltava il cui successo fu unanimemente attribuito alla presenza nel campo di battaglia dell’icona della Madonna di Kazan che ormai i Russi consideravano la custode dell’identità spirituale della Nazione. Così l’icona fu portata nella cattedrale di San Pietroburgo e ancora un secolo dopo, durante la terribile invasione napoleonica condotta all’insegna del nichilismo rivoluzionario che minacciava di distruggere le basi della loro tradizione spirituale, i Russi continuarono ad attribuire la loro vittoria sugli invasori alla speciale protezione divina mediata dall’icona della Madonna di Kazan.

La sacra icona fu poi trasportata nella nuova capitale, a Mosca, per circa un secolo. Il 29 giugno del 1904, in occasione dei sommovimenti rivoluzionari scoppiati in concomitanza della disfatta russa nella guerra contro il Giappone, la sacra icona fu asportata dalla cattedrale della città e sparì proprio in coincidenza della rovina russa causata dall’ingresso nella prima guerra mondiale a fianco delle democrazie occidentali e dal successivo scoppio della rivoluzione bolscevica. E’ questo lo spartiacque che stava conducendo alla fine dell’identità spirituale russa e della base tradizionale che l’aveva sostenuta per secoli.

Nel 1964, in occasione dell’Esposizione Internazionale di New York, l’icona riapparve misteriosamente e fu esposta al pubblico. Fu così che l’Armata Blu dell’Apostolato di Fatima riuscì a comprarla e il 26 luglio del 1970 l’icona trovò il suo “luogo” nella Cappella Bizantina della Domus Pacis della fatidica cittadina di Fatima. Com’è ben noto, durante il suo pontificato Giovanni Paolo II cercò varie volte di visitare la Russia post-rivoluzionaria, ma il Patriarcato Ortodosso di Mosca impedì in tutti i modi che tale evento, al quale alcuni attribuivano persino un carattere parusiaco, potesse concretizzarsi. Poi, durante il nuovo pontificato di Benedetto XVI, adempiendo il voto del suo predecessore, ma nell’impossibilità fisica di visitare la Russia, il Papa fece dono della sacra icona al Patriarcato di Mosca nella cui cattedrale finalmente troneggia la Madonna dopo la sua secolare assenza.

La presenza dell’icona della Madonna di Kazan a Fatima può sembrare un puro caso, ma è proprio così ?

Tutti sanno che una delle tre rivelazioni più importanti per le conseguenze spirituali, dottrinali e storiche fatte ai tre Veggenti di Fatima dalla Madonna è stata proprio quella relativa al destino della Russia. Il 13 luglio del 1917, prima del trionfo del bolscevismo, la Madonna dirà ai Veggenti: “…sono venuta a chiedere la consacrazione della Russia al mio cuore immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolterete le mie richieste, la Russia si convertirà e avrete pace; diversamente diffonderà i suoi errori nel mondo promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate. Infine il mio Cuore Immacolato trionferà”. Lo stesso sito di Fatima, d’altronde, presenta delle particolarità che forse bisognerebbe rilevare. A cominciare, per es., dallo stesso nome del paesino che, secondo una tradizione locale non sarebbe che quello di una nobildonna musulmana convertita al Cristianesimo e perciò ricordata in questo modo. Ma nessuno può dimenticare che Fatima era la figlia prediletta del Profeta dell’Islam ed ha sempre avuto un ruolo assai particolare legato ad Alì, il suo cavalleresco marito, il quarto Califfo, il “ Ben Diretto” genero di Mohammed ed iniziatore di una serie di confraternite spirituali dal forte spirito guerriero, per molti aspetti legate ad una dimensione “sacrificale” della Via di Dio.

Attorno alla cittadina di Fatima ancor oggi si trovano tre importanti chiese dedicate alla Madonna, ognuna delle quali rivela una sua speciale “forma religiosa” connessa alla spiritualità cavalleresca. Ad Alcobaça c’è la chiesa dedicata a Maria Assunta fin dal XII secolo; a Batalha si trova un celebre convento domenicano dedicato a Santa Maria della Vittoria dove fino a tempi recentissimi le armate portoghesi di ritorno dalle battaglie andavano a rendere omaggio alla Regina delle battaglie; a Nazaré c’è un piccolo, ma celebre e frequentato santuario dedicato alla Madonna del Latte, ossia la Madonna della Sapienza. Da quest’arco geografico che fa da corona a Fatima, delineato da venerati santuari mariani particolarmente vicini alla spiritualità cavalleresca, cominciò la riconquista cristiana del Portogallo e la riconversione di questa regione così importante per tutta la Cristianità. Poco lontano, nella città-piazzaforte di Tomàr si trova il Convento do Cristo costruito a partire dal 1160 dai Templari, presso cui è possibile officiare la Santa Messa nella Cappella che appartenne a questo celebre Ordine. Se ora poniamo a mente i legami dei Templari con alcuni aspetti della spiritualità islamica, il loro ruolo come “Guardiani della Terra Santa” e l’importanza della Madonna nella spiritualità di San Bernardo (ispiratore della Regola che reggerà per secoli il Tempio), si potrà cominciare ad intravvedere una dimensione della storia solitamente trascurata.

Così, la storia cristiana della Russia sembra enigmaticamente intrecciarsi con quella della più importante apparizione della Madonna nel XX secolo, il secolo della violenza e delle persecuzioni contro la Chiesa di Cristo. Aggiungeremo un particolare enigmatico, che tuttavia può finalmente essere compreso dopo quanto si è detto fin qui. In seguito all’attentato che tentò di interrompere sul nascere il pontificato di Giovanni Paolo II (che secondo alcuni mistici e veggenti ha segnato il trionfo di Maria sulle forze del male), il 13 maggio dell’anno successivo all’attentato il Pontefice si recò a Fatima e “restituì” alla Madonna la pallottola che si era fermata ad un millimetro del suo cuore. Il proiettile fu incastonato nell’”apice” della corona della statua mariana come segno indelebile ed indiscutibile del Suo trionfo. In quell’occasione i responsabili della Cappella Bizantina della Domus Pacis di Fatima, custodi dell’icona della Madonna di Kazan, consegnarono al Pontefice la straordinaria icona in vista della sua visita apostolica in terra di Russia che tutti allora ritenevano prossima. Doveva essere l’occasione storica per restituire alla Russia il tabernacolo della presenza nel mondo della Custode Celeste della sua identità tradizionale. Come aveva annunciato a Fatima la stessa Madonna (“Infine il mio Cuore Immacolato trionferà”) nel lontano 1917, esattamente 72 anni (un numero ciclico dal valore simbolico fondamentale) prima del fatidico 1989, l’anno che ha concluso i misfatti rivoluzionari che hanno devastato il secolo Ventesimo.

Nuccio D’Anna

Commenti  

# pico 2015-12-30 17:23
A proposito delle valenze mistiche ed esoteriche del Portogallo, in generale poco indagate, vale nominare l'eccellente raccolta di studi di Gilbert Durand, intitolata "Portugal. Tesouro oculto da Europa", Esquilo, Lisbona 2008. Per ora, pare, solo in lingua portoghese.
Antonello Colimberti

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