Riceviamo questo sintetico e  veramente speciale insieme di appunti dal caro amico Paolo Lazzaro sulle famose “regole” del fondatore dei Gesuiti. Gli esercizi di S.Ignazio sono sempre stati oggetto di osservazioni, a volte anche salaci, sulla loro “severità militare” e sulla prevalenza degli aspetti disciplinari rispetto alla mistica e all’ascesi.

In altre occasioni si è visto in tali pratiche un approccio esageratamente devozionale. Queste note di Lazzaro entrano invece nel merito della operatività trasmutativa delle pratiche stesse e ne mostrano la potenza, la forza ieratica e anche le similitudini con quelle della Chiesa d’Oriente o, addirittura con certi approcci d’ordine buddista o tibetano.

Ovviamente ci si potrà riconoscere o meno in tale metodica. Abbiamo disposto in corsivo alcuni termini che Ignazio usa a proposito e che sicuramente potranno condurre a delle riflessioni che travalicano l’aspetto meramente religioso.

Siamo abbastanza lontani dalle abitudini consuete dei cristiani moderni ma, se si estende il senso del Divino, nella sua illimitata Potenza e possibilità nella veste del “Pater” e quella consolatrice e sapienziale di Maria si troveranno nelle pratiche Ignaziane suggerimenti filosofici straordinari assolutamente non limitati all’ambito della “devozione”. C. L.

975 Lazzaro1Scopo della pratica e' lasciarsi attrarre dalla volontà' Divina e vivere nel Signore e Maria Corredentrice. É un impegnarsi in un vero combattimento spirituale, dando la precedenza all'ascesi riferendosi successivamente alla via mistica.

L'arma principale é l'orazione perfetta distinta dall'orazione mentale. Pregare dunque con cuore puro: solo così la preghiera diventa un tramite per accedere al piano sovrannaturale e realizzare l'inabitazione Divina.

La corporeità nella preghiera é importante; pregare comodi, seduti, sdraiati o in ginocchio.

S. Ignazio consiglia di iniziare con questa frase:

"Signore prendi i miei affetti, le mie memorie, il mio tutto” (questa modalità non è poi così lontana dalla preghiera esicasta).

L'orazione deve avere una durata almeno di mezz’ora e si concluderà con l'adorazione delle Sante piaghe di Gesù. S.Ignazio consiglia di pregare con la respirazione ritmica che aiuta a stabilire il necessario silenzio interiore.

Spesso durante l'orazione si affollano pensieri estranei, allora rivolgersi con umiltà all'aiuto di Maria che non ce lo nega.

Atteggiamento importante é coltivare l’indifferenza (i renani direbbero il distacco); essere e sentirsi liberi dall'influenza del denaro, della carriera, dal benessere e da tutto quello che è fuggevole, transitorio. Scopo della vita dovrà essere realizzare l'Amore di Dio in noi.

All'orazione deve seguire la meditazione e la contemplazione dei Misteri Divini che si svolgono nel Santo Rosario.

Meditare, secondo S.Ignazio, è 'riflettere sulla verità' con le facoltà dell’anima (volontà, memoria, immaginazione). (La meditazione di Ignazio perciò non è silenzio della mente ma “quiete della mente distaccata”).

Contemplare, è un guardare stupito, vedere con il cuore come si fosse presenti e partecipi attivamente; quest'ultima è la parte più elevata della preghiera che però è facile a dirsi: vedere con il cuore non è come vedere con gli occhi.

Alla fine chiudere la preghiera richiamando alla memoria i benefici ricevuti e concludere.

“Signore accetta la memoria di ciò che mi hai dato, voglio solo il tuo Amore, la Grazia del tuo Amore, mio  tutto”.

 Gli esercizi possono impegnare il tempo di una settimana o meglio di un mese, seguendo uno schema preciso e predisposto per giungere alla meta finale di realizzare il progetto di Dio in noi.

 Primo giorno o prima settimana.

E’ una fase di purificazione e meditazione sui peccati che ci allontanano da Dio. Esaminare i proprii peccati alla luce dei dieci comandamenti nei vari periodi della vita, tempo e luogo, colloquiare con Gesù e affidarsi alla sua Misericordia. Meditare sulla morte, giudizio, inferno e paradiso e sull'amore di Dio che ci salva e sconfigge il peccato.

All’inizio si può provare un facile entusiasmo che difficilmente potrai mantenere, e potrebbe seguire un senso di delusione che genera scoraggiamento. Queste possono essere considerate prove che richiedono pazienza,; la speranza in Gesù non ci deluderà mai perché il Signore all'improvviso ci verrà in soccorso.

Sottolinea S. Ignazio che è necessario rafforzare la propria volontà; non é sufficiente avere solo intenzione. La nostra volontà deve coincidere con la volontà Divina; se l'hai trovata nella tua vita avrai raggiunto lo scopo… ed è fatta. 

Si ricorda che con la preghiera nel cuore ignaziana si può ottenere il discernimento dello spirito che è un dono di Dio: E’ però possibile che Satana si vesta da Angelo di luce e ci invii scrupoli e suggerimenti errati, specie durante la preghiera, per distrarci e allontanarci da Dio. Si rende perciò necessario invocare l'aiuto di Maria per riconoscere il falso Angelo di luce, che non potrà mai imitare l'umiltà e lo spirito di carità. Osservare infine i pensieri che finiscono per lasciare senso di pace o anche di tristezza.

 

Secondo giorno o seconda settimana.

Dopo la preghiera meditare e contemplare i Misteri Gaudiosi, la nascita di Gesù con l'aiuto di Maria.

 

Terzo giorno o terza settimana.

Dopo la preghiera meditare e contemplare i Misteri dolorosi, il crocefisso, la passione di Gesù che si offre sull’altare, scende nel sepolcro e ci riscatta con il suo sacrificio.

 

Quarto giorno o quarta settimana.

Dopo la preghiera meditare e contemplare i Misteri Gloriosi.

Cristo risorge ed è presente nella nostra vita quotidiana e apre le porte del sovrannaturale.

 Gli esercizi terminano nell'ottenere l'Amore di Gesù: ama quello che Gesù vuole per te, il progetto di Gesù. In tal modo avremo realizzato l'inabitazione di Dio in noi.

 

E queste sono le regole che accompagnano gli esercizi.

 1) Obbedire alla Chiesa, sposa di Cristo.

2) Scegliere conforme alla Chiesa, scegliere cose lecite e responsabili davanti a Dio.

3) Accettare i precetti della Chiesa, guidata dallo Spirito Santo.

4) Apologetica, difendere i principi delle Chiesa.

5) Essere compassionevoli e saper correggere

6) Associare la Teologia alla devozione.

7) Credere che la Chesa porti alla salvezza.

8) Siamo predestinati a riunirci a Dio che vuole tutti salvi, liberi di aderire o no a Dio.

 

Altre regole riguardano la temperanza.

 1) la sobrietà: essere parchi alla mensa.

2) Bere poco vino.

3) Mangiare poco, si prega meglio.

4) Mangiare ascoltando le vite dei Santi e le sacre scritture

5) Immaginare di stare a tavola con Gesù.

6) Assumere più cibo spirituale che materiale.

7) Non mangiare in fretta.

8) Non desiderare troppo cibo.

 

Al termine degli esercizi sarà doveroso chiedere a se stessi, a che punto sono arrivato? Ho realizzato qualche obiettivo proposto dagli esercizi?

 Pochi praticano ancora questo tipo di metodica ascetica nell’ambito dell’ortodossia occidentale. Ringraziamo Paolo Lazzaro per avercela ricordata.

 

 

Commenti  

# Marco 2016-06-16 21:42
Bellissimo articolo, grazie mille per la pubblicazione
Quando si parla di "orazione di trenta minuti" immagino si intenda la pratica di 5 misteri del rosario per volta
Se non è così l'orazione in cosa consiste esattamente?

Fai il LOGIN o REGISTRATI per inserire commenti