Cerca nel sito

poliedro home2

 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

Login (per commenti o acquisti)

Registrazione Newsletter

La porta ha contemporaneamente la funzione di dividere due ambienti (spazio-temporali) e di consentire il passaggio da un ambiente a uno all’altro. Detti ambienti possono essere considerati fisici ed iperfisici. Le porte di Giano hanno dato il nome a Janua, porta mistica; nome proprio della Vergine e a volte del Cristo, nel simbolismo cristiano.

 La porta stretta seleziona i degni dagli indegni. La porta va studiata, contemplata per carpirne i segreti. Solo chi ha la giusta chiave può aprire una porta ermeticamente chiusa.

La porta è spesso un libro. Come un libro si apre e, per essere aperta, va dissigillata. I simboli vengono distribuiti sulla cornice, sull’architrave, sui battenti della porta. Ogni simbolo è un sigillo ermetico con più livelli di lettura. La porta-libro va interpretata. Un po’ come per la commedia Dantesca, per i tre livelli di comprensione che possono aversene, in funzione della preparazione del lettore.

Per tale ragione non tutte le porte possono essere aperte da chiunque.

Le chiavi, quindi, assumono il senso, arrivato fino ai nostri giorni, di chiavi di lettura.

(….)Le porte celesti o infere, o iniziatiche o comunque sacre hanno dei custodi (i famosi e a volte famigerati guardiani della  soglia) abilitati a vagliare e separare i degni dagli indegni.

(…) La porta, sacralmente intesa, ha in genere una consacrazione e una dedica. Spesso di tale dedica resta esplicita traccia nelle scritture o nei simboli distribuiti sulla struttura. (…..) le porte separano l’iniziato dal profano. Si aprono e si chiudono sui misteri. Separano ed uniscono due stati dell’essere.

Tale valore viene particolarmente enfatizzato nelle porte-arco dell’antichità latina che, nella loro accezione trionfale e sacra, consentivano il passaggio e qualificavan il valore spirituale di coloro che vi transitavano. Anzi, il passaggio della soglia trasformava colui che lo affrontava.

L’arco nobilita la porta attraverso un articolato simbolismo che relaziona i cieli alla terra. Consente il passaggio da un lato all’altro delle colonne portanti dotate in genere di valore simbolico (maschile-femminile), che a volte si inverte in funzione del verso nel quale la porta viene attraversata (in ingresso o in uscita).

(…) In tutte le tradizioni restano costanti alcuni archetipi simbolici. Il tetto (architrave o arco) è, ad esempio, sempre in relazione con il cielo. Le colonne laterali, che sorreggono il cielo, sono riferimenti bivalenti relazionabili con la doppia funzione dell’aprire e del chiudere, del facilitare e dell’ostacolare, dell’attivo e del passivo, della destra e della sinistra, del chiaro e dello scuro, del maschile e del femminile  ecc.ecc.

Fai il LOGIN o REGISTRATI per inserire commenti