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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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981 LazzaroRitengo necessaria una breve premessa a questo sintetico lavoro che mi ha mandato l’amico Paolo Lazzaro.

É un articolo in forma di dialogo, con un contenuto densissimo riassunto in poche parole. Un articolo speciale di chi ha trascorso buona parte del lungo cammino della propria esistenza alla ricerca della verità, e che guarda con coraggio e con serenità agli ultimi passi da compiere. Paolo Lazzaro immagina che due amici, con percorsi di vita assai diversi, s'incontrino e cerchino di confrontare esperienze e speranze su come affrontare l’ultima parte del viaggio terreno. Entrambi sono soprattutto intenzionati a estendere la loro coscienza e conoscenza attraverso quel tunnel misterioso che trasferisce l’anima dell’uomo nella dimensione ultrafanica. É un tema assai complesso e controverso anche perché, ovviamente, non esiste una "filologia", una documentazione che possa descrivere e "provare" cosa accade o come regolarsi in determinati frangenti. Del "bardo" parlano però alcuni testi particolari (quello egizio, quello tibetano e alcuni testi cristiani) attraverso spiegazioni proprie della tradizione di appartenenza. Lazzaro, per introdurre alcuni concetti d’ordine esoterico, fa riferimento, soprattutto per la parte cabalistico-ermetica, al filone "gnostico" di Luciana e Paolo Virio, dal quale trae più volte specifiche descrizioni di processi di carattere squisitamente alchemico che però… possono essere intesi solo da chi ha percorso un lungo e "periglioso" analogo cammino. (C. L.)

 

É tempo di bilanci. Paolo e Daniele, amici e studiosi di scienze tradizionali, sono ormai abbastanza avanti negli anni; Paolo è un appassionato di esoterismo cristiano, ermetismo e Kabbalah Cristiana; anche Daniele è un ermetista, ma assai più vicino alle tradizioni orientali.

Inizia a parlare Paolo:

Caro Daniele: è tanto tempo che mi pongo due domande che col passar degli anni sono diventate fondamentali e alle quali mi piacerebbe che provassimo entrambi a rispondere: la prima domanda è: cos'è la morte?
É solo un passaggio di stato, in cui l'anima lascia il corpo?
La seconda domanda è: cos'è l’anima?

Seguendo quello che ho studiato e spero in parte compreso, credo di poter dire che ogni essere umano è costituito da tre "anime".
L’anima spirituale, la Neshamah, intelletto celeste, scintilla Divina,perfetta increata, inconoscibile. Essa dimora nel cervello e da qui' si diffonde a tutte le membra fino al cuore, tramite la Ruah che domina l'uomo tutto.

Esiste poi un’anima pensante: la Ruah, la coscenza discernente che fa parte ed è espressione dell'anima Divina: è l'anima morale che impone le sue leggi, è il soffio sacro, lo spirito, la grazia, il soffio di vita che anima il corpo. E’ anche il libero arbitrio, la volontà, il pensiero.

Esiste infine l'anima animale, la Nephesh, mossa dalle passioni suscitate dallo spirito del male; regola le funzioni psicofisiche e vitali.Tale anima va purificata e trasmutata. Essa entra nel corpo al momento della nascita. La sua purificazione corrisponde alla putrefazione alchemica utilizzando la respirazione (l’alito di Ruah che risiede nel cuore).

Con il pensiero, l’azione e la parola, essa controlla la Nephesh, sempre in contrasto con l’anima Divina.

Il fine di tutto, sia dal punto di vista religioso che più specificamente esoterico, è trasmutare comunque l'anima animale che per le trasgressioni del corpo può' subire il giudizio è decadere nell'abisso delle sette inversioni tenebrose e assumere sembianze demoniache e istigare al male nelle basse sfere terrene.

Dobbiamo perciò“scegliere” se c'è' il nulla o se c’è Dio, non il Dio che fa comodo a noi e decidere se il vero scopo della nostra esistenza è riunirci al nostro Archetipo primordiale.

Cristo ha vinto la morte e ha, col mistero del Golgota, aperto la via per raggiungere i piani superiori e liberarci dal ciclo delle esistenze terrene (questo secondo il filone gnostico dei Virio).

Come Cristo dobbiamo percorrere la via della croce, morire e risorgere e ascendere: allora dopo il distacco dell’anima, il nostro corpo risorgerà come essenza eterea di luce.

L'Ermetismo Cristiano ha come scopo la trasmutazione della materia decaduta attraverso un processo di mortificazione e separazione dove il corpo, diventato quintessenza di luce, diventa corpo glorioso. Non c'è resurrezione se non c'è' trasmutazione.

Le energie che hanno portato all'incarnazione devono essere trasformate in energie di luce: gli elementi che sostengono il corpo, trasmutando, si purificano togliendo il grezzo che appartiene alla terra. Allora l’io, legato ai sensi, si distacca da essi, scende nel centro cuore luogo ove si compie la sinergia, l'unione con la scintilla Divina.

Risorti in Cristo possiamo raggiungere la salvezza, lo stato umano perfetto, lo stato edenico; successivamente sarà' necessario ascendere ai sette piani di Luce di conoscenza e giungere al trono Divino.

Durante il passaggio balena la luce dello Spirito, e se l'anima si riconosce in essa realizza la liberazione.

Una ultima considerazione: nella morte improvvisa la coscenza prova paura: è sbandata, resta addormentata.

Se c’è agonia o coma lungo, le energie si distaccano gradualmente, la coscenza viene riassorbita in stati sovraindividuali e la coscenza psichica vaga con i suoi elementi ma è comunque destinata a dissolversi.

Interviene allora Daniele:

Caro Paolo, la cosa è un po’ diversa secondo il bardo previsto in alcune correnti del buddhismo e del lamaismo.

Le fasi dl post-mortem sono tre: il trapasso, il viaggio nel post-mortem, il ritorno nel ciclo del Samsara o la scelta della via verso la liberazione.

Nel sonno (la piccola morte) i cinque elementi si separano come nel Bardo e rientrano in funzione al risveglio, per ristabilire il contatto della coscenza col mondo esterno.

Con la disgregazione del corpo, gli elementi si separano dall'involucro materiale producendo allucinazioni, proiezioni della mente accompagnate da segni esterni.

Quando si separa l'elemento terra, ad esempio, si perde il supporto che risiede nella testa, si dissolve la coscenza visiva, appaiono miraggi come nel deserto, si odono rumori lamentosi, si prova senso di tristezza, di solitudine.

Quando si dissolve l'elemento acqua, legato al centro gola, si avverte senso di sete, i liquidi corporei diminuiscono, svanisce il senso dell’odorato, viene percepito rumore di acqua scrosciante e sembra di essere in un elemento liquido.

Con la dissoluzione dell'elemento fuoco, scompare il senso del gusto, il calore corporeo diminuisce, resta solo una piccola zona calda nel cuore, si percepiscono scintille, il mondo che brucia e quando il fuoco cessa, resta solo buio.

Con la dissoluzione dell'elemento aria, scompare il senso del tatto, la respirazione si ferma, si sente un suono di campane e si percepisce una fiammella che balla e si spegne restando al buio.

A questo punto la coscenza sottile si ritira nel centro cuore e si prova un senso di pace.

Ora la coscenza sottile, non più sostenuta dagli elementi, avverte la perdita del senso dell’io, la coscenza crolla, la mente sottile si ritira nel centro cuore.

Tutto questo processo dura tre giorni, dopo di che la coscenza lascia il corpo.

A questo punto solo chi è precedentemente riuscito a percepire la chiara Luce, la nostra vera natura, e riconoscersi in essa, al suo balenare può cercare di essere libero dal ciclo delle esistenze terrene.

Perduta tale occasione, si dovra'affrontare la seconda parte del Bardo, si entra in una nuova dimensione, un viaggio tra le insidie dell'aldilà (come nello sdoppiamento) in preda a visioni beatifiche o terrificanti che sono considerate solo proiezioni della propria mente ormai libera dal freno dei sensi. Se anche in questa fase non si è' riconosciuta la vera provenienza delle visioni, dopo circa quaranta, cinquanta giorni, si entra nella terza fase, quella della rinascita.

La coscenza entra nell'ovulo fecondato, riprende gli elementi forniti dai genitori e da inizio ad un'altra esperienza terrena.

Ho terminato questa breve sintesi; ora lascio la parola a te Paolo per le considerazioni che riterrai opportune.

Prosegue Paolo:

Convengo che le varie fasi del passaggio da te descritte sono comuni alle mie convinzioni. Secondo me quello che può sembrare diverso è l'atteggiamento e la disposizione con cui ci si prepara ad affrontare le paure e le insidie del passaggio.

La nostra natura è di origine Divina e sia quando siamo nel piano terreno, sia quando dobbiamo abbandonarlo e ci avviamo alla fase intermedia, è necessario cercare di riunirsi al Divino nel piano sovrannaturale, superando il mondo illusorio.

Certo che ogni religione infonde nella nostra mente immagini che sarà possibile rievocare nello stato intermedio: queste sono anche simboli di conoscenze super razionali e reali.

È comune a tutti ripercorrere all'inizio della prima fase del passaggio tutte le vicende del passato; nella seconda fase può inervenire il sonno purificatore in compagnia di anime affin;  anche di Angeli, Santi e maestri invocati nelle preghiere e meditazioni terrene.

Sarà anche possibile assistere a visioni terrifiche generate dalle nostre passioni non dominate e che potrebbero presentarsi in aspetto demoniaco.

Se avremo sviluppato il discernimento degli spiriti potremo comprendere se le visioni sono reali o immaginarie. Specie se avremo realizzato un cuore puro, libero dagli impulsi irrazionali, non troveremo ostacoli al balenare della chiara luce Cristica e ci riconosceremo in essa e saremo liberi dal ciclo delle rinascite.

Se avremo trasmutato le nostre energie fisiopsichiche come avviene nel Mistero della Sacra Cena, dopo il giudizio Divino saremo introdotti nel piano sovrannaturale dagli Angeli per percorrere i sette cieli di conoscenza e giungere ai piedi del trono Divino.

Cosa indispensabile per tutti è non incorrere nell'ostacolo tremendo della seconda morte che a causa della nostra indegnità  causerà la separazione dello Spirito in noi, che tornerà a Dio, in quanto parte Divina e perciò non può' subire la conseguente pena negli stati inferi trasformati in demoni.

Ogni essere risorto nella luce Cristica partecipa invece al processo di redenzione universale e può anche ottenere di ritornare in terra, scegliere il tempo e il luogo per la redenzione delle anime secondo la volontà Divina.

Ora la parola a te, caro Daniele: vorrei che entrassi maggiormente nel merito del simbolismo ermetico presente nelle fasi della morte.

Dice Daniele: Con la morte il mercurio si separa dal corpo (il mercurio è il principio “anima” che genera il principio di “individuazione” che, in effetti, è la tomba del mercurio). In vita Saturno impedisce al mercurio di volare e condiziona anche il principio solfo.

Mercurio ha la chiave per liberare lo solfo e ristabilire l'ordine che cosi non viene piu dal basso ma dall’alto; pertanto ora comanderà lo spirito, l'anima e non l'io pensante: Tutto ciò' sarà' preso in considerazione come preparazione al passaggio successivo.

Il regime di Saturno corrisponde perciò alla morte iniziatica, al regime nero, nerissimo.

Sarà' indispensabile, fin dall'inizio dell’opera, aver sconfitto il drago; non essere più' in balia delle passioni e dell'io raziocinante libero dalle percezioni fisiche e dagli impulsi del subconscio.

È' indispensabile procedere alla rottura dell'oro volgare, realizzando l'oro solubile, uno stato che prescinde dalle percezioni fisiche e dall'io pensante. Questo stato rende l'anima libera dall'appoggio del corpo e dell'io pensante, realizzando uno stato “mistico” definito anche opera al bianco.

Per realizzare l'opera al rosso sarà' necessario usufruire di un fuoco languido.

Pertanto è necessario aver realizzato una morte attiva, distaccandosi dal corpo e accedere ad una dimensione superiore, onde realizzare lo stato di sdoppiamento.

Così muore l'uomo vecchio e nasce l'uomo nuovo, un nuovo equilibrio fra spirito, anima e corpo: allora, quando abbandoneremo la forma corporea saremo finalmente a casa.

Questo aspetto, relativo alla tradizione ermetica, si attiene a principi universali e perenni che manifesta e realizza un modi diversi che alla fine, in ogni tradizione, concordano fra loro.

La stessa via mistica, che mira a riunirsi al Divino attraverso la preghiera, l’amore, il digiuno, realizza tali effetti attraverso il sacramento eucaristico consistenti nella trasmutazione delle energie fisico psichiche e partecipando alla natura Cristica trasformati dal suo fuoco.

Devo riconoscere che esiste una terza via di realizzazione che può riassumere le due precedenti descritte: la via ermetica Cristiana forse la più' adatta ai tempi moderni anche se assai difficile. E’ la via aperta da Gesù' Cristo che, realizzando nel centro cuore la fusione con la Luce Cristica stessa, oltre la trasmutazione ci permette l’accesso ai cieli superiori.

Tutto ciò realizza la restaurazione dell'uomo creato prima del peccato di Adamo e consente di poter accedere all'albero della vita.

Conclude Paolo:

E’ ora di trarre un bilancio: mi sono chiesto fin da giovane che significato ha la mia presenza nel disegno universale?

La vita è forse un procedere a caso o un dono per cercare di realizzare ciò che non percepiamo con i nostri sensi?

Ho letto, ho pregato, ho praticato e ringrazio i miei maestri per gli insegnamenti trasmessi.

Oggi una luce interiore mi accompagna costantemente e mi consente un dialogo interiore con domande e risposte.

Questo cammino percorso con umiltà e fede un giorno sarà' sottoposto al giudizio e alla misericordia Divina: confido che il mio Angelo mi possa essere compagno nella salita ai sette cieli di luce ai piedi del trono di nostro Signore.

Tutto ciò è utopia? no, senza questa speranza la vita non avrebbe alcun senso.

Caro Daniele ti sono grato dell'opportunità concessami di esprimere alcuni punti di vista sull'argomento trattato, ti lascio con un affettuoso saluto.

BIBLIOGRAFIA

  • Luciana Virio.La scuola ermetica.Ed Simmetria 20014
  • Antonio Bonifacio.Oltre la soglia.Ed.Simmetria 2014
  • Luciana Virio.L'anima secondo la Kabbalah.Ed Levie della tradizione 1993.
  • Davide Mezzi.La concezione tradizionale dell'aldila'.Ed. Terra di Mezzo 2002.
  • T. Palamidessi .Libro cristiano dei morti.Ed.Archeosofia 1985.
  • Passa giorno Yonten Arya.Seminario sul Bardo.1999.

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