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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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001 editorialeda le stalle a…”alle Stelle”

Iniziamo dalle stalle con una serie di ovvietà:

ad esempio osservando il letamaio della politica (che sarebbe comico se non fosse tragico) che ci propone quotidianamente l’incertezza se sia meglio affogare nel guano di pinguino della sinistra o quello di piccione della destra; oppure meditando sullo squallore di buona parte delle gerarchie ecclesiastiche del nostro occidente che, ormai gongolanti nel relativismo, rilasciano dichiarazioni giacobine migliori di quelle di Voltaire; oppure restando inorriditi dalla distruzione del centro spirituale della Chiesa Cattolica Europea (Norcia) che è stato polverizzato; e forse tale disastro (a parte la pena immensa per gli abitanti dei centri intorno ad Amatrice, Norcia e Visso) dovrebbe aiutarci a riflettere sul signum che si nasconde dietro tale evento; o infine subendo con frustrazione gli oltranzismi religiosi paraislamici che si esibiscono in costanti mostruosità, apparentemente ostacolati da occidentalissimi esportatori di “democrazie” che navigano nel denaro grondante petrolio e sangue dei diseredati.

In tale marasma guardiamo i Cinesi che si comprano tranquillamente pezzi d’Africa e anche un po’ d’Europa e un po’ d’America nel mare magnum della finanza internazionale; guardiamo l’Africa, che invade massicciamente l’Italia e improvvisamente ci fa accorgere di essere poveri anche noi e forse... più poveri dei clandestini o degli "emigranti" più o meno regolari.

E’ impossibile ormai definire cosa sia un’”etica”, cosa sia il sesso, cosa sia maschio e cosa femmina. Tutto è vendibile in un solo bancone del mercato: l’utero, l’ano, le iniziazioni, la bellezza, i figli, la madre, il padre, i posti di “lavoro”, la vita e la morte. Le confraternite iniziatiche (mi viene da ridere) autentiche, sono ormai morte o moribonde, e il pochissimo che è rimasto è precipitato nel silenzio (quando va bene) o nel caos della presunzione (quasi sempre). L’Oriente propone meditazioni e iniziazioni per via mediatica da fare invidia a “tu si che vales”. Il Dalai Lama ha deciso di non reincarnarsi più, mentre il Papa ha deciso che non sa chi è lui per giudicare. Il qualunquismo e il relativismo impazzano ovunque: tutto è uguale a tutto: bene, male, buddismo, cristianesimo, comunismo, si, no, etero, omo, ecc., ecc.

Orde di profeti della nuova era sparano bordate millenariste e catastrofiste dalla terra; quelli più arditi… dalle astronavi o dagli universi vibrazionali e alieni d’ogni tipo. Arteriosclerotici tradizionalisti traboccano di ipse dixit neopagani e, ammantati di toghe, studiano da Flamini o da Arvali, quando non da senatori o da Pontefici. Schizofrenici cristiani paratradizionalisti difendono una fede che non hanno o fanno finta d’essere Savonarola. Frotte di alchimisti preparano cocktail a base di mercurio e rugiada da prendere come prima colazione. Ogni fricchettone che si rispetti sa tutto sulla fisica quantistica e sulla metafisica aristotelica. La sezione aurea, ovviamente ce la mangiamo a pranzo tutti i giorni, insieme agli spaghetti.

Ma, anche se queste cose le ho già dette mille volte mi piace un sacco ripeterle, perché il Natale è Natale e se ci dimentichiamo di essere in questo sfacelo puteolente rischiamo di far spegnere perfino le luci dell'Albero. Siamo perciò arrivati a Sodoma e Gomorra? Cosa ci resta: il Diluvio?

 

No: ci resta da prendere atto che il Principe dell’apparenza, del virtuale, del relativo, dell’invidia e della superbia, ha transitoriamente vinto la battaglia di quest’Era. La guerra è ancora lunga ma questa battaglia, diciamolo con coraggio, è persa.

Il VERO è ormai occulto, anzi è costretto ad occultarsi e l’unico posto dove nascondersi è proprio dove nessuno lo cercherebbe mai, in conformità a quanto dicono gli alchimisti a proposito dell’Oro. Ovviamente non è da nessuna parte che sia facile trovare e, assolutamente, non è nelle mani di chi elargisce sapienza, professioni di bontà, di fede o di misteri, come cioccolatini.

Durante la tempesta non servono arringatori di folle, ma ottimi marinai, silenziosi ed efficienti che governino la nave anche a prezzo della vita. Nella tempesta si riconosce chi ha filtrato o sta filtrando le sue motivazioni, la voglia, l’entusiasmo, il coraggio, la cortesia, la carità e l’attenzione. Solo per chi cerca “follemente” ardentemente e soprattutto umilmente la Verità, in un mondo dove tutto, dalla religione alla politica, è diventato “forma”, ostentazione e, mi si perdoni la contraddizione in termini, fracasso  materiale e spirituale, è possibile imbarcarsi nonostante questo mare furioso.

Pochissimi possono sopravvivere animicamente a questa marea puteolente ed agitata senza esserne inquinati e morire della prima e della seconda morte. E dobbiamo farcene una ragione. Gli zombi avanzano nei loro vascelli fantasma che sostituiscono le barche della Sapienza vera, perché l’intossicazione e il contagio sono ormai endemici, alla faccia della nuova era che vedeva avanzare paradisi spirituali.

 

E passiamo alle stelle (insomma alla speranza di tornare a rivederle):

Per uscire da questa tempesta ci vuole invece un alambicco speciale a forma di navicella sapiente, creata nel furbissimo laboratorio del marinaio perfetto e pronta ad affrontare uragani. Una navicella che parta dal mare ma segua la rotta per approdare nelle acque celesti.

Ci vuole, cari alchimisti della domenica, un alambicco umoristico, anzi voglio esagerare, spiritoso.

Quando le idee “decantano” all’interno della barca-alambicco, alcune si esauriscono e precipitano nella sentina, nel fondo della barca. Altre si disperdono tra i flutti. Così accade anche ai falsi marinai che, o si imbarcano insieme agli zombi, oppure sono destinati ad annegare.

E evidente e comprensibile che, spesso, ci si scoraggi, ci si dimentichi del perché si è partiti per il Viaggio, e nell’animo possono entrare a gamba tesa l’accidia, la disillusione, la noia, il dubbio: insomma può dilagare la “demotivazione”; altre volte l’ego ripiglia prepotentemente il sopravvento, i problemi degli altri…. si dissolvono e solo i nostri sembrano importanti, solo ai nostri riusciamo a pensare e solo dei nostri parliamo (la nostra personale, meravigliosa incredibile tempesta perfetta). E ovviamente le onde entrano nella barca e il naufragio nell'ignoranza si appresta.

E, come se non bastasse, questo funereo e narcisista stato dell’essere, in alcuni momenti, porta a credere che non stia accadendo nulla di significativo intorno a noi, perché l’egocentrismo e l'abulia fanno diventare cieco il cuore. E il cieco nel cuore vive nel buio dellanima.

E la rotta da seguire sembra solo una parola come tante altre altre. Li, a volte, per… gli ultimi dei Moicani, si trova lo sprazzo di luce tra le nubi tempestose, a volte inizia invece il naufragio definitivo.

La Via diritta, la Rotta, già. L’unica via possibile, quella assolutamente difforme dagli stereotipi che avevamo immaginato, quella improbabile, quella priva di medaglie, di riferimenti, di riconoscimenti. Quella è la Via, e beato chi la trova e la riconosce.

Sarebbe bello se l’Amore per la ricerca del Vero sorgesse ancora con prepotenza e assoluta priorità nel cuore di tutti coloro che dicono vagamente di cercarlo. Che tale Amore gonfiasse le vele della navicella (un po' come quella di Dante e Lapo Gianni) e la conducesse in un porto sicuro.

Anzi, ri-sorgesse come un fuoco inestinguibile, come accadde per gli adepti della scuola ficiniana, come per i figli della antica scuola alessandrina, o per i coraggiosi crotoniati o per il Cenacolo di Cristina di Svezia. Bello pensare che possa ancora esistere un mondo in cui le priorità non siano il successo o il potere, ma la Bellezza, oppure Dio, oppure la Perfezione oppure l’Ineffabile. Insomma… la Verità. Perché l’Ineffabile e il Sublime sono la Verità.

E invece assistiamo ad un esercito ondivago di ricercatori della domenica, di autoiniziati del lunedì o, seguendo il tema di queste note, di squallidissimi marinai improvvisati.

Oh che disastro tutta questa gente che studia per pochi anni e poi decide che deveinsegnare quello che non sa!

E questo caratterizza coloro (cioè tutti noi "umani") che pretendono di entrare nel grande tempio terreno, anche se sono troppo grassi per passare dalla piccola porta; oppure coloro che sono capaci soltanto di prendere senza dare mai nulla; oppure coloro che se ne vanno, e non sanno ringraziare; e infine anche coloro che non riescono mai a chiedere scusa.

O, peggio ancora, quelli che giudicano (e ognuno di noi lo sta facendo sicuramente in questo istante) senza conoscere. Apparteniamo a tipologie umane ormai in costante sviluppo, allevate diabolicamente nella serra dell’approssimazione e del relativismo. Ed ognuno di noi ricade parzialmente o a volte totalmente in alcuni aspetti di tali stereotipi che ci inghiottono e si sostituiscono a quello che potremmo essere.

Si possono passare degli anni a prendersela col mondo, con la scuola, coi compagni di navigazione (ovviamente“peggiori” di noi) col “nocchiero” e infine con se stessi, perché non abbiamo ancora trovato …il Graal e poi accorgersi che il Graal era proprio quella tazza sbeccata che qualcuno ci aveva messo tra le mani; oppure alzarsi maledicendo la roccia scomoda dove avevamo appoggiato le natiche prima di partire,… e accorgersi, troppo tardi, che si trattava proprio di quella dove stava infissa Excalibur.

Eppure sono certo che è ancora possibile governare questa piccola… nave-alambicco. Difficilissimo, ma possibile. Perché cercare la rotta e la diritta via vuol dire anche soffrire, vuol dire errare e perdersi, proprio per la fedeltà alla ricerca stessa e per il distacco necessario dalle aspettative consolidate e dalle tonnellate di pregiudizi.

Ci vuole una vita intera per capire ciò che non siamo, figuriamoci per capire ciò che siamo; ma soprattutto per trovare lo spazio e il silenzio indispensabili per una operatività che non navighi solo nel tempestoso e ormai gorgogliante mare della mente ma in quello del cuore e in ogni fibra del corpo.

Perciò auguri da parte mia e da parte di tutta Simmetria per una buona navigazione solstiziale e per un buon proseguimento, qualunque sia la rotta che ognuno ha deciso di prendere.

Claudio Lanzi

Commenti  

# Marco Toti 2016-12-06 11:16
Grazie a Claudio per questa bellissima lettera, che ruminerò con calma. Da una prima lettura, posso dire che mi è sembrata molto profonda e attuale, oltre che condivisibile anche nelle virgole. Per non annoiare gli utenti, solo una brevissima riflessione:

La guerra è ancora lunga ma questa battaglia, diciamolo con coraggio, è persa.

"Chi è tutt'uno con la perdita, ottiene ciò che ha perso". Già questa consapevolezza, diciamolo con coraggio, è una vittoria.
# Claudio Lanzi 2016-12-11 08:02
Riceviamo da MARIA MARCELLINA MARFOLI il seguente commento:
Sento Molto vera e incoraggiante la nota di Marco Toti, così come lo è l’ articolo, nonostante il letamaio. Mi scuso profondamente se un po’ di quel che dirò è fuori luogo o se può disturbare, non so. La guerra ha molti nemici, ma le battaglie credo siano anche verso noi stessi. Anche noi a volte facciamo parte di quel nemico che releghiamo per lo più al di fuori di noi. Sono sempre più convinta che se ciascuno non ripristina ad ogni respiro, con responsabilità, una “ Legge “ interiore universale al di sopra delle leggi e colorazioni umane, qualsiasi riforma o cambiamento, sono destinati alla illusione e delusione…Pur nella sana critica sarebbe bello ritrovare ciascuno e far ritrovare a tutti, queste radici comuni, potenzialmente in fioritura a tutte le latitudini e longitudini… Sempre più, credo, si diraderebbero il dolore inutile, la giustizia parziale, la separazione senza i giusti “confini”…

Il Separatore ha buon gioco quando si sgretolano i Principii. In Europa si sono sbriciolati… Sarebbe bello che anche fra gli stessi credenti, lasciassimo più operativo lo Spirito, in cui si crede, al quale dobbiamo costantemente chiedere la guida, piuttosto che le polemiche su ciò che non tocca una divergenza sulla sostanza… Mi riferisco qui alle polemiche verso il Papa e la Chiesa, credo vi siano spesso equivoci nella interpretazione dei messaggi .

Ci vuole, credo, un richiamo maggiore alla unità nella sostanza… a ciò che è al di sopra delle parti; questo può far trovare più onestamente e nella verità, una risoluzione rispetto alle varie correnti, forme, singole simpatie etc.Tutti si dovrebbe guardare di più alla essenza e meno a ciò che può essere variato. A volte questo è necessario proprio per veicolare meglio la sostanza, ma spesso è caduco a seconda del “tempo” storico o personale in cui ci si è collocati… e divide, ma può anche unire se la Stella che si segue è la medesima e ci si affida più a lei che a noi…..

A proposito delle stelle: Be, visto che l’ editoriale si intitola: navigare a Natale, forse c’è un protagonista occulto, non nominato…Gesù Bambino…Con lui anche le stelle si sono avvicinate alle stalle…Non ha disdegnato un posto schifoso per nascere e anzi se non ci fosse tutto quel letamaio che c’è sulla terra, forse non si sarebbe scomodato in quel modo e con tutto il resto…Le stelle non sono separate dalle stalle…Anche se ciascuno ha la sua rotta, vale la pena ricordarlo meglio, tutti i giorni dell’ anno…
# Claudio Lanzi 2016-12-11 08:06
Cara Maria, grazie del gradito e intelligente commento che però devia dal soggetto del mio articolo.
Io infatti mi riferisco alle dottrine d’ordine ermetico, esoterico ed iniziatico che vengono costantemente equivocate e stravolte.
In parole povere non parlo di religione né di Gesù ma delle qualifiche necessarie ad un cammino “misterico".
Do per scontata una religiosità anche exoterica ma ritengo sia necessario prendere atto del gigantesco equivoco che riduce la spiritualità ad un “volemose bene” anzi ad un.... “famo finta che se volemo bene”. Per pilotare un vascello in tempesta ci vuole altro.
In un mare virtuale perfino le navi sono finte.
Ti ringrazio e auguro un ottimo Natale.
# annamaria ragusa 2016-12-12 17:17
Il tema della "maleducazione spirituale" è attuale più che mai. Incontrai il testo citato molto tempo prima di conoscere l'autore di persona, rimasi meravigliata nel vedere finalmente espresso in modo chiaro e ordinato, quella che era in me una confusa sensazione di disagio riguardo molti aspetti dell "offerta di spiritualità" contemporanea,nel trovarmi in sintonia con le argomentazioni esposte provai sollievo dal senso di solitudine rispetto a questo tema. Sono passati molti anni da quella volta, i contrasti tra la necessità di silenzio interiore ed il frastuono esterno si sono accentuati, lo smarrimento è percepito, le domande si condensano, l'umiltà e la predisposizione all'ascolto sembrano una strada obbligata.
# Claudio Lanzi 2016-12-12 18:10
Grazie di ricordarti di quel mio libro scritto tanti anni fa. Lo hanno letto in molti eppure oggi, che è diventato tragicamente attuale, mi sono accorto che i giovani, soprattutto i giovani, lo comprendono con maggior difficoltà. Forse perché si legge sempre meno e si sta sempre con la testa reclinata sui telefonini a scambiare messaggi veloci ed insulsi, o forse perché nelle coscienze è scesa una specie di cupola di isolamento. Siamo tutti un po' più sordi. Ma hai ragione: l'umiltà e l'attenzione (che poi è predisposizione all'ascolto, esteriore ed interiore) rappresentano l'unica strada praticabile

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