Cerca nel sito

poliedro home2

 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

Login (per commenti o acquisti)

Registrazione Newsletter

1011 maestraQuesta è una vecchia foto di una classe elementare del 1918 (in prossimità della fine della “grande guerra”). Al centro c’è la maestra Maria che, a quanto diceva mia madre, era una specie di chioccia per tutte le allieve. Come potete vedere, le ragazze portavano il grembiule, erano ordinate, semplici, graziose, sorridenti e con espressioni piuttosto sveglie.

Ora, senza cambiare di un capello la preparazione, l’educazione, l’ambiente mentale di quella classe, immaginiamo di poter infrangere la barriera del tempo: Facciamo un po’ un volo immaginario, come veniva chiesto qualche volta ai bambini delle elementari (sarà accaduto anche a qualcuno dei lettori di queste note) quando l’oggetto del “tema in classe” era il confronto fra ll “passato” magari arcaico, e la “modernità”

Portiamo perciò maestra e allieve al 2017, con una operazione.... “trans”, quindi legittima e splendidamente moderna. Costringiamole ad una full immersion in una mentalità totalmente inimmaginabile negli anni ’20, con un divario di abitudini assai più grande di quello che c’è stato in 2000 anni di storia, e cioè dai tempi dell’impero romano a tutto il 1900.
Soltanto 100 anni di differenza, un abisso: ovviamente un progresso, un enorme progresso.

Ora io mi domando quale faccia farà quella povera maestra quando le arriverà una circolare ministeriale dove le proporranno di sviluppare una progressista educazione sessuale delle allieve che, soprattutto, evidenzi la bellezza e la normalità dell’omosessualità. Eh, poverina, così ancorata ad una società maschilista, per lei sarà proprio dura.

Cara maestra Maria, ora che sei qui, dovrai obbligare i tuoi bambini a vedere l’opera (sic) teatrale di Fa’afafine, il bambino aspirante transgender che insegna a tutti come si trasmigra bene da un sesso all’altro (film che che fra un po’ sarà promosso nelle scuole di mezza Italia).
E dovrai anche spiegare ai bambini che si possono avere due papà o due mamme dello stesso sesso, e, se ci allarghiamo un po’ perfino 4 mamme e 4 papà.
Carissima vecchia maestra, ti prego, non ti spaventare, ma ora devi insegnare ai bambini e alla bambine a masturbarsi per bene perché (aggiornati!!) se lo fanno da soli come hanno fatto per decine di migliaia d'anni, non si sa mai, possono sbagliare. Oh perbacco!

Cara maestra, dovresti anche persuaderti che questa è la via della pace. Perché è noto che più sei trans, magari anche solo un poco, più sei pacifista. Oddio, anche se sei soltanto gay o lesbica pare che diventi, per osmosi, abbastanza pacifista. Comunque è meglio trans, perché è più universale e globalizzante.
Cosa? Non sai cosa vuol dire trans? Eh sarebbe troppo lungo spiegartelo. Aggiornati rapidamente (vai sulle strade consolari intorno a Roma oppure chiedilo a qualche politico: vedrai che te lo spiegano subito).
E sappi anche che se, per caso sei omofoba, anche senza sapere di esserlo, sei sicuramente anche guerrafondaia. E basta!

Ma, mia carissima maestra, tu non sai cosa vuol dire omofobo? Mannaggia come sei ignorante!!
Mo’ ti spiego: uno dei miei più cari e intelligenti amici era uno scenografo (ora purtroppo è morto) che definiva se stesso, con grande umorismo, “checca persa”. Io, con grandissimo affetto, lo chiamavo granfinocchio e lui mi chiamava “gnoccopatico” perché, ahimé, mi piacevano le donne. Gli volevo molto bene, era una persona sensibile e intelligente. Ero “omofobo”? No, non mi pare, ma non c’erano ancora leggi che mi invitassero ad imitarlo o a considerlarlo un esempio di perfezione.
Beh, cara maestra, ai tuoi tempi, il mio amico sarebbe stato chiamato anche pederasta in quanto aveva una predisposizione particolare per gli adolescenti, rigorosamente maschi. Ora non potresti più chiamarlo in questo terribile modo. E’ diventato gay.
Tu, ovviamente, potresti rispondermi che, sempre ai tuoi tempi oscuri, “gay” era una parola inglese sconosciuta e quindi non si poteva dire. Beh, sappilo, mo’ si può dire quanto vuoi. Anzi più la dici meglio è. E mentre pederasta, o frocio, o checca, o culattone, o finocchio, ecc, erano tutti termini che alludevano alla sessualità in modo più o meno ironico, volgare o dispregiativo, gay non lo è affatto.

Insomma, ti spiego meglio con un esempio: hai presenti gli scopini e i mondezzai che pulivano con grande professionalità le strade e raccoglievano i rifiuti (ti faccio presente che un mio parente faceva lo scopino in un pasino in Toscana). Una volta sembrava normale chiamarli così: però poi qualcuno ha pensato che tali termini fossero dispregiativi e offensivi e allora li hanno chiamati operatori ecologici. A questo punto tutti sono stati felici e si sono sentiti meglio e, anche se l’oggetto dell’opera è rimasto il medesimo (la mondezza) colui che interagisce con tale opera è stato svincolato dal nome dell’opera stessa. Chiaro?
Nello stesso modo coloro che ai tuoi tempi erano handicappati oggi si sentirebbero molto meglio, perché diventerebbero immediatamente diversamente abili e questo, come tutti sanno, già ne migliora potentemente la salute.
Questa, mia cara maestra, è alta filosofia terapeutica: un modo apofatico (per negazione) di definire ciò che è indefinibile. Che meraviglia!
Vedi come è semplice dare maggiore dignità alla gente?

Resta il fatto che oggi il problema resta semantico: gay...che vuol dire? Ahimé...io non lo so ma non credo che alla mia età abbia più speranze di capirlo. Figuriamoci tu, povera e cara vecchia maestra.

Inoltre, cara, vecchia maestra, ti sfido a spiegare a tutti i tuoi allievi per quale ragione il Padreterno abbia preso una colossale cantonata quando ha distrutto Sodoma e Gomorra. Ma perché si arrabbiò in quel modo? Un raptus omicida, un momento di depressione? Boh?
Forse potresti cavartela meglio a spiegare il sublime senso filosofico delle unioni civili?
Per la miseria, mi dici tu sconcertata: dove è che una unione da civile diventa incivile?
Come farai, cara maestra, a spiegare che oggi, meraviglia della scienza e della civiltà, due persone dello stesso sesso, possono civilmente sposarsi fra di loro e avere bambini fatti con ovuli di altre donne e spermatozoi di altri uomini, opportunamente shakerati, divisi, scelti, congelati, iniettati, ecc. ecc..
Come farai a spiegare che ti puoi pigliare in affitto l’utero o il pene di chiunque e magari altri pezzi del corpo? E come farai a spiegare che te ne puoi trasferire qualche pezzo dentro di te e cambiare aspetto: tette e culo artificiali e anche pene o vagina artificiali? Queste, devi capirlo, sono meraviglia delle archistar della medicina, profonde evoluzioni, perfezionamenti che l'uomo può fare su se stesso.
E poi dovrai anche spiegare che con una pillola, si può abortire felicemente a pochi giorni dal rapporto sessuale e, se non ti va, anche dopo 3 mesi, e se manco quello ti va, con un piccolo supporto chirurgico, puoi farlo anche dopo 6, o forse si può arrivare quasi fino a 9. Insomma, salvo che tu abbia compiuto 9 mesi questa operazione si chiama aborto terapeutico...ed è finalmente legittima. Pochi minuti dopo il parto però tale atto diventa infanticidio. Non capisci la differenza? Peccato.
Ti sembra che questo distrugga un pochino il concetto di “famiglia”? Ma nooo, anzi, la allarga, la espande!!! we all live in a yellow submarine.
Maestra mia, mi spiace dirtelo ma hai una mente veramente chiusa: grazie a Dio ora sei qui, ad un secolo da quella foto e puoi contemplare le meraviglie della scienza e il formidabile progresso psicologico ed etico dell'uomo.

Insomma come fai a non capire che tutto è finalmente commerciabile e che questo è merito anche di noi borghesi rivoluzionari e possibilisti dell’isola di Wight?
Non te la prendere, ti prego, ma devi prendere atto di quanto sei retrograda. Tu dici che, una volta, la vendita del corpo si chiamava prostituzione? Oh mannaggia!
Guarda, maestra, che ai tuoi tempi c’erano ancora i casini, luoghi orribili dove le donne vendevano i loro corpi!! Ah tu dici che quello che accade ora è assai peggio dei bordelli? Ma noo! Non ti sei accorta che la prostituzione non c’è più?
Ah, mi domandi cosa sono quelle migliaia di donne (?) nude che stazionano ai lati delle strade?

Prima di tutto non è affatto detto che siano donne e poi, cosa vuoi che ti dica: l’importante è la legge e non gli effetti della stessa. Noi siamo in una democrazia fondata sulla burocrazia, non l’hai capito? Vuoi mettere quanto è meglio della dittatura?

E che fai adesso? Ti arrabbi? Sostieni che, in questo modo, si potrebbero legittimare “civilmente” perfino le unioni fra uomini e animali? e che anche i cani e i cavalli sono un “genere” e, anzi, se vogliamo andare al di la del genere non dobbiamo manco essere razzisti, e considerare un alano inferiore ad un umano!
Accidenti: forse hai ragione, anzi, ora che ci penso, c’è una gatta bellissima sotto casa mia, che mi fa l’occhiolino ogni volta che passo. Devo farmi coraggio.

Povera maestra, lo capisco, sei in una situazione disperata, ma ancora non sai fino a che punto. Perché sei antica, straordinariamente antica, e certe cose ti lasciano allibita e non comprendi che oggi la scienza può tutto.
Dovrà passare un secolo da quella foto del ‘917 prima che ti possa arrivare una lettera ministeriale del genere, e tu finalmente ti sarai evoluta, avrai fatto il ’68 come me, e finalmente ti sarai sessualmente emancipata, sdoganata: avrai cominciato ad avere rapporti sessuali a 12 anni, l’utero sarà tuo e lo gestirai tu, e avrai finalmente fatto uso di innocue sostanze psicotrope e sarai finalmente una donna “libera!”.
Mi spiace molto dirtelo, cara maestra ma, tra un po’, dovrai forse spiegare ai tuoi allievi anche la bellezza della pedofilia: in alcuni avanzati e progrediti paesi d’Europa già si fa, e ci sono libere associazioni orientate in tal senso: e non puoi permetterti di rimanere indietro.
Sei in una democratica scuola italiana. Vabbè che ti hanno levato il Crocefisso dalla tua classe e tu ci sei rimasta di sale: ma guarda che devi evolverti. Connettiti!
Si, si, cara maestra, è vero, oggi, nel mondo, ci sono ancora le spose bambine, l’infibulazione ecc. (proprio in quei paesi che noi vogliamo democraticamente educare).
Eh, ma sono cose di popoli ancora non evoluti come noi occidentali. Vedrai che, man mano che emigreranno da noi, come ormai da anni stanno facendo a centinaia di migliaia, diventeranno sempre più aperti, più moderni, e tu potrai educarli alla cultura omofila mettendoli semplicemente davanti al televisore e allo smatphone.
Povera maestra mia, ma non lo sai ancora che dentro quelle scatole parlanti c’è la quinta essenza della sapienza “connessa”, della sapienza di massa?

Vedrai, cara maestra, che quando sarai definitivamente trans-migrata ai nostri giorni, ci saranno una media di 100 delitti al giorno solo in Italia: bambini che uccidono le madri, madri che uccidono i figli, padri che uccidono madri e figli; insomma familiari che si ammazzano tra loro. Ai tuoi tempi non c’erano? E che ci posso fare se avevate una becera mentalità patriarcale?

E poi, cara Maestra, avresti anche un altro problema: Quello delle parolacce e delle bestemmie. Però questo caso è più semplice: Cosa è volgare e cosa non lo è? Oggi è un mistero.
Si lo so, cara Maestra: ai tuoi tempi c’era la multa, e perfino la detenzione per il turpiloquio, per vilipendio alla Patria o alla Religione.
Ma come faresti ora, povera Maestra mia, a spiegare ai tuoi allievi che “cazzo” è una parola comune, e quindi la possono dire tutti quando vogliono, preti e cardinali inclusi, anche in famiglia, perché è segno di emancipazione (è infatti noto a tutti che ormai ci si emancipa col c.).
E come faresti a spiegare che anche i bambini possono bestemmiare quanto vogliono il Dio dei Cristiani (però quello dei Musulmani è meglio che non lo bestemmino perché quelli, purtroppo, sono ancora poco evoluti e, a quanto pare, si offendono parecchio... e sparano).
E poi dovresti pure spiegare che, al posto del vilipendio alla religione, oggi c’è il vilipendio al genere. Nel senso che se dai del “frocio” ad un gay vai giustamente in galera. Perbacco.
Cara Maestra, torna li, nella tua arretratezza degli anni 20. Qui, se ti facessero fare un salto trans-temporale (sta diventando trans pure il tempo) moriresti di crepacuore in pochi minuti, e mi dispiacerebbe molto.

Commenti  

# Karl jelinek 2017-02-04 17:31
Incubo... la "devianza Freuidiana", il nuovo regime del pensiero unico: Political Correctness, trasformano i vizi in virtù e le virtù in vizi.
# Marco 2017-02-09 01:57
Marco Faccenna. La devianza è un problema sociologico relativo alla cultura e al tempo in cui si manifesta; è dunque un concetto relativo. La storia ci insegna che alcuni fenomeni potevano essere normali per quella determinata epoca mentre oggi suscitano stupore e sdegno. Infatti, nel Medioevo, la tolleranza era maggiore rispetto al presente. Nel `700 questo concetto cambia e i malati vengono chiusi nelle case di internamento. Nell'800 questo fenomeno non è più tollerato e cominciano a nascere nuove scienze come la criminologia in Italia ad opera di Cesare Lombroso e la frenologia in Francia che consiste nello studio del cervello attraverso l'anatomia. In quest'epoca nasce anche la psichiatria con Kraepelin. La mentalità dell'epoca sosteneva che lo stato patologico dell'individuo era da ricercarsi all'interno del corpo umano. Nel `900 l'atteggiamento verso il folle cambia: nella pagina sul folle Nice dimostra come egli sia in grado di fare ragionamenti.Più tardi nasce la psicoanalisi con Sigmund Freud che non condivide le tesi . La criticabilità riguarda problemi etici e morali con cui si intreccia il progresso scientifico e tecnologico.
# Claudio Lanzi 2017-02-10 08:15
Dal punto di vista "principiale" e tradizionale i vizi restano vizi in ogni epoca e le virtù pure (a parte le sfumature etiche in un verso o nell'altro). Psicoanalisi e psicologia si alimentano di relativismo e ciò, ovviamente, rende abbastanza sterile il giudizio in chiave etica.
Ma il mio non voleva essere un giudizio ne proporre soluzioni (per questo rimando ai miei libri e a quelli di autori migliori di me), ma solo un confronto fra epoche. Un confronto a mio avviso devastante in quanto la esponenziale relativizzazione dei parametri etici non ha mai avuto una accelerazione del genere.

Fai il LOGIN o REGISTRATI per inserire commenti