Sessualità, Omosessualità, Transessualità e…. sessuomaniacalità.

di C. Lanzi

altNel rilievo che compare a margine, abbiamo riportato la matrice di una coppa aretina d’epoca imperiale. Con quella “grazia” caratteristica dell’epoca, vi è raffigurata una “postura d’amore”…normale, delicata, elegante e sensuale. Oggi, tale eleganza e semplicità potrebbero passare quasi inosservate e comparire sul diario dei bambini delle elementari senza creare molti problemi.

Anzi, visto l’ignobile pasticcio in atto, che confonde erotismo con sessualità e amore con piacere,

potremmo dire che la raffinatezza erotica del movimento dei due amanti potrebbe risultare banale, quasi noiosa, scontata.

Infatti grazie alle gigantesche possibilità offerte da questo liberissimo mondo in cui viviamo, possiamo mettere a disposizione di chiunque (bambini inclusi) immagini assai più “ardite”, dubbie, equivoche, morbose, accedendo a qualsiasi pulsione transiti nell’ondivaga mente umana.

Iniziamo col rilevare che, tre trasmissioni televisive o radiofoniche su quattro, hanno almeno una parte del palinsesto dedicata al “sesso”. Con tale termine ormai si intende qualcosa di abnorme, i cui confini comprendono qualsiasi sollecitazione pensabile per i sensi.

Tra le “normalità” più presenti nel compulsivo messaggio mediatico, c’è l’omosessualità. In assenza (rara) di qualche omosessuale on-line, si parla di transessuali (parola, a nostro avviso, abbastanza priva di senso) e qualora mancassero anche loro, c’è sempre, per consolarsi, qualche inchiesta sui problemi connessi alle variazioni (giammai considerarle perversioni!) sulla sessualità sado-maso, sulla prostituzione, sulle violenze singole, di gruppo, sulle “chat” hard, e così via dicendo.

In tali “servizi” (disponibili a qualsiasi ora) si evidenzia l’importanza della libertà delle proprie scelte in fatto di sesso ma, in altre occasioni, si enfatizza l’ottusità di certi ambienti beceri e benpensanti, che ahinoi, non capiscono nulla del sesso liberato e finalmente in grado di manifestarsi secondo tutte le possibili “valenze” (notare che la semiologia di valenza è analoga a quella di valore).

Tali ambienti beceri un tempo venivano considerati “cattolici di destra” ma ora che “TUTTO” viene gioiosamente “sdoganato” da tutti, coloro che non accettano la moralità di tali miscellanee, appaiono come i nuovi affossatori della libertà: né di destra né di sinistra, semplicemente “beceri” e magari anche un po’ asserviti a moralismi e “tabù”, di tipo “religioso”.

Per tale ragione alcuni personaggi “famosi” di varia levatura culturale, si sperticano a spiegarci che l’amore tra esseri dello stesso sesso è, per prima cosa “naturale” e poi è meraviglioso, legittimo, profondo e sano e costituisce un ottimo esempio per bambini e famiglie che, ovviamente, in questo modo, avranno dei chiari indirizzi e dei validi esempi da seguire; e poi ci sono trasmissioni che si profondono in dettagli sul genere di copule desiderate da coloro che amano i travestiti: passive, attive, mezze attive e mezze passive… di su di giù, di qui e di li, ecc., ecc., ecc..

Ovviamente sulla “naturalità” della conformazione fisica maschile e femminile e sul  “naturale” destino che riunisce degli elementi biologicamente complementari, atti alla procreazione...si tende a glissare. E per quale ragione madre natura si sia tanto impegnata a creare l’uomo e la donna profondamente diversi, complementari ed attraenti l’uno per l’altro, si cerca di non parlare più: quasi che tale naturalità rischi di far definire come innaturali o perversi (orrore!) altri tipi di comportamento.

Sappiamo quanto i comportamenti e gli esempi degli adulti determinino drasticamente quelli dei bambini. E sappiamo anche come l’orientamento sessuale non dipenda solo dal DNA ma dall’ambiente in cui ci si forma. E sappiamo anche come sia necessaria una lunga e travagliata adolescenza per formare un adulto maturo e sufficientemente consapevole dei suoi impulsi e in grado di orientarli e quando necessario frenarli o correggerli.

Ora il pensiero laico prevalente sta proponendo sempre più un “kibbutz” erotico dove qualsiasi esempio sia accettabile e dove quindi non esista una regola su ciò che è “normale”. Tutto è normale, a partire dal caos. E, da cultori delle teorie dei frattali, …potremmo anche accettare la prevalenza di un principio caotico che si alterni all’ordine, ma dobbiamo poi accettarne anche le conseguenze.

Per carità!! Tutto ciò non ha nulla di morboso ed evocare Sodoma e Gomorra è roba da preti pervertiti (tutti, nella visione “laica” del mondo, notoriamente pedofili incalliti).

Trattasi, per seguire il laico e illuminato pensiero dei vari tuttologi nostrani, di un aspetto della democrazia, della lotta contro l’oscurantismo eterosessuale e maschilista, e dell’affermazione più che ovvia, del principio di “laicità”.

Forte e felice di tale “sdoganamento”, ogni presentatore-presentatrice, attore, cantante che si rispetti, si sente perciò spinto a dare qualche bacio, a volte “ironico” a volte impegnato, sulla bocca di qualche “ospite” illustre dello stesso sesso, quando non esibirsi in promiscuità più esplicite. E se nei vari “grandi fratelli” o altre analoghe trasmissioni demenziali non compaiono un po’ di effusioni tra gay o tra lesbiche, l’indice di ascolto si abbassa. Tali atteggiamenti e orientamenti mediatici confermano, ovviamente, la “libertà” e spregiudicatezza dei conduttori, aumentano l’audience, rendono i vari personaggi ancora più “moderni” e ci tranquillizzano sull’idea di “normalità”.

La celebrazione liturgica della chiesa del sesso (ci si scusi il termine ma ci sembra coerente) avviene in modo caotico ma persistente, e ondeggia fra gli ammiccamenti delle natiche delle veline cacciatrici di calciatori, e quelle della trans di turno, che universalizza la sua situazione e accoglie le morbosità e le prouderie degli intervistatori che vogliono capire fino a qual punto “lo fa strano”.

Migliaia di ragazzini e ragazzine pre-adolescenti, vengono in tale modo, indottrinati sulla gioiosa normalità della omosessualità e della transessualità, finalmente mai più ghettizzate, ma esplicate e suggerite quali “scelte” possibili nei confronti di un modo vecchio di vedere il mondo: quello eterosessuale. Una enfatizzazione delle petizioni omo e trans che vogliono sposarsi, navigano sui canali informativi e, ogni giorno, il politico transessuale di turno ci racconta il suo desiderio di adottare un bambino e con ciò ci rassicura laicamente sull’aiuto etico che tale adozione fornirà a tale fanciullo, e ci spiega per quale ragione il bambino, una volta cresciuto, non avrà problemi nella discriminazione tra ciò che è maschile o femminile.

Anzi quando la mattina correrà sul lettone per abbracciare i genitori, ci troverà due mamme o due papà: cosa c’è di più chiaro?

Ci sfugge però perché la sollecitazione mediatica sessuale nei confronti di bambini e adolescenti non sia considerata pedofila. Una volta il pedofilo era il terribile sconosciuto che offriva le caramelle ai bambini, nei giardinetti davanti casa: “Mai accettare caramelle dagli sconosciuti diceva la mamma”. Ma il giornalista di turno che propone, come fossero caramelle, temi morbosi (ormai anch’essi “sdoganati”) ai bambini che vengono indottrinati, e subdolamente circuiti con tali sollecitazioni…cosa è?

Ora io non ho alcuna intenzione di entrare in polemica politica e tanto meno etica; Simmetria cerca di evitare di entrare in questioni collegate ai politici. Affronterò apoliticamente (se a qualcuno interessa) tale tema nella seconda edizione del mio “Intelletto d’Amore”, di prossima uscita in una versione ampliata e corretta.

In questa sede voglio solo condividere con i nostri lettori abituali (che ormai sono tanti e che ringraziamo per la loro attenzione) una serie di innocentissime domande “aperte”:

1)Per quale ragione, in questi ultimi 10 anni siamo passati da un ostracismo ed una evidente sommersione del fenomeno “omosex” ad una sua esposizione, enfatizzazione continua?

2) Per quale ragione a tale “diffusione” massiva (parlo come pubblicizzazione mediatica e non come effettiva consistenza di un’esercito omosessuale) si è aggiunta quella della cosiddetta “transessualità” che sta ampiamente superando quella della omosessualità, al punto che ogni giorno veniamo addottorati dalla “Brenda” di turno?

3) Esiste, per caso, un confine in cui lo sbandieramento continuo di determinate faccende sia da considerarsi pornografia (o, come accennavo prima, pedofilia)?

4) Per tale ragione, la pornografia, in questa società, è ancora una cosa esecrabile?

5) Quali sono le “filie” da considerarsi esecrabili, e dove sono i confini tra una “filia” esecrabile ed una che non lo è?

6) Ad esempio un ragazzo maggiorenne che si accoppia con una quattordicenne “consenziente” è un pedofilo? E’ peggiore di un gruppo di quindicenni che stuprano una trentenne?

7) E due adolescenti che si scambiano affettuosità sono “pedofili” l’uno verso l’altro?

La cosa è molto più complessa, seria e delicata di quanto non si possa esprimere nelle centinaia di disquisizioni psico antropologiche a cui ci sottopongono i tuttologi di questo mondo in degenerazione progressiva. Per tale ragione mi auguro che le domande di cui sopra non appaiano come una provocazione ma come un tema di riflessione che coinvolge pesantemente anche tutti coloro che, come noi, pretendono di occuparsi di spiritualità. Qualsiasi cammino uno cerchi di svolgere in questa esistenza terrena dovrà farlo… anche con il suo corpo. E con questi corpi mortificati nel caos di una sessualità sempre più caotica e di una sovrapposizione fra i “diritti” delle istanze passionali, cosa ci facciamo? Chiediamo aiuto agli Augias di turno o alle Margherite Haak?

Nel frattempo, ai due lati della Terra, si produce droga, che l’occidente compra in modo massivo e subito dopo combatte, esportando democrazie o dittature. Cosa c’entra tale osservazione?

C’entra eccome! Questa droga, infatti, riempie i nasi e le vene di un sacco di gente che ha fatto della “confusione” sessuale e della confusione cerebrale, indotta da sostanze dopanti, il veicolo della dissoluzione del proprio cervello. Ma ci sono tante droghe che creano dipendenze. Non sono soltanto il vino, la cocaina, l’eroina ecc. Ma una pioggia di droghe legittime ci affossa ogni giorno. La sudditanza e la incapacità a fare a meno di telefonini, auto, frigoriferi, i-pod, Pc, ecc., è spaventosa. E forse non meno pericolosa di tante polverine e pasticche di facile smercio (ma su questo ci siamo diffusi in altri editoriali).

E’ interessante notare come l’incremento dello “sbandamento” e dello “sballo” giovanile, la confusione sulla sessualità, sui diritti e sui doveri, il “meticciato” (termine molto in voga in alcune correnti radical-chic) dell’eros, la perdita del riferimento etico, la perdita dell’educazione, del rispetto, ecc…facciano forse parte di un’unica “onda”, in cui la materialità laica e tecnologica sommerge l’ascolto dell’anima.

Questa può essere un’affermazione contestabile, da tutti coloro che amano uscire dai problemi attraverso delle teorie sillogistiche, che settorializzano e parcellizzano le cause, separandole dagli effetti. In questo modo i responsabili della droga sono… i casalesi, i responsabili dello sballo sono… le discoteche, e i responsabili dei politici che vanno con i trans… sono gli impulsi legittimi dell’eros. Nessuno, in questo modo, è responsabile di nulla e le cure allopatiche al problema sono sempre sugli effetti e mai sulle cause.

Un famoso ermetista cattolico morto molti anni or sono, mi diceva che la fine dei tempi sarebbe stata caratterizzata da una “esplosione” della confusione sessuale e dalla mortificazione dell’Eros in favore del sesso. E diceva che ciò equivaleva alla diffusione di una droga e di un’epidemia che avrebbe, in progressione, ammalato le menti, prima dei corpi. E diceva anche che le menti si sarebbero ribellate all’idea di essersi ammalate e avrebbero accusato i sani di “ristrettezza di vedute”. E’ vero?

Se qualcuno vuol contribuire siamo pronti ad accettare le vostre osservazioni (che filtreremo, in modo assolutamente antidemocratico, secondo le nostre becere abitudini).

C.L.

Fai il LOGIN o REGISTRATI per inserire commenti