di C.Lanzi

Non ci occupiamo mai di fatti di cronaca e non lo faremo neanche questa volta, ma dopo le recenti campagne mediatiche e l’ennesimo abominio perpetrato attraverso lo sciacallaggio giornalistico, abbiamo pensato che le ricadute di tali ormai innumerevoli eventi sul destino spirituale dell’umanità e la subdola aggressione al mondo della tradizione che ne consegue, abbia superato il fondo del pozzo.

Non entreremo assolutamente su alcun episodio particolare. Non ci interessa l’evento morboso e tantomeno il “mostro”. I delitti sono sempre esistiti; le passioni che portano alla morte costituiscono uno dei soggetti di base dell’epica, attraverso un filo che congiunge tutte le vicende mitiche di gloria, d’orrore e d’amore a partire da Omero.

Cercheremo invece di riflettere sullo “squallore” che diventa “mito”. Sull’invito alla “morbosità” che diventa professione.  Sul crollo dei significati, dei valori, delle religiosità e dei freni alla brutalità. Sulla metodica diffusione di ciò che è sordido, infame e violento, al fine di alimentare i livelli più bassi della psiche, abbrutendo i barlumi  di coscienza che ancora lampeggiano… ad intermittenza, nel cuore degli uomini.

 

Ce l’ho a morte con i “cronisti”, con i giudici, politicizzati o meno, che sguazzano nel loro strapotere, ce l’ho con i gestori dell’immagine, con i creatori di fenomeni, con i maiali cercatori di “scoop”, con coloro che vogliono stupire a tutti i costi, con quelli che sbattono il mostro in prima pagina, con coloro che cercano nell’immondezzaio delle bassezze e dello sciocchezzaio umano per creare “audience” e consensi.

 

Non deve stupirci se tanta gente si interessa di tali bassezze, se l’argomento più “cliccato” di you tube è proprio quello che parla di morte, di stupri, di incesti, di pedofilia, di viados, di trans violentati o violenti, e cose del genere.

 

Non dobbiamo stupirci se le folle vengono “orientate” da una frase ad effetto del primo cantante “minus habens” di turno, o dal balbettio del calciatore chiaramente acefalo, dallo sciabordio della presentatrice con le tette piene e la testa vuota. Questi signori hanno ricevuto compensi che avrebbero potuto risanare il Pil di un’intera nazione. Questi opinionisti mentecatti, squallidi, mercenari e pronti a prostituirsi, vengono incensati quali eroi. Interi canali televisivi vendono la guerra del pallone (altrimenti chiamata “campionato”), insistendo a denominarlo “lo spettacolo più bello del mondo”); e contendono su chi fa vedere più partite.

Ma è più delittuoso dare ad un calciatore 10 milioni di euro o violentare una bambina in un garage?

La risposta dell’etica spicciola è facile. Ma la risposta filosofica, quella che cerca i “motivi”, i principii, non è affatto così facile.

E’ più schifosa una lotteria di stato che ruba milioni di euro, invitando i cittadini al gioco d’azzardo e a vedere nel denaro la panacea universale, o chi indugia sul sangue, sul delitto, sulla bassezza degli istinti?

Ottiene più “audience” il dibattito, incongruamente definito “politico”, dove l’opinionista di turno aizza i suoi mastini al linciaggio, oppure ha maggiore ascolto una serena disamina filosofica sui valori o sui metodi?

E’ più assassino colui che si alimenta della morbosità del delitto e trasforma in eroe (negativo quanto vuoi, ma sempre eroe) il mostriciattolo di turno, o è più assassino il mostro stesso?

Non tutti sono consapevoli che al disotto di tale costume, di tale abito mentale ormai normalizzato, esiste la razionale, metodica e programmata filosofica distruzione dei principi, dei valori associati ad un’etica:  questa è la fine di una società mangiata dal fasullissimo “libero pensiero”.

 

Mai il pensiero fu libero (e su questo ci siamo dilungati in libri ed editoriali presenti in questo sito) e mai fu possibile liberarlo… da se stesso, in assenza di una trascendenza, di una finalità, di un sublime, di un divino, realmente sentito, creduto, percepito e amato.  

L’occidente è, da questo punto di vista, spiritualmente morto… e anche l’oriente sta morendo rapidamente. La Cina e l’India diventeranno le potenze economiche di questo secolo.  Che fine ha fatto Lu-Tzu? Dov’è finito Confucio? E il Buddismo, e i Veda? Sono finiti forse nella “rappresentazione” che ne fanno quei quattro scalzacani che a Pechino si mettono a fare Tai chi chuan la mattina in mezzo ai parchi? E i “guru” sono per caso quei barbuti indiani di plastica, che insegnano yoga agli occidentali e che costruiscono “ashram” da far concorrenza a Disneyland?

I princìpi portati avanti sono ormai gli stessi dappertutto. Sono le idee ad essere globalizzate, non solo l’economia. E sono globalizzati ancora di più coloro che “manifestano” contro la globalizzazione. Anche le lotte sono incorporate, a pieno titolo, nel gioco delle parti, ma sono utilissime per i giochi di potere, quelli fra banche, quelli fra lobbies, quelli fra “economie”. Ovviamente il gregge (cioè noi) non è consapevole, né dei cani, né dei pastori e guarda solo l’erba.

Possiamo fare infinite analisi sociologiche, psicologiche, filosofiche: mobilitare specialisti a vario titolo prelevandoli dagli ambienti ecclesiastici, da quelli politici, da quelli “socialmente” impegnati. Ognuno scaglierà qualche anatema verso quel paese, verso quel politico, verso quell’ideologia o verso quella filosofia o verso una generica “corruzione dei costumi”. Ma difficilmente troveremo qualcuno che ammetta come dietro questo sfacelo esista solo la metodica, consapevole, razionale e, mi si consenta, diabolica, aggressione al sacro.

 

Sacro, cioè intoccabile, perfetto è un termine che non ha più senso. Per cui ciò che è realmente sacro si nasconde, e sempre più si nasconderà.

E’ più sacra l’immagine dell’attaccante della squadra di calcio o quella della Vergine?

Se la scala dei valori si inverte, se l’inseguimento della materia, dell’istinto prevaricante, se l’inseguimento della gratificazione, dell’io ipertrofico individuale, sovrasta, come non ha mai sovrastato, quello della ricerca del Se, vuol dire rendere impossibile riconoscere una Via.

Esistono gli stupri? Ma se tutte le bambine vengono invitate, a partire da 9 anni in poi, a parlare, pensare e vestirsi come adulte; se viene loro levato il gioco creativo e fantasioso sostituendolo con quello preconfezionato; se, insieme a Gesù Bambino, viene uccisa la Befana; se tali bambine vengono “arredate” come sex symbol fin da quando hanno 7 anni, quale tipo di messaggio può arrivare alla “società” con tale viatico? Quello che non c’è differenza tra una donna di 20 e una bambina di 10!!! Questo è orribile. Vuol dire bruciare l’infanzia nel rogo del consumismo e del relativismo filosofico che poi diventa etico, e sociale.

I bambini del Biafra muoiono orribilmente di fame e di malattie curabilissime, che però nessuno ha interesse a curare. I nostri bambini stanno morendo spiritualmente, eticamente, animicamente, perché qualcuno ha interesse ad ammalarli.

Chi è che gode nel vedere dei bambini trattati come adulti, e bruciati sui “palchi” dai vari presentatori “buonissimi” che ne esaltano le virtù canore o le esibizioni in cui, a sette anni parlano di sesso?

Quale sesso? Bestie infami, che nascondete la perversione dietro l’apparente ingenuità! Forse siete solo cretini ma forse siete consapevoli.

Basta! Stiamo creando uno schifo enorme. Un’umanità pattumiera dove TUTTO è diventato abuso e dove si parla continuamente di abusi per fare share! Ma che cavolo di libertà? Libertà da che?

Ecco dove ha portato la massificazione della cultura trasformata in informazione pilotata; ecco dove conduce l’abominio del teatro mediatico, che propone continuamente attori, danzanti sul macabro. Piccoli uomini che gestiscono lo schifo.

La discarica è mia, no, è mia. E la meraviglia degli astanti è tutta nella gestione della violenza, della morbosità. Più fa schifo, più vende. Più sangue c’è più stimola gli elementi più perversi dell’inconscio.

 

L’occhio che spia produce mostri.

Lo “spiare”, che è un’attività propria di certo “giornalismo” è di per se un atto ignobile, ma è un reato ammesso dalla legge. Soprattutto perché non si spiano le persone buone e non si spiano con intenti nobili, ma con la speranza di trovare “il marcio”; nessuno cerca e si complimenta per gli atti virtuosi. Si spia per cercare di estrarre l’elemento “morboso” da tutti e da tutto, e se non lo si trova… magari lo si inventa.

Altro che inquisizione!! Torquemada faceva ridere i polli.

Nessuno spia la virtù. Tutti spiano il vizio e sperano disperatamente di trovarne un poco, almeno un pochino. Meglio se su persone presunte integre: c’è più gusto. E, magari poi lo condannano questo vizio, vero o presunto, sia che lo abbiano trovato o soltanto che lo abbiano immaginato. Ma il momento stesso che i nuovi Catoni, dietro l’ambiguo sorriso della esposizione mediatica, si compiacciono, un po’ di se stessi e un po’ di aver partecipato, se non come attori, almeno come spettatori dell’orrore, ecco, in quel momento si rivela la compiacenza verso lo schifo che apparentemente esorcizzano. Quanti ne vediamo di questi censori, godere ammiccando del potere loro concesso di “condannare”. E dai!!! Basta un po’ di fisiognomica per scovarli questi vermetti. Ma la fisiognomica rinascimentale non è ammessa come elemento per denunciare un’infamità.

Spiare ed entrare quale attori invisibili nelle vicende spiate. Non è fantascienza. Il grande fratello opera in continuazione; non solo attraverso quella demenziale trasmissione TV di cui, per pura necessità di indagine, ho visto solo mezza puntata lo scorso anno, ricavandone dei conati di vomito. L’occhio che spia coincide con l’umanità stessa, spiata a sua volta, che ama pascersi in visioni sempre più orribili, sperando di emozionarsi con l’esperienza “forte” o col dolore altrui, pensando che l’orrore sia in grado di rimuovere l’occhio inebetito dalla corsa continua alla ricerca di un valore..che non c’è.

Schiavi: siamo un’umanità sempre più laica, più schiava e inebetita dall’abitudine allo schifo, per cui ce ne vuole sempre un po’ di più per “emozionarsi”. Un’umanità priva del sacro.

Pan è morto tanto tempo fa… Cristo è risorto: ma sembra che, anche lui, attualmente, abbia dei gravi problemi di salute.

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