alt“A egregie cose il forte animo accendono l’urne dei forti e bella e santa fanno al peregrin la terra che le ricetta

Caro Foscolo, mi spiace tanto, ma delle urne, sia dei forti che dei deboli, questa l’Italia se ne frega; cioè se ne frega il comune di Roma; cioè se ne frega il sindaco. Insomma, lo ammetto, io non so bene chi è che se ne frega, ma è certo che il cimitero monumentale di Roma, uno dei più belli d’italia, è in uno stato pietoso.

Eppure la stessa cosa non accade per le chiese monumentali. O per lo meno non per tutte. Molti dimenticano che tutte le chiese sono esse stesse un  “cimitero” e consevano, sotto i pavimenti, degli immensi ossari e ai lati le cappelle con le tombe di personaggi celebri, come appunto quelli sepolti in santa Croce a Firenze, che Foscolo ricorda nella sua più che famosa poesia dedicata al Pindemonte.

Attraverso una damnatio memoriae nei confonti del passato, la mentalità progressista moderna ci ha abituato a dimenticare che il monumento celebra in genere chi non c’è più e che delle strutture famosissime come il Mausoleo di Adriano, il Pantheon, e tanti altri edifici celebri, conservano le spoglie o dovremmo dire forse le reliquie, di personaggi che hanno lasciato delle tracce importanti, per i posteri, per i figli, per la Patria, per il mondo e, comunque, nel cuore di coloro che li ricordano. Tutta la Via Appia, agli inizi dell’impero, era un enorme cimitero, e conservava in sarcofagi e tempietti meravigliosi, le epigrafi di Romani celebri e meno celebri. Ed oggi ne ammiriamo ancora la bellezza, l’austerità, a volte l’ironia, oppure sostiamo stupiti davanti a Cecilia Metella e all’amore di colui che volle dedicarle un’opera così particolare.

altMa che senso ha celebrare i morti con un monumento, con un ricordo piùo meno importante? Eppure tutti i popoli soprattutto quelli stanziali, hanno fatto delle “tombe”un baluardo colossale contro la dimenticanza. Eppure alcuni luoghi di “sepoltura”, come gli ipogei romani catacombali che abbiamo frequentemente visitato, oppure alcuni ambienti speciali, come la famosa cappella Sansevero di Napoli offrono delle straodinarie possibilitàdi studio, ma anche riflessione: sono spesso dei libri aperti sulla conoscenza del passato, proprio su quella conoscenza essenziale, ontologica, quella dei principi di cui tanto si parla…. ma che si dimenticano mentre vengono dichiarati.

Quanto era importante la conservazione delle immagini della gens nei “lararii”romani, e quanto questa abitudine è stata tramandata alle generazioni successive con la conservazione delle foto dei nonni, dei genitori, nella cornice del camino, sia delle case nobili che di quelle contadine?

Nelle lapidi e nelle tombe si trovano spesso non solo dei preziosi insegnamenti filosofici, ma anche profondi motivi di meditazione, in una pace che è difficile trovare in altri luoghi. Li, sul pincetto c’è anche la vecchia tomba della mia famiglia, donata dal sindaco Natan al mio trisnonno.

 

Il Verano

Si tratta di un Museo all’aperto di una bellezza straordinaria, sopravvissuto al bombardamenteo del 1943 allo scalo San Lorenzo.

altC’era anche mio padre, nel ’43, a prestare i primi soccorsi alle centinaia di feriti, in mezzo alle ossa dei morti, dissepolti dalle esplosioni delle bombe americane, in mezzo ai cadaveri recenti di vecchi, donne e bambini, schiacciati sotto le mura perimetrali del cimitero, insieme a fiorai che allora come oggi, circondavano la basilica di San Lorenzo.

 

I romani non ricordano più che questo era un luogo destinato alle sepolture fin dai tempi delle Roma Imperiale. In seguito ospitò le sepolture di vari apostoli e martiri d’epoca cristiana

 

Ormai questo mondo asettico e “connesso”ha esorcizzato la morte e ha confinato disgustosamente la gestione del dolore, della sofferenza e perfino dei cadaveri, alle varie “onlus”, o alle organizzazioni affiliate all’AMA! (Si non tutti sanno che i morti sono affidati come gestione a coloro che svuotano i cassonetti. I morti equivalgono perfettamente ad uno “smaltimento rifiuti solidi urbani“.

altMa vogliamo scherzare? No, facciamo sul serio. Un cadavere è laicamente un pezzo di carne in putrefazione da smaltire. Nulla di più. Il funerale che ne consegue è solo un business: per l’agenzia, per il parroco, per il cimitero.

E un cimitero “saturo”come quello monumentale di Roma, non ha più nuovi “clienti”e quindi non va neanche pulito perché produce poco reddito. Perciò monumenti straordinari vengono lasciati a se stessi, coperti da patine ormai secolari come si può vedere dalle foto che ho scattato durante una bellissima passeggiata in quei viali. Eppure al Verano ci sono opere meravigliose, di scultori famosi, di architetti famosi; ci sono piccoli gioielli, miniature, mosaici. In questa pagina ne mostriamo alcuni e ricordiamo che al Verano sono sepolti uomini e donne straordinari da Sibilla Aleramo, a Grazia Deledda a Vittorio Gasman a Claretta Petacci a Ugo Spirito. E poi tante tombe di famiglie importanti.

Molte cadono a pezzi e forse saranno vendute a nuovi proprietari. Ma è un peccato; un grande peccato, uno dei tanti.

Commenti  

# pico 2015-12-30 17:28
e Silvano Panunzio
# pico 2015-12-30 17:29
Verissimo, c'è anche il nobile e profondo Panunzio. E centinaia di altri personaggi noti e meno noti. Ma ho scritto queste righe non per ricordare le persone che sono li sepolte ma l'obsolescenza, il disinteresse, la dimenticanza, la negligenza e soprattutto la COLOSSALE anche se ormai arcinota ignoranza di coloro che dovrebbero conservare un posto straordinario. Tonnellate di mondezza sulle statue: ma un po' di acqua e sapone no, eh? Forse, come sappiamo tutti, è meglio farsi fotografare vicino a qualche pezzo di Pompei restaurata con i soldi europei rimediati dalle amministrazioni precedenti, o inaugurare qualche strada iniziata 30 anni fa! Ma anche se a questa presa per il deretano ci siamo abituati, è difficile rassegnarsi. L'offesa alla bellezza è un'offesa alla vita, sempre, anche quando avviene nella casa di coloro il cui spirito non è più in questo mondo.

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