Cerca nel sito

poliedro home2

 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

Login (per commenti o acquisti)

Registrazione Newsletter

Riceviamo questo esaustivo articolo di Nicola Vox, di cui condividiamo ogni parola. Il testo si richiama anche a tanti altri editoriali con cui abbiamo denunciato alcuni aspetti del decadimento “spirituale”. Ma in questo articolo si va alla “base sociale” del problema della contro-iniziazione. Si mettono in evidenza le origini del processo distruttivo che si autoalimenta “dal basso”. Processo che ha i suoi riti collettivi, le sue iniziazioni di massa, le sue processioni, i suoi leader carismatici, i suoi guru, ecc.. Difficile uscirne ma credo che, per ognuno di noi sia sempre opportuno rifletterci.

Pensiamo che non sia un fatto strano e inusuale per chi pratica o tenti di praticare una via spirituale, di provare un senso di smarrimento o di spaesamento quando si trovi a confrontare la propria pratica, o lo sforzo continuo di “trasformazione” personale, con il mondo che lo circonda.

Tale contraddizione è quasi ovvia, e sempre lo è stata e lo sarà, ma il periodo storico che stiamo attraversando appare a volte veramente tremendo e sembra spingere verso una sorta di “impazzimento” generale, di fronte al quale il praticante, che vive nel mondo e con questo entra necessariamente in relazione, deve mettere a dura prova la propria capacità di condurre la sua guerra interiore.

Non si tratta qui di rimpiangere i bei tempi andati, fare i  ‘laudatores temporis acti ' (espressione attribuita ad Orazio che la riferiva agli anziani che spesso ricordano i bei tempi passati).

Noi non apparteniamo a coloro che idealizzano la storia come magistra vitae, né a quelli che pensano che il passato sia meglio del presente o peggio ancora che il futuro sarà meglio di oggi. Per il semplice motivo che i difetti e i vizi dell’umanità restano sempre gli stessi, e volta per volta nel corso della storia umana assumono maggiore o minore virulenza a seconda che le convenzioni stabilitesi nelle comunità umane li rendano più o meno invasivi nella vita di relazione.

Quello che ci interessa della storia è il contesto da un lato, e dall’altro l’aderenza o meno di una determinata epoca, ai principi eterni ed immutabili. E questo è abbastanza comprensibile guardando l’esprit du temps, lo spirito del tempo, vale a dire le idee dominanti che animano la vita degli individui in una comunità  in un determinato periodo.

Siamo per esempio abituati a sentire le banali e rozze espressioni sull’arretratezza culturale e politica del medioevo, insegnate nella scuola di ogni ordine e grado e perfino nel parlare corrente. Questa valutazione, culturalmente, storicamente e spiritualmente devastante, nasce nella cultura dei lumi ed è riuscita a passare  a livello di massa. Ma il medioevo come tutte le epoche sta lì, con le sue luci ed ombre se lo guardiamo con gli occhi dello storicista, ma invece splende di luce abbagliante se consideriamo l’esprit du temps. Non è questa la sede per dilungarsi su questa inspiegabile e stupefacente contraddizione che anima coloro che ai tempi odierni ammirano a bocca aperta città e castelli medioevali, duomi cattedrali, sculture manufatti e dipinti, apprezzano opere filosofiche e culturali, e poi ripetono sciattamente che il medioevo è “un’epoca buia”.

Ora, in tutte le epoche, gli uomini hanno cercato di praticare la propria evoluzione spirituale per passare da uomini “psichici a pneumatici”, come ammoniva anche s. Paolo: “Noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. L'uomo naturale (psychicòs) non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L'uomo spirituale (pneumaticòs) invece giudica ogni cosa..." (1Cor 2, 12-15).

altQuindi per chi pratica una via spirituale tutto dovrebbe essere più chiaro e vivere con meno angoscia il tempo che gli appartiene. Ma sappiamo che non è così. Anzi, ci rendiamo conto che la “sapienza” del mondo è tale da condizionarci al punto che dopo aver finito un percorso di avvicinamento ad una virtù, mostri psichici (e non solo) ci aggrediscono da ogni lato, costringendoci ad un compromesso continuo con l’acquisizione appena realizzata. E se non stiamo attenti riescono anche a ributtarci indietro.

I tempi che viviamo oggi hanno delle caratteristiche che mai, a nostra conoscenza, si sono verificati nella storia conosciuta. Sembrano saltati tutti i codici di comportamento e di riferimento per qualsiasi comunità. Sembra possibile tutto e il suo contrario, e soprattutto coloro che hanno il potere di orientare masse consistenti di uomini, sono arrivati ad esprimere un livello di menzogna altissimo, che rende difficile perfino lo smascheramento.

Quest’opera di disorientamento è realizzata dal potere intellettuale ed economico che non si può incasellare da nessuna parte ideologica, religiosa o politica o culturale: è praticata da tutti senza distinzione, con qualche rara eccezione. Il problema oggi è che milioni e milioni di persone hanno decisamente lo sguardo rivolto a terra, e si ostinano a farlo a dispetto di qualsiasi suggerimento contrario; tale è radicato l’odio per il cielo.

Il profluvio di notizie che arrivano così alla rinfusa pongono il problema continuo di valutarle, ma per la maggior parte del potere mediatico le cose sono così perché avvengono, e avvengono perché devono avvenire in nome di una assoluta libertà individuale non valutabile, né sanzionabile né circoscrivibile da parte di chicchessia. Sia pure una sanzione etica, sia pure una sanzione verbale, sia pure un richiamo a dei principi.

Perché qui sta il punto: tutti i cosiddetti principi si equivalgono, come i cosiddetti valori, e dunque nessuno li può invocare a guida ed orientamento. Di conseguenza quel fenomeno tipicamente umano di mimesi e di rivalità, abilmente descritto da Renè Girard nei suoi libri, assume per forza di cose una rilevanza sconosciuta fino a 40 anni fa, creando le condizione di una corsa senza freni verso l’oscurità.

Buttiamo alla rinfusa le ultime notizie che ci piovono da tutti punti del mondo: davanti alle scuole si spaccia ai bambini di dieci anni, mentre a undici si offre loro drink e aperitivi, la movida notturna è una specie di carnevale (privo di ogni ritualità che il carnevale conteneva) continuo; tutte le notti per “trasgredire”; un paio di insegnanti aggrediti a Palermo e Novara, ultimi di una lunga serie iniziata qualche anno fa fra l’indifferenza sostanziale di famiglie e istituzioni; in Thailandia  a Kempang una scuola ha aperto un bagno per adolescenti (da 13 anni! in su) cosidetti transgender, dove possono truccarsi liberamente prima di entrare in classe; un genitore di Cagliari è arrabbiato con lo stato perché vuole chiamare il proprio figlio venerdì, dopo aver scartato mercoledì non in onore di Venere o Mercurio, ma perché è “tanto carino”; a Londra hanno incitato un ragazzo con tendenze suicide a gettarsi nel vuoto, e poi mentre precipitava dall'ultimo piano di un parcheggio hanno ripreso la scena con i cellulari, mettendo poi i filmati su internet; in Spagna il parlamento ha accettato di dibattere un progetto di legge di iniziativa socialista per chiedere al governo la protezione all'interno del paese e sul piano internazionale del diritto (!) delle scimmie perché secondo il deputato socialista Francisco Garrido, promotore del disegno di legge presso la Camera dei deputati di Madrid per la protezione morale e legale delle grandi scimmie, “essere orgogliosi delle proprie origini è proprio delle persone di buona famiglia….”;  sempre in Spagna sono stati aboliti all’anagrafe i termini  madre e padre e sostituiti da genitore A e genitore B per non discriminare i gay che adottano bambini o coloro che praticano la inseminazione eterologa: una ragazzina di 14 anni che fa sesso con tre coetanei e quando dichiara di essere incinta i tre prima la violentano e poi la uccidono; ogni giorno a Milano un giovane su tre sniffa cocaina…; E poi tutti i filmati su Youtoube, visti da milioni di giovani e giovanissimi, di perfomance erotiche a scuola e fuori scuola, aggressioni a disabili e più piccoli, che vengono imitati e riprodotti in continuazione. Infine tutti i giorni, su quasi tutti i giornali gli attacchi alla religione in senso generale, alla spiritualità, alla Chiesa cattolica in particolare in Italia, fino al, non sappiamo come definirlo, gesto del senatore democratico del Nebraska, Ernie Chambers, che ha fatto causa a Dio, responsabile, a suo dire, di aver diffuso paura e terrore in tutto il mondo: causa accolta dal tribunale e non andata avanti solo perché il giudice nella sentenza (cui peraltro si può ricorrere in appello), ha sostenuti di non poter procedere perchè  “non è stato possibile reperire un indirizzo ufficiale di Dio"…

Come una catena di sant’Antonio, a proposito di mimesi e rivalità sui vari mezzi di comunicazione di massa, vi è poi un diluvio che non ha fine sul sesso. Solo per fare qualche piccolissimo esempio, perché è illimitato il numero di questi prodotti, citiamo i seguenti calendari di uomini e donne svestiti e in pose simil-erotiche che sono alla portata di tutti senza scantonare nel porno vero e proprio (che come si sa è la principale fonte di profitto in internet): Nude per Prodi, La fattoria delle sexy contadine, Le ragazze della porta accanto, Maestre di sci, Calendario delle casalinghe, Calendario per costruzione asilo, Calendario del manovale, L'altra faccia di Torino sexy, Il calendario erotico per la solidarietà, Spagna, i poliziotti nudi per solidarietà, Ryanair, le hostess per la solidarietà, Il calendario degli agenti spagnoli, Silvia Rocca per i City Angels, I preti romani 2008 (vestiti ma scelti tra i più giovani e aitanti), le immagini della protesta degli universitari nudi a Manila contro la corruzione del governo e gli aumenti delle rette, Il calendario delle studentesse di Dresda,La modella Natasja posa nuda per gli animali, Un calendario senza veli per le studentesse dell’Università di Pisa per beneficenza….  Oppure lo spot ideato dall'Unione Europea per promuovere l'industria cinematografica europea.  Un collage di scene di sesso "tagliuzzate" da film europei: il clip mostra diciotto coppie (più qualche gruppo) impegnate in amplessi più o meno acrobatici: amanti gay, amanti improbabili o amanti sexy. Tutti, coinvolti dalla prima scena in cui cadono i vestiti all'ultimo orgasmo collettivo. Le immagini, si chiudono con un provocatorio "Let's come together" in sovrimpressione sui volti del pubblico a bocca aperta. Lo slogan recita poi: "Milioni di amanti del cinema apprezzano i film europei, ogni anno. L'Europa supporta i film europei".

Ci scusiamo per questo lungo elenco, che ciascuno di voi potrebbe comporre e allungare a dismisura, ma forse solo esponendo fior da fiore ci si può render conto di quello che accade ogni giorno ad opera di uomini e donne che pensano e progettano quello che è sopra descritto.

Tralasciamo per un momento l’azione dei potentati economici e politici, le guerre, i kamikaze, gli attentati, la violenza delle bande criminali etc. Se a queste azioni violente una reazione psicologica di rifiuto o di semplice analisi critica è possibile, siamo invece costretti a subire senza difesa l’assalto del profluvio di notizie citate più sopra. Tutto è possibile, e questo tutto per quanto lo si voglia scansare ci assedia, ci corteggia, si ficca in fondo alla memoria, ci condiziona.

La caratteristica delle azioni violente è spesso l’assoluta gratuità e ferocia, la caratteristica di quelle a sfondo sessuale è il richiamo continuo a finalità di tipo caritatevole o politico, quella delle scelte legislative è l’assecondamento di qualsiasi presunta tesi di lotta alle ‘discriminazioni’ e tutela di “diritti”.

Abbiamo citato alcune tra le centinaia di migliaia di notizie che ci bombardano, ma quello che si vuole sottolineare è che non si tratta del mondo dorato delle star o dei potenti,o degli assassini psicopatici o seriali o dei delinquenti associati o meno in bande mafiose: al di là delle gesta di queste categorie di persone si tratta del mondo di tutti i giorni, delle persone comuni, delle madri e dei padri della porta accanto, del giovane che incontriamo per strada, dei bambini e degli adolescenti comuni, apparentemente normali, sicuramente normali.

Tanto normali che dopo aver commesso un delitto, come nel caso di uno degli assassini della ragazzina più sopra citata, il ragazzo esclama al giudice che lo interroga: “Ho confessato posso andare a casa adesso?”.  Come se avesse dichiarato di aver rubato una mela da un campo.

Ora siccome questo mondo “comune” è tra noi e noi in lui, viene da chiedersi in primo luogo cosa è successo da portare i comportamenti umani verso limiti sempre più estremi. Capire questo significa poter vedere con occhi spirituali  quel che avviene e affinare la capacità del discrimen.

In secondo luogo conviene chiedersi come la ricerca spirituale riesca a convivere con questo mondo senza chiudersi in una torre d’avorio priva di caritas, o scambiare, e il pericolo è sempre in agguato, i propri comportamenti per “virtuosi” solo perché non si segue la corrente; perché questo non basta certo.

 Ci sono periodi della storia umana nei quali una filosofia, un modo di pensare, delle elaborazioni ideologiche  vengono messi in pratica da grandi masse. La trasposizione, dalla teoria alla prassi, perde progressivamente il rigore e la coerenza del pensiero, se mai ci sia, e si assiste ad una “volgarizzazione”, che diventa moda da modus, che significa maniera, norma, regola, tempo, melodia, ritmo. Vale a dire che la volgarizzazione diventa misura, norma e regola dei comportamenti quotidiani, declinati nei modi più disparati ma che fanno riferimento sempre a quei presunti principi diventati dominanti.

Per fare un esempio tra gli altri: in età imperiale, nell’età degli Antonini e della Seconda Sofistica il vuoto morale e spirituale era grande, e  i disagi e le ingiustizie sociali erano gravi: i ricchi e potenti signori romani sfruttavano e vessavano le provincie, circondati da un nugolo di adulatori e di leccapiedi, gente che cercava con ogni mezzo la gloria e il denaro. Questa gran massa di gente si rifaceva alla  pratica della “vita cinica”, ispirata dalla filosofia di Antistene e Diogene, che attraverso un percorso di qualche secolo, arriva ad interessare e coinvolgere le classi popolari. Luciano di Samosata, vissuto nel II secolo d.C. nell’opera “I fuggitivi” se ne lamenta e ne offre una descrizione efficace. A leggerlo sembra di riconoscere alcune caratteristiche dell’oggi.

Ora anche il frutto dell’età dei lumi continua attraverso i secoli a “formare” le  intelligenze in modo maggioritario, e alcuni frutti sono diventati sistemi filosofici. Ideologie quasi autonome si sono aggiunte nella “formazione” e la loro attuazione pratica è resa possibile attraverso la volgarizzazione, patrimonio condiviso di massa.

altCi riferiamo a tre correnti di pensiero che sembrano essere divenute, consapevolmente o no, patrimonio culturale dei più e che a nostro avviso assomigliano ad una sorta di sottile controiniziazione di massa. La diffusione di libri, articoli, forme di “educazione” culturale, trasmissioni televisive, film,  tutto quello che insomma costituisce l’agenzia di formazione “culturale” mondiale, si poggia su queste derive del pensiero effettuate da De Sade, Marx, Nietschze.

E’ una triade in cui ciascuno per il suo verso ha influenzato in modo marcato il modo di volgere lo sguardo sul mondo e di interpretarlo.

Come ai tempi di Luciano di Samosata, dove l’interessamento di un numero molto vasto di individui era per il kynikòs bios, la vita cinica a livello pratico, e non per l’approfondimento teorico e la loro rielaborazione, così ai nostri tempi, sistemi filosofici come quelli succitati interessano e coinvolgono masse di persone per i suggerimenti che danno per evadere dalle loro condizioni, un mezzo per la loro “liberazione”.

Le pratiche sessuali “liberate”, l’uso e l’abuso del corpo proprio e altrui, l’individualismo egocentrico, la lotta per il soddisfacimento di qualsiasi desiderio trasformato in “bisogno” e poi in “diritto negato” da conquistare, la propria “realizzazione” contrapposta a qualsiasi etica, il rifiuto di qualsiasi concetto di autorità trovano le loro fondamenta in questi pensatori.

Gli uomini nuovi vagheggiati da questi pensatori si sono mescolati in un sincretismo micidiale, dove trovano alloggio, sostanzialmente, il rifiuto del sacro, il rifiuto sotteso anche se reclamato a parole di ogni norma o regola (ius), il rifiuto della ricerca della verità.

Nella breve sequela di notizie sopra citate si colgono a livello planetario, e non a opera di piccole conventicole, tutti questi segni. I richiami al sovrannaturale, a Dio o a alla semplice ratio, sono respinti con fastidio, perché limitatori della libertà individuale; la spiritualità, al massimo, è confusa con la coscienza.

Abbiamo citato queste tre correnti perché dopo circa 150 anni sono riuscite a diventare senso comune in Occidente (e non solo) nella loro banalizzazione.

Se questi sistemi filosofici nella loro critica distruttiva dell’esistente ponevano problemi però fondamentali sull’essere: come non essere soffocati da una tradizione diventata mero simulacro da un lato (De Sade e Nietszche), e come liberarsi da soverchierie e ingiustizie che crescevano col crescere dell’industrializzazione e della modernizzazione (Marx), dall’altro lato erano anche sistemi filosofici completi, cioè animati dall’obiettivo di rifondare l’interpretazione del mondo ancorandolo spasmodicamente alla pura materialità dell’esistenza.

Sono state le possibilità intraviste di un’applicazione puramente pratica di queste interpretazioni del mondo, grazie alla veicolazione massiccia e in modo da semplificare il sistema filosofico sottostante, a farle diventare costume di massa.

Così come quel che interessava ai tempi di Luciano di Samosata era il  kynikòs bios sganciato dal sistema di pensiero cinico, così a livello di massa oggi, con la distruzione sistematica della Tradizione perenne è possibile far penetrare nelle menti la necessità di vivere secondo quei principi, perché propongono l’opportunità di una vita felice ora e subito (quantunque mai si realizzi) purchè sganciata dal rapporto con il mistero: quello dell’esistenza, quello dello spirito, quello del trascendente che anima ogni uomo, e che deve essere soffocato.

A questo soffocamento contribuisce enormemente anche lo scientismo, erede del vecchio positivismo ottocentesco: il potere della tecnoscienza, per convincere che non bisogna cercare la verità, perché essa non esiste. La verità è solo quello che i mezzi scientifici riescono produrre in termini di miglioramento della vita materiale o di quello che “appare” un miglioramento.

In questo modo si propaga, sostenuto dai mezzi di comunicazione di massa, quel concetto di libertà individuale sganciato dalla responsabilità, cioè dal fatto che ciascuno è tenuto a rispondere (da cui deriva la parola responsabilità) a qualcuno, sia esso il prossimo, o Dio.

Molti pensatori hanno previsto questa situazione con grande lungimiranza da Oswald Spengler nel suo Tramonto dell’Occidente ("non esiste una satira più tremenda della libertà di pensiero. Un tempo non si poteva osare di pensare liberamente; ora ciò è permesso,… ma non è più possibile. Si può pensare soltanto ciò che si deve volere, e proprio questo viene percepito come libertà ") a Renè Guénon in  Simboli della scienza sacra, (“con la modernità…il disordine ha fatto irruzione nell’intero corso dell’esistenza e si è a tal punto generalizzato da far sì che noi viviamo in realtà, si potrebbe dire, in un sinistro ‘carnevale perpetuo’” ), a Solov’ev  ne I tre racconti dell’Anticristo (’Anticristo sarà pacifista, ecologista, ecumenista e anche vegetariano…egli cercherà il consenso di tutte le confessioni cristiane, concedendo qualcosa ad ognuno…Le masse lo seguiranno, tranne dei piccoli gruppetti di cattolici, ortodossi e protestanti. Incalzati dall’“Anticristo”, questi risponderanno: “Tu ci hai dato tutto, tranne ciò che ci interessa: Gesù Cristo’), per citarne solo alcuni).

In una delle traduzioni dei Vishnu Purana, in riferimento al Kali Yuga, l’epoca delle tenebre si legge:

«coloro che posseggono abbandoneranno l’agricoltura e trarranno i mezzi per vivere da professioni meccaniche,  i capi, sotto pretesti fiscali, deruberanno e spoglieranno i loro sudditi…La moralità e la legge diminuiranno di giorno in giorno finchè il mondo sarà totalmente pervertito e l’empietà trionferà tra gli uomini. Movente della devozione sarà solo la salute fisica, solo legame tra i sessi sarà la passione. La falsità sarà l’unica via al successo. La terra sarà venerata solo per i suoi tesori materiali. Le vesti sacerdotali sostituiranno le qualità del sacerdote. I matrimoni cesseranno di essere un rito e le norme che legano un discepolo ad un maestro spirituale non avranno più forza, Colui che possiederà e distribuirà più denaro sarà padrone degli uomini i quali concentreranno i loro desideri nel procurarsi anche disonestamente la ricchezza. La gente avrà timore della morte e delle carestie e solo per questo conserverà un’apparente religiosità. Le donne … saranno egoiste, abbiette, mentitrici, volubili e si attaccheranno ai dissoluti. Esse diventeranno oggetto solo di soddisfacimento sensuale”.

Un indubbio contributo poi lo ha dato il movimento NewAge con il suo sincretismo.

In realtà il movimento della New Age rappresenta da decenni una pericolosa deriva neospiritualista che si integra perfettamente con i meccanismi socio-politici ed economici del preteso nuovo ordine mondiale, cui tendono le classi dirigenti delle organizzazioni sovranazionali  (Onu e loro derivati).

Al fianco della mondializzazione dell’economia e della democratizzazione imposta, foss’anche “manu militari”, la New Age rappresenta una sorta di globalizzazione delle anime collegata alle altre forme di omologazione planetaria. Assomiglia molto all’One world, il mondo unidimensionale e unipolare, prospettato da Aldous Huxley ne La Filosofia perenne (uno dei testi-base della New Age) avente come obiettivo il Villaggio Globale di McLuhan,  definito felicemente da qualcuno uno “uno sterminato allevamento di polli umani”.

Si può parlare di controiniziazione di massa? Esistono dei centri che pianificano questa controiniziazione? Serve poco interrogarsi se esistano, anche se sono, a voler cercare, anche individuabili (Guenon parlava delle sette torri del diavolo che sono centri di iniziativa satanica e ne individuava i luoghi).

Il problema che resta è quello dell’inizio. A nostro avviso l’individuazione delle tre correnti di pensiero che “informano” a tutt’oggi (in un modo che a noi sembra egemone) il comportamento umano, rappresenta uno degli strumenti per affinare la capacità di discriminare, cioè di comprendere perché oggi ci possiamo sentire smarriti o confusi. Tutti hanno avuto a che fare con questi “suggerimenti” e tutti chi più chi meno ne sono stati coinvolti. Anche chi si è posto in cammino. Ma un passo ulteriore per riuscire a dare una coerenza alla pratica e alla “trasformazione” è l’ancoraggio a dei concetti che probabilmente rappresentano il vero discrimen. E che forse non è peregrino richiamare: la distinzione tra vizi e virtù, attualmente sottoposta, nella  concezione generale, ad un vero stravolgimento.

Ma per ultimo vorremo dire che il grande vizio che sottende tutto, ci sembra essere la Ύβρις, ubris, termine greco che significa anche tracotanza, arroganza. Da cui deriva il termine ibrido, aggettivo che definiva una volta il superamento dei limiti imposti dalla natura, l’eccedere i giusti confini, azioni fomentate dal vizio.

E’ il peccato più grave perché indica quel sentimento dell'uomo di volersi fare pari agli dei. E’ la grande conseguenza e la premessa nello stesso tempo di quella che abbiamo definito controiniziazione di massa, che è la vera cifra dei comportamenti. E’ su di essa che si fonda il nostro tempo ed essa caratterizza il nostro tempo.

Nella tragedia e nella tradizione greca questa ubris viene sempre punita dall'ira divina. La ubris viola leggi immutabili e divine e perciò provoca solo disastri. Oggi invece sembra esser diventata un modus vivendi egemone.

Dai comportamenti più semplici ed elementari a quelli più complicati, dal modo di guidare la macchina al modo di vestirsi, dalla musica imposta, sia che provenga dall’auto vicina, sia dall’appartamento sottostante, all’esasperata reazione dei cosiddetti tifosi, dalle dichiarazioni (?) irresponsabili dei politici, all’arroganza dei bulli, alla ferocia di alcuni gruppi etnici, dalla sfrontatezza di chi esercita la prostituzione all’esibizionismo di certe minoranze, dall’avidità del guadagno al ricorso alla violenza, è tutto susseguirsi di ubris individuali e collettive. 

Naturalmente molti obietteranno legittimamente che a questa ubris si contrappone una moltitudine di esseri umani che non ne sono posseduti e che si sforzano come minimo di seguire una qualche forma di etica. Ma con lo sguardo rivolto verso la terra questa moltitudine non sembra in grado di riuscire a frenare l’ubris dilagante, perché a nostro avviso non riesce a testimoniare un bel nulla.

Diceva Placido Procesi: “quello che bisogna decidere è se abbiamo o no un’anima. Se crediamo di avere un’anima, ci comporteremo in un modo, pensando al suo destino oltre il corpo, al contrario vivremo diversamente. C’è chi crede di discendere dalle scimmie, e chi dagli angeli. Ma il punto vero è che bisogna deciderlo subito, adesso, senza aspettare un minuto, in un modo o in un altro, perché è una scelta che non si può rimandare”.

Solo in base a questa scelta, aggiungiamo, possiamo parlare di etica o religiosità o spiritualità etc..
Poiché ognuno di noi si trova in relazione con gli altri e con il mondo non è facile testimoniare (nel senso etimologico, colui che sostiene il diritto altrui), questo ancoraggio alla distinzione tra vizi e virtù. Perché solo partendo da ciò è possibile essere oggettivamente pietra d’inciampo, secondo la citazione evangelica, di questa offensiva tesa a stravolgere e distruggere ogni autentica ricerca spirituale.

Perciò di cosa possiamo essere testimoni? Sostenere il diritto altrui: il diritto di chi o di cosa?

Fai il LOGIN o REGISTRATI per inserire commenti