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 altPer Anna Maria Partini la visita a Piazza Vittorio è ormai una consuetudine. Dobbiamo infatti soprattutto a lei se sono stati iniziati e completati i lavori di restauro e la preservazione di un “monumento” pressoché unico nel suo genere.

 

A beneficio dei soci di Simmetria abbiamo analizzato sia il contesto storico che ha accompagnato la costruzione della Porta, sia la vivacissima serie di incontri che quattro secoli or sono, gravitavano intorno a Cristina di Svezia (Athanasius Kircher, Domenico Cassini, Alfonso Barelli) come la complessa serie dei documenti del Marchese di Palombara, a partire dalle rime (La Bugia) riscoperte proprio da Anna Maria Partini.

Sulla Porta del Marchese Savelli di Palombara hanno lavorato in molti (tra i più noti il Cancellieri e il Bornia) con esiti diversi, ed abbiamo cercato di esaminare i principali, partendo proprio dagli studi della Partini.

altLe due sculture, dei “Bes” o “Baphometti” affiancate alla Porta un secolo più tardi, ci hanno guardato silenziosamente mentre procedevamo ad una lenta ma stimolante disamina dei versi ermetici e dei glifi d’ordine alchemico, alcuni dei quali rispecchiano la successione degli elementi e delle “fasi” alchimiche, altri sono composti e bisogna accedere a “raffinetazze” d’ordine ermetico per capirne lo scopo.

Comunque, pur mantenendo la visita nell’ambito di un incontro culturale come quello che ci eravamo proposto, abbiamo potuto entrare in alcuni particolari, come ad esempio nel glifo che caratterizza il gradino d’ingresso e nel simbolo abbastanza esplicito che sormonta gli architravi.

Un grande supporto è stato fornito dalla contemporanea lettura delle rime del Palombara. Abbiamo fatto inoltre alcune considerazioni sulla pseudo ricostruzione del laboratorio alchimico dell’ospedale S. Spirito e sul calco della Porta (speculare) esistente in tale museo.

Sono stati infine effettuati alcuni confronti con la Porta di Rivodutri che, studiata negli ultimi dieci anni da A.M. Partini e da C. Lanzi in un testo di recente pubblicazione per le Ed. Mediterranee, presenta alcune analogie e fa presupporre (vista la possibile contemporaneità dei due reperti) una influenza dello stesso ambiente di alchimisti ed ermetisti, vicini a Cristina di Svezia.

 

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Sulla  scorta della "Bugia" del Marchese di Palombara, commentata dalla Partini nell'omonimo libro edito per le Ed.  Med. e dei recenti studi presso le biblioteche vaticane,    sono stati esaminati i particolari glifi alchimici, analizzando compiutamente i singoli versetti sotto ogni glifo e ricollegandoli ai complessi versi con cui il Palombara esplicitava le sue conoscenze. Il particolare monumento, protetto oggi da una cancellata è stato ripristinato offrendo, ai cultori della materia, un testo ermetico quasi "completo"   che evidenzia tutte le fasi della G.O. Particolare curioso: Vicino alla porta una numerosissima comunità di gatti vive indisturbata e si accompagna ai due "Bes" che, aggiunti in epoca più tarda ai lati del manufatto, fungono da severi guardiani della soglia.

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