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La mostra del 21 e 22 Novembre sugli archetipi simbolici di Stefano  Boer ha destato uno straordinario interesse presso i nostri soci. In questa sede ci limitiamo a mostrare le grandi tavole in cui abbiamo riunito la grandissima quantità di disegni presentati, e diamo un brevissimo abstract delle due relazioni che hanno preceduto l'esposizione.

Rinviamo all' articolo  pubblicato qualche tempo fa  nel quale  gli interessati potranno trovare maggiori informazioni e dettagli dei disegni.
 
 

La mostra è stata preceduta da due interventi.

Vittorio Rossi ha parlato delle partizioni del piano, partendo dalle più semplici (tassellature periodiche realizzate  con poligoni regolari, quali triangoli, quadrati, esagoni) fino quelle più complesse non periodiche basate su figure irregolari.  Tali disegni si ritrovano sia in aspetti della vita quotidiana (piastrellature, pavimenti) sia in capolavori artistici ed architettonici, quali i mosaici dell’Alhambra.

Ci siamo soffermati sui lavori di Penrose, Escher e Graziotti, realizzati con figura geometriche semplici che permettono però di creare disegni non periodici di estrema bellezza e significato.

 

 

 

 

 

 

 

 

In particolare sono stati considerati alcuni disegni di Escher e le figure “aquilone” e “punta” proposti da Penrose e ottenuti dalla divisione di un trapezio basandosi sul numero aureo, che permettono di realizzare tassellature  complesse sostanzialmente basate su pentagoni.

La classica costruzione di un pentagono basata sulla sezione aurea si rivela sia una tassellatura elegante ed ordinata, basata su forme di sempre crescente dimensione (stellatura), sia fonte di stupore in quanto incorporante in modo misterioso le citate figure di Penrose “aquilone” e “punta”.

 

Claudio Lanzi ha ricordato come le forme realizzate da Boer partano  tutte dal principio di simmetria rispetto ad un centro della  composizione. Sviluppando motivi analoghi e complementari, secondo la  logica dell'accrescimento o della diminuzione proporzionale, vengono  realizzate delle composizioni che sembrano... lo sviluppo complesso su  carta degli protodisegni del neolitico. In alcuni casi è possibile  ritrovare il "principio" su cui si formano tutte le "maschere"  rituali, a qualsiasi etnia esse appartengano. In altri casi, quando il  disegno si sviluppa in articolazioni molto complesse e assume  profondità, è possibile vedere le "porte" e le elevazioni prospettiche  di veri e propri "mandala", nei quali lo sguardo si perde seguendo una  ritmica musicale (Boer, infatti, è anche un musicista).

Aver scoperto questo artista di cui abbiamo parlato anche in un  apposito articolo, è stato per noi un grande piacere in quanto assolve  il principio che la geometria, come diceva il grande Graziotti, prima  che nel calcolo, e nello studio dei teoremi, vive nella mente  dell'uomo, come veicolo di rappresentazione ma anche come mediatore  fra l'anima umana e l'"idea". Pitagora e Platone ritenevano che tale  veicolo fosse la "conditio sine qua non" per entrare nelle loro scuole  e forse...avevano ragione.

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