Il giorno 14 Marzo si è tenuto a Simmetria un particolarissimo incontro.

Ad una introduzione di base, molto semplice ed adatta sia agli esperti che ai principianti, ha fatto seguito una serie di interpretazioni di Alessio Corazza, a partire dalle impostazioni della voce e del respiro, per proseguire poi con il canto, dal gregoriano al barocco.

L’accompagnamento della musica seicentesca con la chitarra classica di Adriano Lanzi ha creato atmosfere particolarmente suggestive.

Programma:

Introduzione ragionata al Canto Antico

di Alessio Corazza con accompagnamento per chitarra di Adriano Lanzi

  • L'organo vocale
  • La voce
  • I Registri
  • La Respirazione
  • Emissione e impostazione della voce
  • L’accento
  • Il canto antico

Dal Gregoriano alla Lauda:

-         percorso dal ‘200 al ‘400

Emilio del Cavaliere (1550-1602)

-         MONOLOGO DEL TEMPO (dalla “Rappresentazione di Anima e di Corpo”)

Antonio Vivaldi (1675-1743)

-      STABAT MATER
       Stabat Mater
       Cuius animam
       Fac ut ardeat

Cesar Franck (1822-1890)

-         PANIS ANGELICUS

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L'organo vocale

Le parti dell'organo vocale si possono riassumere in tre gruppi, i quali pur funzionando insieme, hanno un'azione distinta:

  • Apparecchio respiratorio. Riceve e trasmette l'aria per la formazione del suono. Esso comprende la trachea, i bronchi, i polmoni e il diaframma.
  • Apparecchio produttore. Genera e forma il suono. Comprende la laringe nel suo complesso.
  • Apparecchio di risonanza. Completa il suono e ne stabilisce il timbro o colore. Esso comprende l’addome, la cassa toracica , la cavità faringea, la cavità orale, la cavità nasale e i vuoti frontali.

Le parti dell'organo vocale, che non risultano in questi gruppi, sono state omesse perché, pur  essendo vitali nella funzione del canto, non hanno diretta importanza nell'azione di ciascun gruppo.

La voce

Tacendo per ora dell'inspirazione, per mezzo della quale i polmoni si riempiono d'aria come un mantice, l'aria nell'uscire, vale a dire nell'espirazione, attraversa la laringe, mette in vibrazione le corde vocali, ed esce trasformata in suono dalla laringe per portarsi nella cavità orale, o bocca, dove batte contro il palato, che funziona da tavola armonica, ed esce dalla bocca, incontrando per ultimo i denti incisivi. Come si è visto nel paragrafo precedente, alla produzione della voce contribuiscono tutti e tre gli apparecchi: respiratorio, produttore e di risonanza.

  • L'apparecchio respiratorio fornisce l'aria necessaria per la produzione della voce.
  • L'apparecchio produttore produce la voce.
  • L'apparecchio di risonanza dà la risonanza alla voce e ne stabilisce il timbro. Come tutti gli strumenti musicali abbisognano di una cassa di risonanza, sia per avere un timbro più determinato, sia per aumentare l'intensità del suono che producono, così la voce ha per natura la sua cassa di risonanza nell’addome, nella cassa toracica, nella cavità faringea, nella cavità orale, nella cavità nasale e nei seni frontali.

La voce presenta tre proprietà distinte: intensità, altezza, timbro.

L'intensità, o, come vuolsi chiamare, volume della voce, dipende dalla maggior o minor ampiezza delle vibrazioni. Essa è naturale in una voce, ma può essere molto modificata e aumentata dall'esercizio.

L'altezza è portata dal maggior o minor numero delle vibrazioni che si verificano in un tempo determinato: il numero delle vibrazioni dipende poi dalla maggiore o minore tensione delle corde vocali.

Il timbro o colore, dipende dal numero dei suoni armonici e dalla loro qualità, cose queste che hanno la loro causa dalle diverse cavità dove i suoni principali, o fondamentali, trovano la loro risonanza, e dalla conformazione dell'organo vocale nei vari individui.

Nelle voci maschili, le note hanno gran parte della loro risonanza nella cassa toracica, mentre nelle voci femminili esse hanno una maggiore risonanza nella cavità nasale e nei seni frontali.

Gli individui nei quali, grazie alla disposizione delle cavità di risonanza, le onde sonore dei singoli armonici, avendo uguale ampiezza, si rinforzano scambievolmente e formano nel complesso un accordo consonante, hanno una voce armoniosa, modulata ed atta ad essere impiegata come strumento musicale; quelli, al contrario, ai quali mancano le dette qualità, per cui gli armonici formano nel complesso un accordo dissonante e si estinguono in gran parte per l'intersecazione delle onde sonore, hanno una voce dura, poco armoniosa e non adatta al canto.

Il timbro può essere considerato di due specie; chiaro e scuro; già per natura una voce può propendere maggiormente per l'una o per l'altra specie, ma la voce, sia essa chiara oppure oscura, subisce modificazioni di timbro secondo le vocali che emette e secondo i registri, cose queste che si vedranno in seguito.

Lo studio del canto e gli esercizi pratici della voce, hanno appunto lo scopo, non solo di rendere questa flessibile e intonata, ma anche di far scomparire le differenze del timbro che la voce ha per natura e darle un timbro unico, uguale ed uniforme.

 

I Registri

Per registro si intende una serie di suoni che si sviluppano nella medesima parte dell'organo vocale, ossia quel timbro, quel colore particolare che distingue una serie di suoni da un'altra, in causa della cavità in cui trova la sua risonanza; il rapporto di origine cioè che hanno le note basse con le medie e con le alte.

Questa sarebbe la definizione scientifica dei registri: conviene però notare che tanto per le note basse, quanto per le medie e per le alte, tutto l'organo vocale è impegnato ed i suoni hanno la loro risonanza in tutte le cavità, soltanto questa risonanza non è uguale, ma diventa maggiore in una cavità e minore o minima nelle altre, secondo l'altezza dei suoni. Dalla cavità, o meglio dalla posizione in cui trovansi le cavità dove una serie di suoni ha maggior risonanza, prende nome il registro.

I registri sono tre: registro di petto, registro di mezzo e registro di testa.

I suoni appartengono al registro di petto quando hanno la loro maggior risonanza nel petto, vale a dire nella cassa toracica e nell’addome; a questo registro corrispondono le note basse della voce.

Appartengono al registro di mezzo quando hanno la loro maggior risonanza nella cavità faringea ed orale; a questo registro corrispondono le note centrali della voce. In certe voci però questo registro è rappresentato da una sola nota la quale serve in certo qual modo come di passaggio dal registro

di petto a quello di testa; per questo motivo il registro di mezzo viene anche chiamato registro di passaggio o falso registro.

I suoni appartengono al registro di testa quando hanno la loro maggior risonanza nella cavità nasale e nei seni frontali; a questo registro corrispondono le note alte della voce.

Tanto nelle voci maschili quanto in quelle femminili, non vi ha una nota fissa che segni il passaggio da un registro all'altro; considerando però che tutte le voci siano un solo strumento, si può stabilire come principio di tutte le note, dalla più bassa fino al mi o al fa seguente,trovano la loro maggiore

risonanza nella cassa toracica, quindi appartengono al registro di petto, mentre le note al di sopra delle due summenzionate trovano la loro maggiore risonanza nelle altre cavità ed appartengono agli altri due registri: di mezzo o di testa.

La Respirazione

La base fondamentale del canto è la respirazione. Se fin dall'inizio dello studio del canto, non sarà curata, i risultati che si otterranno saranno deficienti; è da osservarsi inoltre che gran parte degli inconvenienti che sorgono, quando un allievo comincia a cantare con le parole, vanno attribuiti alla cattiva respirazione.

La respirazione comprende due movimenti: la inspirazione, durante la quale l'aria esterna penetra nei polmoni, che funzionano a guisa di mantice e si dilatano; l'espirazione, durante la quale l'aria è cacciata dai polmoni, che conseguentemente si restringono.

Il meccanismo della respirazione è diverso non solo in rapporto al sesso, ma ancora all'età ed alle professioni, per cui fu sentito il bisogno di distinguerlo nei seguenti tipi:

  • clavicolare o superiore;
  • costale o laterale;
  • diaframmatico o addominale

A questi se ne potrebbe aggiungere un quarto: il tipo misto.

Tipo clavicolare. Facendo un respiro intero con questa respirazione, si obbligheranno maggiormente i polmoni a dilatarsi maggiormente nella parte superiore, mentre le atre parti raccoglieranno l'aria in modo irregolare, insufficiente. La respirazione clavicolare è in generale faticosa e dà l'impressione di sentirsi sempre mancare il fiato, non solo perché questa respirazione

è contraria alla naturale azione fisiologica dei polmoni, ma perché rende molto accentuata l'azione delle coste nelle parti alte del petto, obbligando a lor volta ad entrare in campo muscoli più rigidi non abituati a funzionare comunemente, a rialzare le clavicole, ed in conseguenza le spalle.

Questo tipo di respirazione si verifica quando, lavorando, si sporge innanzi il petto, incinandolo e pigliando punto d'appoggio sui gomiti; il muscolo diaframma sarà allora impedito nelle sue contrazioni, ed in compenso la respirazione verrà compiuta dalle parti alte dei polmoni. I dilettanti di canto, principianti, credono di prendere, come si suol dire, molto fiato, fanno sovente questa respirazione, alzando quindi le spalle; questo è un errore che va assolutamente evitato.

Tipo costale. Senza eccezione è il tipo di respirazione caratteristico e proprio della donna. Facendo un respiro intero con questa respirazione, i polmoni si dilateranno maggiormente al centro, perché le coste che si estendono e si allargono ed il petto che si protrae all'infuori producono una considerevole espansione toracica. L'uomo può acquistare questa respirazione per ragione di professione e precisamente quando per determinate occupazioni, prende punto fisso sulle spalle.

Tipo diaframmatico. E' il tipo di respirazione proprio e caratteristico dell'uomo. Facendo un respiro intero con questa respirazione, il diaframma si abbasserà, la parte inferiore del torace tenderà a dilatarsi e ad aumentare il suo diametro e la parete addominale anteriore si spingerà alquanto all'innanzi. I polmoni a lor volta si dilateranno maggiormente alla loro base e in conseguenza potranno capire una quantità maggiore di quanto non ne contengano cogli altri tipi di respirazione, e nello stesso tempo in modo regolare e proporzionato, raccogliendosene maggior quantità dove la capacità polmonare è maggiore.

Tipo misto. Facendo un respiro intero con questa respirazione, si otterrà tanta parte di espansione respiratoria alla base dei polmoni, quanto al loro centro. In altri termini è la respirazione costale unita alla diaframmatica. E' un tipo di respirazione propria dell'uomo e che si fa generalmente stando seduti.

Si può stabilre dunque che nella vita normale abituale, dove non entrano in campo speciali circostanze o ragioni particolari causate da determinate professioni l'uomo impiega la respirazione diaframmatica e la donna costale. Questi sono i due tipi di respirazione che si possono riassumere in uno solo chiamandolo "respirazione corretta" e che senza eccezione, in qualunque caso, tanto facendo il respiro intero quanto il mezzo respiro devono essere impiegati nel canto, rispettivamente dall'uomo e dalla donna. Resta escluso in via assoluta, qualunque altro tipo di respirazione, perché irregolare, cattivo e dannoso.

La respirazione che si deve impiegare nel canto non presenta dunque difficoltà di sorta, perché non è il prodotto di speciali posizioni date al nostro corpo e non è artificiale; essa è semplice e naturale; è la stessa che si fa nella vita normale, soltanto è più accentuata o pronunciata. Infatti durante un lavoro intellettuale i polmoni non si dilateranno per intero, ma in piccola parte soltanto; nell'arte oratoria, declamando e in generale nel parlare ad alta voce, essi si dilateranno maggiormente, e l'azione di tutto l'apparecchio respiratorio sarà maggiore; nel canto poi il processo della respirazione raggiungerà il suo massimo sviluppo, e tutti i muscoli dell'apparecchio saranno impegnati in un'azione più energica.

Per acquistare l'abitudine di una buona respirazione si dovrà respirare tranquillamente, cercando di non alzare le spalle, di non protrarre il ventre in fuori ed evitare qualsiasi sforzo.

L'inspirazione sarà fatta di preferenza dalle narici; l'inspirazione fatta dalle narici ha il vantaggio di impedire alla gola di prosciugarsi.

Infine l'inspirazione deve essere silenziosa, senza alcuno dei rumori che può produrre l'aria passando dalle fosse nasali o dalla laringe.

Emissione e impostazione della voce

Per cantare, l'atteggiamento o la posizione della persona dovrà essere semplice, naturale e non rigido: il corpo, che sarà diritto, non dovrà subire nessuna contrazione in qualsiasi parte; la testa non dovrà essere troppo alta, ma in posizione tale come se si dovesse parlare con persona di statura uguale alla propria. L'espressione che già si confà alla faccia è quella della serenità, onde converrà evitare l'aggrottarsi delle sopracigli e qualsiasi contrazione dei muscoli della fronte. L'occhio dovrà guardare orizzontalmente circa e con espressione naturale; soltanto quando il cantante sarà alquanto avanzato negli studi e dovrà interpretare un pensiero musicale, cantando con le parole, l'occhio e tutto il volto potrà prendere l'espressione conforme al senso delle parole stesse.

La bocca si aprirà per il solo movimento che farà la mascella inferiore, abbassandosi, e la sua apertura sarà di forma ovale. La lingua dovrà trovarsi in posizione naturale, cioè orizzontale e con la punta leggermente appoggiata ai denti incisivi inferiori.

Ciò premesso, dopo aver fatto l'inspirazione con tranquillità e naturalezza, si inizierà l'emissione della voce con l'espirazione. L'attacco del suono dovrà essere morbido, esatto e deciso, per quanto riguarda l'intonazione, e non preceduto da una appoggiatura inferiore o superiore, oppure accompagnato da altre incertezze.

Per quanto riguarda i registri, si dovrà cercare di passare da uno all'altro con naturalezza, evitando quella specie di sussulto, che la voce fa quando cambia registro; cosa questa che si riscontra specialmente nel passaggio dal registro di petto a quello di mezzo o di testa.

L’accento

Per accento, o colpo di glottide, si intende semplicemente l’uso dell’articolazione di un monosillabo nel punto di massima risonanza senza alterare in nessun modo il colore della parola.

Si canta come si parla, l’espressione della frase musicale che si eseguirà darà il giusto tono alla composizione musicale: allegro, triste serio ecc….

L’alterazione dell’accento, può recare gravi danni all’impostazione vocale, non si deve scurire né schiarire il colore della propria voce; la fissazione forzata dell’accento in un qualsiasi punto della bocca porterà irrimediabilmente alla perdita della morbidezza dell’espressione e non si potrà più eseguire correttamente tutta la gamma espressiva melodica, pianissimo, piano, mezza voce, voce, forte, fortissimo.

In nessun caso ci dovrà essere l’alterazione della maschera facciale.

 Il canto antico

Il canto antico o sacro nasce come massima espressione dell’animo umano come supporto nello svolgersi di un rito o di una rappresentazione teatrale sacra.

In tempi moderni, a partire dal canto gregoriano, si avranno molteplici forme musicali, sempre in ambito sacro, lauda, mottetti ecc..

In questo contesto è fondamentale un’espressione vocale pura, senza alterazione alcuna dell’accento sopra descritto, mantenendo il più possibile l’esecuzione con canto fermo senza forzare  l’espressione delle parole e della linea melodica che si eseguirà.

Nota: Questi sono stati i testi relativi al periodo ‘200-‘400” commentati nella serata:

Salve Regina (trappista)

Tota pulchra est Maria
tota pulchra est Maria
et macula originalis non est in te.....

Paratum cor meum Deo
paratum cor meum
Paratum cor meum Deo
paratum cor meum

Cantavit et psalum in gloria mea

De la crudel morte di Cristo
ognun pianga amaramente.
Quando iudei Cristo pilliaro
d’ogne parte lo circumdaro
le sue mane strecto legaro
come ladro villanamente.
Trenta denari fu lo mercato
che fece Iuda e fu pagato
mellio li fora non esser nato
c’aver peccato si duramente.
De la crudel morte di Cristo
ognun pianga amaramente.

Mi giubila, mi giubila,
mi giubila di gioia il petto in cor
di gioia il petto in cor.
Se canto ognor,
Se canto ognor Maria nome dolcissimo,
Maria del cielo onor,
Maria del cielo onor.

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