Cerca nel sito

Prossimi Eventi

poliedro attivita

Registrazione Newsletter

Dalla Fontana dei Fiumi alla partizione dell’Universo.

Il 18 Aprile 2010, in leggero anticipo con le celebrazioni per il Natale di Roma, nella bellissima cornice della Sala 1 di Piazza san Giovanni 10, abbiamo realizzato un particolare simposio di cui diamo un breve riassunto e riportiamo alcune immagini. Gli atti del convegno verranno stampati quanto prima.

 C. Lanzi ha iniziato ricordando come il tema dell’omologia tra immagine celeste ed immagine terrena sia uno degli argomenti più cari e più studiati nella nostra Accademia. Roma ha rappresentato un esempio straordinario di tale trasferimento speculare, sia con i suoi studiatissimi e ancora misteriosi riti di fondazione, che attraverso la sua storia di civilizzazione religiosa (per dirla con Cicerone), prima che di conquista. Le regioni dell’universo arcaico, contrassegnate dai fiumi sacri, la divisione dello spazio in quadranti fissati dal lituo augurale, la dislocazione degli dei in aeree propizie o nefaste, rappresentano degli archetipi mitologici e religiosi comuni a molte tradizioni; ne sono spesso il fondamento che scaturisce dalle stesse cosmogonie.

Tale principio si rinnova sia in tutte le forme religiose collettive, quanto in quelle d’ascesi “individuale” presenti su questa terra e stabilisce, tramite grafi omologici (a partire dalla croce) l’ordinamento del cosmo e il suo funzionamento. La storia narra lo scorrere delle vicende umane lungo i fiumi che scaturiscono dalle radici dell’albero cosmico. Gli eventi si snodano in un tempo lineare che diviene ciclico man mano che l’uomo si separa dalle misure soggettive e trasmigra con l’anima verso le regioni più profonde del suo universo interiore.

Questo è quanto ci raccontano i miti e la metafisica di ogni tradizione. E su tale principio, che passa dalla divisione e individuazione delle varie parti del cosmo, alla tensione religiosa verso la loro riunificazione, verteranno le analisi dei relatori di questo convegno.

Lanzi è poi passato ad illustrare i principii geometrici fondamentali di orientamento dello spazio arcaico avvalendosi di alcuni disegni originali, relativi al senso dell’aruspicina etrusca e poi sviluppando (con il supporto dei disegni di Graziotti le ragioni della esistenza di determinate divisioni fra zone fauste e infauste. Si è poi passati allo  studio dell’ottagono e del dodecagono, vedendo come, senza l’uso del compasso, si arrivi alla determinazione della spirale e del cerchio come principii mediatori fra cielo e terra. L’ultima parte della relazione è stata dedicata all’analisi di alcuni aspetti dell'arco romano e dell'arco gotico nel reciproco rapporto fra visibile ed invisibile.

Fabrizio Ridolfi: ha svolto il tema dei percorsi mitici e simbolici del Nilo rilevando come gli antichi egizi e gli autori classici (Erodoto, Strabone, Diodoro Siculo) si siano cimentati nella soluzione di due problemi principali: le cause della inondazione del Nilo e la ricerca delle sue sorgenti. Il secondo problema è stato oggetto di numerose ricerche che si sono concluse solo in tempi recenti, quando sono state definitivamente localizzate le sorgenti del Nilo. In tempi passati, a partire dal Medio Evo, uno dei tentativi più suggestivi è stato quello di collocare le sorgenti dei principali fiumi della Terra (Nilo, Gange, Eufrate e Tigri) nel Paradiso Terrestre, che seguendo il dettato biblico, veniva localizzato in una imprecisata regione orientale.

Nella metà del XVII sec. la collaborazione tra Bernini e Kircher diede vita alla Fontana dei Fiumi, sorta di immenso geroglifico cosmico che fissa nella pietra le immagini dei quattro fiumi, arricchendole di ulteriori elementi mitici e simbolico-ermetici.  

Nuccio D’Anna ha analizzato la nascita del teatro romano rilevandone le origini sacrali e il legame con i Ludi scaenici. Già a partire da Tito Livio e dai più importanti poeti dell’età imperiale emerge una singolare attenzione per le feste popolari e per quelle che venivano celebrate fra i vignaioli perché perpetuavano i rituali ancestrali risalenti  ad un tempo molto remoto, antecedente alla stessa fondazione di Roma. E’ in tale contesto che i cenni ai canti delle confraternite doriche diffuse in Sicilia inneggianti il dio Apollo e ripresi dai poeti alessandrini, possono mostrare i propri legami con il mondo delle confraternite degli arcaici bukoloi, quel tipo particolare di confraternita emersa con forza in età augusteà attorno all’opera di Pollione e di Virgilio, che si sostanziava di dottrine pitagoriche e platoniche, ma che si presentava come una sorta di “religione segreta” che annunciava una prossima età dell’oro o, almeno, il ripristino di condizioni del mondo simili a quelle immacolate supposte per le origini dell’umanità. E’ in quest’ambito che emerge anche una particolare attenzione per il latino ancora parlato nel contado e utilizzato nei rituali di un mondo pastorale quasi sparito a Roma, che si presentava come un supporto privilegiato di arcaici canti, quei carmina che tutta una tradizione, non ignota a Varrone, a Nigidio Figulo e a Virgilio, ha ritenuto il veicolo espressivo di una “lingua degli dèi”. 

Infine Domizia Lanzetta ha concluso esaminando la vasta platea in cui sono nati e si sono svolti i Ludi Saeculares: L’origine leggendaria dei ludi è legata a un fatto di guerra e di prodigi. Alla vigilia della cerimonia, i Quindecemsviri Sacris Faciundi, dall'alto del Campidoglio, proclamavano i Ludi Saeculares che iniziavano con la  "lustratio" di tutti gli abitanti dell'Urbe. Il giorno 31 di Maggio gli araldi, percorrendo la città, esortavano la popolazione "a partecipare  a qualcosa che non hanno mai visto prima  e che mai più vedranno nel corso della loro vita". Questa particolare manifestazione connessa al simbolismo religioso più arcano del Lazio, ripetuto regolarmente fino all’abolizione da parte di Costantino

Fai il LOGIN o REGISTRATI per inserire commenti