Atti del Covegno: 'La guerra, i Templari e gli altri Cavalieri'

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Atti del convegno

La guerra come arte estrema, spesso come follia, più raramente come incontro fra Eros e Thanatos e come arte del conoscere se stessi attraverso una sfida continua.
Il “Cavaliere”, massimo esponente del simbolismo palese e occulto connesso a tale arte, compare soprattutto nel Medioevo cristiano e in quello islamico, ma ne troviamo origini evidenti, anche se meno studiate, in tradizioni arcaiche (basti pensare ai Cabiri), sia europee che orientali, dove la presenza e il governo del “cavallo” o del “carro”, costituisce non solo il limite d’appartenenza a una casta ma si riallaccia allo stesso simbolismo del mito platonico della “biga alata”.
Ovviamente il mito del “guerriero” si è prestato e si presta anche oggi a stentorei tentativi di valorizzazione degli elementi sanguinari del combattimento, confondendo spesso l’eroe con il macellaio…e la furia col furore. E, in realtà, è sempre assai difficile la ricerca e il ripristino di una sacralità e ritualità marziali in un mondo massificato e imbarbarito, dove eleganza, onore e virtù non hanno quasi più senso. Negli atti di questo convegno vengono studiate tali virili e disattese virtù, intese come ciò che unisce e che crea un ponte fra uomini e culture, indipendentemente dal luogo di provenienza e dalla “forma” delle tradizioni di provenienza.(leggi abstract)

Interventi di:

  • Claudio Lanzi: Il senso della guerra e della religiosità guerriera
  • A.M. del Bello:  La guerra a Sparta
  • Paolo Galiano: Le origini della Cavalleria
  • Nuccio D'Anna: Wolfram von Eschenbach e i Custodi del Graal
  • Riccardo Garbini: La Cavalleria nell’estremo oriente - Il Bushido e lo Yabusame
  • Alberto de Luca.: La cavalleria islamica tra istituzionalizzazione e spiritualità - Riflessioni su un possibile comparativismo estremizzato

 

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