1104 SianoLeopoldo Siano - Tra Rumore Primordiale e Armonia delle sfere. La Musica di Hermann Nitsch (lezioni napoletane)

Ed Morra - Isbn 887852-038-1

Tale testo è il resoconto di un seminario tenuto nella sede napoletana della fondazione Nitsch da Leopoldo Siano, filosofo della musica, docente di Storia della Musica nella Università di Colonia dove occupa lo stesso ruolo che fu di Marius Schneider negli anni ’50 e ’70, musicista egli stesso e fondatore del “Centro di phonosophia” (ovvero della conoscenza attraverso il suono).

Le lezioni di Siano alternano momenti di ascolto di brani musicali (passando da Bruckner a Wagner a Mahler a Skrjabin a Stockhausen) a lunghi e profondi commenti sul senso del suono e del silenzio, del teatro e della “rappresentazione” in genere.

Il corso è stato presenziato dallo stesso Nitsch il che ha dato ad ogni lezione una particolare potenza e legittimazione.

Emergono da tale testo una serie di importanti considerazioni sui rapporti fra “tutte le arti” e la musica in particolare come mezzo unico e straordinario, al di la del linguaggio e del simbolo nel magico rapporto fra segno e suono.

C’è da dire che il personaggio Nitsch è indubbiamente “inquietante”. dovendo anche considerare che il medesimo ha subito vari arresti e denunce per la violenza (da lui definita catartica e dionisiaca) dei suoi spettacoli, che spaziano dal “teatro totale” alla musica dove avvengono scene abbastanza truculente e inviti rivolti al pubblico a interagire col sangue o con viscere di animali o altro in una forma “orgiastica liberatoria”. Il tutto all’interno di una logica sacralizzata meglio definita da H. Nitsch nel suo “Teatro dello orge e dei misteri” come un’opera “totale” riferentesi appunto sia alla tradizione teatrale medievale che a quella classica.

Queste azioni dovrebbero portare esecutori e pubblico, mescolati in una unità abbastanza indifferenziata, ad entrare in contatto con il mondo istintuale, a scoperchiare gli aspetti repressi del loro io attraverso una disinibizione verso la violenza e la distruzione stessa. La reazione catartica a tutto ciò dovrebbe portare infine verso una ascesa purificatoria e liberatoria.

La proposizione di immersione totale nell’esperienza auditiva che, come dice lo stesso Siano, travolge gli astanti con una valanga di suono non termina nella successione tra suono e silenzi ma si apre ad esperienze cognitive in cui tutti i sensi sono ugualmente sollecitati a ex-perire un processo totalizzante che può durare anche giorni. Un passaggio a volte travolgente in cui l’orrore, il ribrezzo il fastidio non provaca la ritrazione o la ritenzione ma viene affrontato nella sua completezza. Mette in evidenza Siano come questo tipo di esperienza totalizzante venga parogonata da Nitch a quella dionisiaca in cui la precipitazione nella valenza caotica non va considerata come disgregazione fine a se stessa ma come superamento d’ogni pregiudizio formale, come smembramento del Dio, come morte, antesignana di resurrezione o rinascita.

Con qualche rischio ovviamente, diciamo noi. Anche Siano si pone il problema riproponendo alcuni brani delle lettura delle 100 giornate di Sodoma di De Sade. Il parallelo può sembrare in effetti un pochino crudo. A compensazione vengono richiamati tutti quegli episodi della mistica più estrema, come quella di Caterina da Siena che narra il suo “giubilo per la visione di se stessa nuda e affogata nel sangue, o del capo del Cristo sul suo corpo ugualmente coperto di sangue”.

Il testo di L. Siano fa scoprire valenze imprevedibili di questo esponente della cultura austriaca sviluppatasi nel ‘60 con il nome di Azionismo Viennese. Si può restare assai distanti (culturalmente, epidermicamente, eticamente ) da questo tipo di esperienza e ritrarsene o accettarla. Qualcuno potrebbe osservare che tale immersione nella brutalità istintuale e nel frastuono o nell’urlo non sia una garanzia di catarsi e possa forse portare a conseguenze devastanti ma, indubbiamente ogni esperienza psicosensoriale, al di fuori di un’etica, ha i suoi limiti estremi.

E la ricerca del prof. Leopoldo Siano esplora appunto uno di questi estremi analizzando l’opera di Nitsch.

E’ particolarmente interessante (per noi fruitori di musica “colta” ma assai convergente verso gli aspetti melodici ed armonici) come sopratutto nell’ultima parte del testo il termine “musica” venga sempre più spesso sostituito dal termine “suono” definito dal prof. Siano come forza al di la del bene e del male che deve sopraffare chi ascolta. Dice Siano: Le lunghe e dense testure sonore hanno la funzione di dissolvere la nostra mente, di renderla vuota. Ciò ci colpisce e rende perplessi anche perché ci sembra contrastare con la ricerca del grande silenzio, del vuoto e dell’ineffabile, di quella delicatezza siderale che è il mezzo che ci è stato insegnato per la ricerca di se. Ma anche questa è solo una ipotesi ed un punto di vista.

Claudio Lanzi

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