Due secoli di fantasmi

Un libro sullo spiritismo e sui fantasmi

Edizioni Mediterranee, Roma 2018, pagg. 313, euro 24,50.

C'era una volta il fantasma rapper di Hydesville, c'erano le tre sorelline Fox con la loro rustica casetta di campagna e c'era nell'aria, diffuso e pervasivo come il polline a Primavera, un gran desiderio di sbirciare sotto le vaporose e stuzzicanti sottane di Iside, intrigante, mitica regina dell'oltretomba e patrona delle arti magiche. Oltre che protettrice dei voyeur, s'intende. Erano quelli gli anni in cui un profeta barbuto annunciava con apodittica solennità che "uno spettro si aggira per l'Europa" ed il neonato pensiero positivo, pragmatista e scientista tentava di fare le scarpe all'ardua e invisibile metafisica perenne. In quell'humus propizio e rigoglioso allignò la pianta sempreverde dello spiritismo, "la religione dell'età della scienza" : la definizione è di Luigi Capuana, narratore dalla vena verista, che si compiacque di far parte del novero dei catecumeni. E siccome l'età della scienza – lo vediamo - è in pieno fervore e lo spiritismo è ancora oggi rinfocolato da una cerchia, seppur risicata, di adepti e di simpatizzanti, non abbiamo davvero voluto perdere l'occasione di leggere, con divertito interesse, "Due secoli di fantasmi" (Edizioni Mediterranee), il libro di Simona Cigliana italianista, saggista, studiosa delle Avanguardie artistiche del Novecento. Già pubblicato dieci anni fa per Fazi Editore riappare oggi con una nuova veste riveduta, ampliata e arricchita da utilissime note e da generosi apparati bibliografici. Lo abbiamo letto d'un fiato giocando con serietà bambinesca a catturare i riflessi della storia - o delle storie- nel guazzabuglio iridato dell'attualità. "E' un lato della storia della cultura rimasto in ombra, su cui nessun manuale si sofferma, ma al quale molte delle nostre aspettative e dei nostri abiti mentali sono ancora profondamente debitori", spiega l'autrice nella prefazione, "...anche in Italia, seppure con un pluridecennale ritardo, s'inizia ad accorgersi dell'importanza di componenti culturali che, nonostante le censure, le condanne e le diffidenze della cultura alta, hanno comunque rivestito, come l'esoterismo e l'occultismo, un ruolo fecondante nel percorso di formazione del pensiero e dell'estetica della modernità". Dopo i primi provinciali vagiti, lo spiritismo dilagò negli Stati Uniti e inaugurò la moda americana d'esportazione: in breve tempo, infatti, ebbe diffusione epidemica in Europa e segnatamente in Francia grazie al suo celeberrimo divulgatore, Allan Kardec . Nella storia dell'uomo, in qualunque tempo e in ogni latitudine, l'oltremondo è sempre presente come silenzioso e tetragono retroscena. Ma lo Spiritismo – che con la sua forza propulsiva inseminò gli "esoterismi" coevi come l'Occultismo di Papus e la Teosofia di Madame Blavatsky e di Annie Besant; e fece perdere la testa a fior di scienziati e a schiere di intellettuali e di politici (per lo più socialisti e comunisti, e non è un caso)– offre invece ai defunti le luci della ribalta: comunicare con i morti è possibile anzi è semplice purché vi sia un ponte, un tramite, un mezzo abile: in una parola, un medium, una sorta di improvvisato sacerdote laico secondo taluni ovvero un inconsapevole "specchio psichico" secondo qualche sagace scoliasta. E, preferibilmente, purchè venga officiato un modesto e casalingo rituale, la seduta spiritica. Non smettiamo di interrogarci sulla forza fluidica e sul perispirito – la fantasia neologistica di certo non mancava - compulsando il libro di Simona Cigliana che ha il pregio di unire al rigore accademico, la duttile levità del racconto.


di Luigi Capano

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