Silvio Maracchia

Storia della Matematica Greca prima di Euclide

Silvio Maracchia è uno storico della matematica che ha scritto una ventina di libri importanti tra i quali “Storia dell’Algebra” del 2008, “Pitagora e le origine della Matematica” del 2016 e una poderosa “La Matematica in Aristotele” del 2017 in due volumi. Inoltre ha gentilmente collaborato con il sottoscritto nella prefazione e commento di due dei testi di Adriano Graziotti (sui poliedri e sulle cupole geodetiche) pubblicati da Simmetria Edizioni.

Ma questo è un libro “speciale”.

Per molti di noi, non specificamente addetti ai lavori, la matematica prima di Euclide è una scienza abbastanza misteriosa eppure, ai tempi di Talete, esistevano già le domande base sul senso dell’Uomo e dell’esistenza. Infatti è proprio in questo periodo, avvolto sia nel mito che nella storia, che compare il concetto di infinito e di incommensurabile mentre i numeri vengono scoperti nella loro valenza “filosofica” quantitativa ma anche qualitativa. L’indagine che viene svolta dalla prima alla seconda parte del libro, attraversa circa 2600 anni e il pensiero di 350 autori famosi e meno famosi esaminando, di quelli più importanti, il contributo alla soluzione di domande fondamentali per la storia dell’uomo e non solo della scienza.

Il libro di Maracchia può esser letto da tutti (o quasi); e anche coloro che si trovano in mezzo ai guai quando sentono parlare di proporzioni o di equazioni, scopriranno in un linguaggio semplice e chiaro oltre alla nascita e allo sviluppo di famosi problemi geometrici e algebrici, anche la “storia” affascinante di alcuni personaggi famosi come l’Archita o Filolao e sopratutto capiranno i tanti “perché” che si celano dietro un teorema che non si limita alla soluzione di un algoritmo ma che apre la porta sull’indagine verso i problemi essenziali dell’esistenza.

Maracchia ricostuisce la dimostrazione di molti teoremi partendo dal modo (presunto o a volte deducibile dalle tracce lasciate dai vari autori) e dai mezzi matematici di cui si disponeva 400 o 500 anni prima di Cristo e anche i cultori di metafisica e ermetismo saranno incuriositi, ad esempio, dallo scoprire nella teoria cosmogonica di Empedocle una delle “basi” dell’alchimia, con la fondamentale contrapposizione fra caldo e freddo, umido e secco che poi dilagherà anche nella medicina arcaica e in quella medievale.

Una attenzione a parte andrebbe riservata al breve capitolo sullo “gnomone”, questo pilastro della geometria e della matematica che fornisce la base semiologica a tutta la “gnosi” filosofica e religiosa, con la quali conserva un rapporto logico. Infatti dall’asta iniziale, utile per la misurazione dell’ombra del sole e quindi della ritmica annuale, si passa alla scoperta delle infinite funzioni della “squadra” realizzata dall’asta perpendicolare alla terra. Maracchia ricorda anche che nella “Fisica” di Aristotele lo gnomone assume qualità metafisiche e viene definito addirittura come “infinito in atto” per la sua facoltà di accrescersi restando formalmente simile a se stesso.

La seconda parte del libro è densa di episodi e di commenti filosofici. Raccomandiamo in particolare un capitolo: “l’Umanesimo della matematica” e ne traiamo alcune frasi dense di quell’autentico amore per la Verità che ha sempre contrassegnato la vita dell’Autore. Dice Maracchia: (p.380): I due aspetti, quello umanistico e quello scientifico, hanno pertanto nella complessità dell’uomo, un loro punto di incontro che è appunto la ricerca della Verità vera e convincente che, anche se scaturisse da una qualsiasi parte, dalla religione come dalla psicologia, dall’esame di un particolare microorganismo come dalla scienza nucleare, consentirebbe una conoscenza sempre più estesa, alla stregua di un incendio che si propaghi con grande e inarrestabile violenza. Dice in seguito (p. 382): Si può notare che la matematica è pertanto una scienza, anzi la più pura e razionale delle scienze, con un risvolto umanistico profondo; contribuire a capire l’uomo attraverso il suo istinto di logica (bella questa espressione fuori dal comune “istinto di logica”) di indagare un aspetto importante che appartiene indissolubilmente al suo essere uomo.

Molto spesso, dice Maracchia non si considera la funzione di “ponte” che opera la matematica tra umanesimo e scienza (questo è il titolo del terzo paragrafo del capitolo) troppo disinvoltamente considerati assolutamente separati da chi conosce la filosofia senza conoscere la matematica vera e da chi conosce la matematica senza conoscere la filosofia, quella vera.

Molto importanti sono le pagine che affrontano il problema del rapporto fra geometria e matematica e fra filosofia e matematica (p. 338-391).

Il libro è dotato di centinaia di figure che aiutano il lettore ad orientarsi nella spiegazione dei vari problemi. Fra tante tavole e disegni il prof. Maracchia ha anche voluto riportare una tavola sulle proporzioni tratta dal mio Ritmi e Riti e di questo lo ringrazio.

Claudio Lanzi

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