SIMMETRIA

16 Novembre 2019

1141 Inaugurazione2019 1Roma quella sera era allagata dai temporali e rendeva particolarmente difficile la circolazione, per questo ringraziamo davvero di cuore chi ha avuto il “coraggio” di venire in Via Grazioli Lante a presenziare all’inaugurazione del nuovo anno accademico. Circa trenta persone, motivate e attente hanno seguito la relazione di Claudio Lanzi sui Simboli della Scienza Sacra, argomento non nuovo e sviscerato dalla letteratura tradizionale da Guénon allo stesso Lanzi (“Misteri e Simboli della Croce”). Nonostante questo il nostro Relatore trova sempre il modo di presentare argomenti “vecchi” con una verve nuova: poche parole, pochi gesti evocativi; partire dai tre segni  di base di qualsiasi grafia , il punto, la linea e il semicerchio componendoli nei modi più vari per far nascere ...sinusoidi, croci, simboli dei segni zodiacali, pianeti, numeri, lettere, alfabeti... mondi interi.

Forme simboliche che veicolano da millenni geometria, religiosità, esoterismo, ritualità.

Forme geometriche abbinate al suono, al gesto, al movimento, alla Musikè,senza la quale non avrebbero senso, non vivrebbero.

Sostiene provocatoriamente Lanzi che attraverso l’alfabetizzazione svincolata dall’ideogramma e dalla espressione tonale, abbiamo perso il linguaggio metasimbolico e cardiaco.

Senza tono, senza melodie del parlare e gestualità geometrica abbiamo perso il senso del linguaggio: si parla con la testa sola, ed è la morte del cuore. La nostra memoria non segue più la sostanza e sterilizza la forma nella prigione della definizione sempre simile a se stessa.

Quindi segno...suono...abbinati poi al gesto, e al movimento totalizzano nell’armonia la espressività exoterica ed esoterica. Ci ha ricordato Lanzi che le antiche liturgie comprese quelle cristiane, non erano recitate ma cantate e danzate (seguendo in processione, ad esempio, passo passo,  gli arabeschi dei pavimenti cosmateschi.)

Per comprendere, per contemplare, non c’era bisogno di cultura nozionistica, didascalica e forse l’uomo era maggiormente in contatto diretto con il sacro, senza ricorrere a spiegazioni, o intermediari eruditi. L'inseguimento della erudizione ha spesso inaridito l'intuizione, confinandola nelle classifiche e nelle catalogazioni.

Occorrerebbe forse reimparare la sacra sapienza infantile, o ancor meglio quella “contadina” di una volta,  discorso oggi oltremodo difficile in una società che ha sopra ogni cosa il culto dell’intellettualità e del nozionismo, cose utili, ma non certo “vitali”

1141 Inaugurazione2019 2Disimparare insiste provocatoriamente Lanzi- cosa per noi oggi che ha dell’utopico- significherebbe in alcuni casi, la dissoluzione della nostra presunzione…e della nostra protervia.

E questo, a secondo della prospettiva in cui ci poniamo può essere una iattura o una..speranza.

La serata è stata poi allietata da un piccolo rinfresco che ha conferito il tocco dell’accoglienza e della convivialità ad una serata peraltro bella e partecipata.
Grazie ancora a tutti i convenuti e al nostro Relatore che l’hanno resa possibile e...appuntamento alla prossima riunione del 14 Dicembre con “Il Mito di Andromeda nelle costellazioni” con Luca la Monaca.

 

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