Abbiamo sempre mostrato le nostre perplessità sull’opportunità di parlare di simbolismo alchemico o ermetico. Ciononostante questo sito abbonda di articoli dedicati all’ermetismo, o all’alchimia, o al simbolismo arcano delle religioni dei nostri avi, o alla disamina degli autori e delle modalità di relazioni fra la sacra scienza e l’uomo, che la studia e la applica.
Vorremmo però esser chiari su un aspetto, anche in seguito ad alcune osservazioni pervenuteci sia da coloro che cercano “verità” tra le parole di un sito, sia da coloro che cercano la “cultura”.
La Gaia scienza, ma anche la Scienza Sacra nel suo complesso, hanno sempre avuto e sempre avranno tre livelli di lettura, come diceva l'Alighieri.
Quello letterale e simbolico saranno sempre commentabili da tutti coloro che si occupano seriamente di cultura, in senso tradizionale. A volte bisognerà affrontare testi più o meno “blindati”, nel senso che richiederanno la conoscenza di determinati codici per la loro decifrazione e per tale ragione avranno livelli di comprensibilità più o meno allargati, in funzione dell’intelligenza e dell’applicazione dei ricercatori; ma faranno pur sempre parte degli elementi propri del discettabile, della dialettica e della deduzione.

Il livello anagogico richiede invece un linguaggio e un accesso alla sua decifrazione che ha una natura propriamente iniziatica. E per iniziatico non intendiamo il conferimento di una qualifica all’interno di una catena umana più o meno blasonata, ma un reale processo attraverso il quale la conoscenza diventa coscienza, la qualificazione diventa ius, la percezione diventa fulminazione dell’intuito. E perché ciò accada è necessaria quella “trafila” di cui abbiamo parlato in altre occasioni al culmine della quale c’è una divinità, che alcuni chiamano Genio, altri Kairos, altri ancora, Grazia.
Per tale ragione, tutti i nostri articoli, i corsi, le visite guidate, anche se proposti al fine di offrire un “sistema” d’orientamento in questa Babele pseudomistica e pseudoermetica, hanno sempre una chiave di lettura relativamente semplice e non propongono sensazionali “chiavi” ermetiche. Anche quando proponiamo idee “nuove” e non commenti alle idee di qualcun altro (che è l’attività più in voga in questi ultimi decenni e che consente la proliferazione di una saggistica per lo più inutile e noiosa), si tratta sempre di un livello di lettura abbastanza semplice, adatto a chiunque, a partire da noi che siamo semplici, anzi Simplìci.

I libri e gli articoli servono, indiscutibilmente, per arrivare di fronte alla meravigliosa e tonante porta del dubbio. Ma se qualcuno immagina di superare tale porta attraverso un libro o un articolo, significa che è entrato nella palude della presunzione e si è allontanato da qualsiasi Porta. In alchimia e in qualsiasi Scienza tradizionale, non esiste Teoria senza Pratica. Ergo, il senso anagogico, intender non lo può chi non lo prova. Il resto sono chiacchiere, sempre.

Claudio Lanzi

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