La storia del “caffè filosofico” con il prof Maracchia prosegue in un ambito “para-esoterico” e particolarmente divertente. La consolidata stima e amicizia tra me, ex tecnologo pentito e un matematico del calibro di Maracchia è qualcosa che supera il mondo delle convenzioni e delle forme. Nelle nostre conversazioni la metafisica si incrocia sempre con la scienza e lui ne approfitta per prendermi un po’ in giro con la garbatezza che un uomo della sua classe può avere. Questa volta il suo percorso sfiora il paranormale e ovviamente alterna la burla al…mistero. Beh a breve lo incontrerò e vi dirò come andrà a finire.

C.L.

Quanto mi è accaduto penso che possa avere qualche interesse come lo è stato per me. Me ne andavo tranquillamente lungo un marciapiede vicino casa mia insolitamente deserto; forse l’ora, erano le quindici, e forse un sole caldo, nonostante fosse marzo (era anzi l’equinozio di primavera), avevano contribuito a quel deserto.

Speravo che lo stesso deserto ci fosse nel supermercato ove ero diretto così che potessi evitare le solite file alla cassa. Fui colpito però da due riflessi del sole che partivano dagli occhiali evidentemente a specchio di un signore che si stava avvicinando. Camminava con un buon passo perché mi incrociò ben presto.

-Claudio non verrà domani- -Scusi?-;  chissà se ha parlato con me, mi sono detto, o in qualche piccolo microfono come oggi si usa collegandosi con un interlocutore dotato di un analogo congegno.

-Ho detto che domani Claudio non verrà nonostante che ti telefonerà per fissare un appuntamento-

-Ma scusi, lei chi è e di che Claudio parla?-

-Non importa chi sono, le dico solo che Claudio, anche se ti ha telefonato per fissare un appuntamento poi ti dirà di non poter venire-

-Ma di chi parla, io conosco tre Claudio uno dei quali in Toscana…-

-Parlo di Claudio Lanzi di Roma, il fondatore dell’associazione “Simmetria”-

-Ho capito, Claudio le ha dato l’incarico di fare questa commissione non potendola fare lui stesso

-No, no, lui non sa niente di me e non sa ancora che ti dirà di non poter venire

-Allora è un indovino? Ma insomma lei chi è? E’ forse un aderente alla “Simmetria” ed ha sentito qualche cosa in proposito del mio appuntamento?

- La situazione mi appariva paradossale, ma sarà stato per la stranezza della situazione e dell’apparente sicurezza del mio interlocutore che comunque conosceva qualche cosa di Claudio, che mi impedì di proseguire per la mia strada senza più curarmi di lui.

-Io conosco molte cose di Claudio e della sua “Simmetria”- mi dice nel frattempo l’uomo - e conosco bene di che cosa si tratta-

-Ah si! E di che cosa si tratta?-

-Devi sapere che nel mondo, oltre alla simmetria di Claudio, ve ne sono altre quattro anche se non con lo stesso nome ma con lo stesso scopo: due si trovano in India, una in Giappone e l’altra presso una tribù all’interno dell’Amazzonia e rimasta ancora sconosciuta…-

-Non proprio sconosciuta se lei ne parla-

-Lasciami finire: ognuna di queste associazioni anche se in forme diverse è comunque volta al misticismo che si nasconde spesso nella realtà fenomenica; alla realtà mistica che talvolta appare come matematica, altra come filosofia o come musica ma è sempre una unica religiosità-

-Sì, ho sentito queste cose dette da Claudio e ho letto anche un suo libro a tal proposito…

-Parli di “Ritmi e Riti?—

-Appunto. Ma tu dimmi insomma chi sei, come fai a sapere queste cose-

-Ti dirò quello che si diceva del grande Pitagora: gli esseri viventi razionali si dividono in tre categorie: gli uomini, Pitagora e gli Dei e io non sono né un uomo né un dio-

-Ma sei Pitagora allora!-

-No, no, magari! Sono una sorta di supervisore delle associazioni del tipo di Simmetria, qualche volta correggo qualche ingenuità e qualche altra suggerisco qualche percorso-

-Per esempio?-

-Beh, tante cose non le posso dire. Ti dirò però che ho instillato, prima nei mistici della matematica e poi nella religione di carattere mistica ed anche ai costruttori di templi, la cognizione della cosiddetta “sezione aurea” che, forse non lo sai…-

-So invece molte cose sulla sezione aurea ma queste scaturiscono dalle proporzioni, del decagono e altro che nulla hanno a che vedere con procedimenti mistici-

-Ma allora Claudio non ti ha insegnato niente? E la bellezza della facciata del Partenone, uno dei monumenti più significativi dell’Antichità? Hai detto di conoscere “Ritmi e Riti” e allora non ricordi che anche nel corpo umano si ritrovano quelle proporzioni auree? Ebbene sono stato io a svelar e ai componenti delle varie scuole questa magnifica proporzione-

-Anche ai componenti della tribù amazzonica?-

-Anche a loro! Ma nelle costruzioni che compiono per le loro capanne senza saperlo, presto però stabiliranno un canone per queste e altre costruzioni e se nascerà tra loro un genio matematico…-

-Matematico dunque!- -Sì, ma un matematico capace di andare oltre le semplici misurazioni degli oggetti e vedere in esse un’armonia che supera numeri e geometria- -Una mistica dunque! Come divenne la tua sezione aurea che divenne addirittura “divina proporzione” con l’opera di…-

-Non nominare quel nome! Nella sua opera ha associato i tre segmenti alla trinità cristiana, senza vedere che quella costruzione mistica è superiore a qualsiasi confessione religiosa ma le trascende in un’armonia che è anche simmetria dello spirito-

-E qui ricadiamo nella simmetria; ma dimmi, perché sei venuto a dire a me tutte queste cose? Tu non sai che io sono…-

-Un agnostico, lo so, ma ho assistito a varie conversazioni tra te e Claudio e ho capito che il tuo agnosticismo altro non è che un’attesa più profonda del tuo “non conosco”. Tu sei un terreno fertile per me e io mi sono ripromesso di rivelare a te l’esistenza di un mondo che trascende ciò che vediamo e tocchiamo-

-Ho capito, sei venuto a catechizzarmi. Altri ci hanno provato senza riuscirci, anzi talvolta ho avuto la sensazione di essere stato io ad essere convincente-

-Ma la mia presenza e il sapere di tante cose di Claudio senza conoscerlo e di te non ti dice nulla?-

-Tu potresti essere solo uno strumento di uno scherzo organizzato da Claudio per divertirsi alle mie spalle, o di qualche altro a conoscenza dei miei rapporti con Claudio e delle nostre conversazioni-

-Sarebbe possibile, ma allora se io ti dicessi alcune cose su te e sulla tua vita che tu solo conosci e che non hai mai raccontato ad alcuno, ti convincerai allora?-

-Ma dipende da quali cose mi dirai poiché alcuni avvenimenti si possono anche immaginare dato l’ambiente in cui vivo, i parenti e gli amici che ho o che ho avuto -

-No, no, si tratta di cose particolarissime, non generiche-

-Sono pronto- dissi con una certa apprensione. Senza che ce ne fossimo accorti però, il sole era stato ricoperto da uno strato di nuvole molto scuro e infatti vedemmo un bagliore in cielo, un lampo, seguito a breve distanza da un forte tuono e quasi contemporaneamente un violento scroscio di pioggia ci colpì all’improvviso. Io cercai subito riparo nell’androne di un portone fortunatamente accessibile.

-Ripariamoci qui!- dissi al mio interlocutore pensando che anche lui avesse seguito la mia stessa idea, ma, rivolgendomi per spronarlo, non lo vidi. Non c’era più e non c’era neppure nel raggio di una cinquantina di metri che potevo osservare in ogni direzione. Sparito! Era stato allora tutto una mia immaginazione, così come talvolta mi accadeva nel pensarmi protagonista di mirabili avventure? Erano anni però che questo non mi accadeva e poi, in genere erano sogni durante il dormiveglia e non in mezzo alla strada. Certamente era stata comunque un’illusione. Accanto a me però vidi per terra qualcosa: erano un paio di occhiali del colore che avevo visto quando il mio interlocutore se li era tolti per parlare con me. Ma erano senza vetri. E allora quel riflesso del sole? Ma allora? Ma allora Claudio pensi proprio di propormi un appuntamento per domani e, forse, di disdirlo poco dopo? O di venire a prendere da me un buon caffè?

P.S. Dopo qualche minuto, terminato l’improvviso e violento scroscio di pioggia, ancora un po’ frastornato da quanto mi era accaduto, mi rimisi a camminare per raggiungere il supermercato verso il quale ero diretto all’inizio del mio strano incontro. Il negozio era quasi deserto, forse l’ora, la pioggia o altro, avevano impedito la solita folla alle casse, così, fatte le mie scelte, mi portai subito ad una cassa; la più libera. La cassiera, una bruna dagli occhi grandi e ben curati, mi guardò, mi riguardò e

-Verrà Claudio a prendere il caffè?- mi chiese

Ci risiamo, mi dissi un poco spaventato, pensando immediatamente che allora anche l’ incontro di poco prima era stato reale e c’era qualcosa di strano nella mia amicizia con Claudio e … nel caffè-

-Che cosa ha detto?- chiesi quasi con un fil di voce– e chi è questo Claudio?-

-Ma quello del caffè! Quando ho visto che tra le cose da lei prese vi era un pacchetto del caffè mi sono ricordato che pochi giorni fa al medesimo acquisto di un pacchetto di caffè lei mi disse che aveva scelto quel tipo di caffè per l’incontro con un suo amico, Claudio appunto, col quale era solito prenderlo aprendo sempre in quella occasione un pacchetto nuovo-

-È vero- dissi –ora mi sembra di ricordare che la cerimonia di aprire un nuovo pacchetto per il caffè con un amico intenditore, l’avevo confidata a lei mentre aspettavo che mi desse il resto. Complimenti per la memoria-

-Non è stato difficile; il cassiere che mi sta alla destra si chiama anche lui Claudio e gli avevo raccontato dell’accuratezza con cui lei offriva il caffè al suo amico. Deve essere un buongustaio di caffè questo Claudio- Lo è-

Silvio Maracchia

-o-o-o-o-

Insomma, Claudio, quanti racconti devo scrivere per poterci vedere e bere un caffè in santa pace? Non è che ho una grande capacità inventiva; sarebbe quindi meglio che ci vedessimo prima di un prossimo racconto.

Commenti  

# Claudio Lanzi 2019-11-19 12:18
Caro Silvio. Questa seconda puntata sul nostro mitico "caffé matematico-filosofic o" mi è piaciuta un sacco. Superati gli impegni simmetrici e le proporzioni (che sempre auree non sono) mi organizzo e vengo a trovarti con piacere. Mi raccomando conserva il rito del doppio bicchiere che trovo ai confini della magia del Conte di Cagliostro....!

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