Cari amici di Simmetria, cari colleghi e cari soci.

Il mio disinteresse conclamato per la politica è ormai da anni equivalente a quello per le partite di calcio per cui dovrei tacere, seguitare a interessarmi di Pitagora, di Piero della Francesca, di Kaiser, di Proclo…. ma, in questo momento ASSURDO (la parola drammatico è inadatta e insufficiente) della esistenza del nostro pianeta voglio fare il mio piccolo proclama, da uomo vecchio quale sono, da ex manager, da ex tecnologo (di chiara fama, direbbe Adolfo Celi di Amici miei), da ex ricercatore, da praticante indefesso e studioso (tuttora) delle vie dello spirito e anche da nauseato della paccottiglia new age.

1159 DSCF0653Non voglio fare alcun discorso ontologico sul bene e sul male, sulla …metafisica del coronavirus o sulla influenza o meno dei dischi volanti e dei complottismi metaplanetari per instaurare o meno l’ordine mondiale. Sinceramente non me ne frega una cippa.

Ma vorrei fare una raccomandazione banale, semplice, quasi avvilente nel suo populismo.

Tanti anni fa, quando dirigevo una azienda ad alta tecnologia (ahimé ho anche questo terribile peccato nella coscienza), ogni volta che assumevamo qualcuno ci occupavamo delle sue competenze prima di assumerlo (ovvio direte voi).

Così se assumevamo un ingegnere volevamo prima vedere cosa aveva progettato nel passato oppure, se era giovane, gli davamo dei problemi pratici da risolvere e vedevamo come se la cavava in prova per molto tempo.

Se assumevamo una segretaria volevamo vedere se sapeva sintetizzare degli appunti,, come sapeva archiviare, quali linguaggi informatici conosceva, ecc, ecc.

Se assumevamo qualcuno per il marketing pretendevamo che conoscesse il modo di presentare i prodotti, che sopratutto conoscesse i prodotti (altamente sofisticati) che presentava e che parlasse tutte le lingue necessarie.

La stessa cosa valeva per i responsabili degli acquisti e così via.

Il GOVERNO è come una IMPRESA, alla quale i cittadini danno dei compiti produttivi. SI, PRODUTTIVI porca miseria (di nuovo). I CITTADINI ASSUMONO E PAGANO profumatamente delle persone per dirigere con la massima competenza, governare, relazionarsi ad altri popoli e organizzare i complessi REPARTI della impresa ITALIA.

La Sanità è un reparto di tale impresa, i Trasporti sono un reparto, i Rapporti con l’Estero sono un reparto, gli Affari Interni sono un reparto, ecc. ecc. E i CAPI REPARTO devono essere competenti (porca miseria per la terza volta). Devono sapere bene quello che fanno.

Ora mi dovete spiegare per quale ragione il sistema elettorale consente di eleggere degli INCOMPETENTI o addirittura degli IMBECILLI a capo dei singoli reparti e sopratutto a capo dell’IMPRESA.

Eppure è proprio quello che succede porca miseria, porca miseria, porca miseria tre volte.

Cari amici lettori: Vorrei tanto che, a capo dei suddetti reparti, ci fossero delle persone magari…un po’ furbastre, o anche peggio, ma le vorrei competenti: competenti e intelligenti. Vorrei che dimostrassero prima cosa hanno fatto e cosa sanno fare e solo dopo una dimostrazione di effettiva competenza potessero governare.

E NON MI VENITE A DIRE che per le cose pratiche ci sono i "tecnici" !! Questa cosa mi fa infuriare. Se tu che governi non sei COMPETENTE non sei neanche in grado di sceglierti dei tecnici competenti.

Non è pensabile che chi si occupa di estero non abbia delle staordinarie competenze di marketing e di relazioni internazionali, che chi si occupa di salute non sia un medico conclamato ecc, che chi si occupa di difesa non sia quantomeno un generale, un combattente, che chi si occupa di infrastrutture non sia almeno un architetto, (ma che dico architetto, per certe cose basta un capomastro!) ecc.

Mio nonno diceva: Dio mio salvami dai cretini e dagli incompetenti perché sono ingestibili e imprevedibili e fanno molti più danni dei furbacchioni. Machiavelli docet.

ECCO questo è il mio auspicio in questo assurdo momento.

Quando questo caos sarà terminato (ammesso che termini) mi piacerebbe tanto che gli Italiani (ma non solo loro) potessero adottare un sistema che consentisse loro di valutare le competenze e la lunga esperienza di chi si propone di governare la cosa pubblica e i relativi “reparti”. 

Un bel periodo di prova in qualsiasi campo: ad esempio e per assurdo, a dirigere un pollaio, a piantare efficacemente le patate, a organizzare una raccolta rifiuti in un quartiere, a dirigere il traffico, a curare i moribondi in ospedale, a reprimere il crimine.... insomma a fare qualsiasi cosa che richieda esperienza, efficienza, rapidità, capacità... e non solo abilità nello straparlare e promettere cose che non si sanno fare.

UTOPIA utopia? come mi diverte parlare di utopia. Non importa: varrebbe la pena tentare. FONDIAMO IL PARTITO DEI COMPETENTI e istituiamo delle commissioni di esame formate da esperti, da autentici addetti ai lavori.

Ciò, ovviamente non ci salverà dai Virus ma sicuramente rallenterà i VAIRUS.

C. L.

Commenti  

# Fabrizio Giannone 2020-03-16 04:55
...un mondo completamente diverso ? ...magari
# FABIO GASPARRI 2020-03-16 10:03
Parole Sagge ... PDC.. partito dei competenti...
# FABIO GASPARRI 2020-03-16 10:05
“When religion and politics ride the same cart, when that cart is driven by a living holy man (baraka), nothing can stand in their path.”
# Marco G. 2020-03-16 15:38
Ringrazio di non essere né un medico né un governante perché in questo momento non avrei idea di cosa fare!
# Claudio Lanzi 2020-03-17 11:01
Grazie. Le conversazioni proseguono anche su f.b. La competenza, cioè lo studio, la riflessione, la preparazione etica, l'educazione dovrebbero far parte di una società degna di questo nome. Il problema è spaventoso in un mondo con miliardi di persone affamate, incazzate, confuse, disorientate, smarthphonizzate e sopratutto rimbambite dai "social". Se ne esce solo...uscendo dal sistema. E poiché il sistema è ovunque, compresa la nostra testa è come tentare di smorzare il fuoco con un lanciafiamme. Dedalo trovò la soluzione per uscire dal labirinto: In verticale. E non vedo altre possibilità.
# Karl jelinek 2020-03-18 19:49
E’ semplice basta riscoprire la filosofia.
Il “realismo” di S. Tommaso in opposizione al soggettivismo idealistico di quell’ideologia miope e distopica che porta questi indegni governanti a negare pericoli reali come un virus sorridendo, abbracciando e trastullandosi tra aperitivi al bar e ristoranti asiatici.

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