Tratto dalla conferenza del 24-10-2020

Condurrò questa breve conversazione in una chiave molto personale, poco sociologica e poco psicologica. Vorrei infatti prescindere da archetipi e categorie di studio che a partire dal conclamarsi del Virus impazzano sul web in una proliferazione di congressi. Coerentemente con la missione e l’orientamneto di Simmetria vorrei invece mettermi sopratutto dalla parte di colui che studia, che cerca se stesso e che viaggia in questa vita e in questa Terra alla ricerca di un senso dell’Essere e del Fare e di una plausibile Verità immanente o trascendente che essa sia.

Ma fedele ad una certa impostazione razionale che deriva dalla mia antica professione dividerò l’argomento in sezioni. E poi proverò a metterle in relazione fra loro….ma non garantisco il risultato. Siamo in un enorme pentolone caotico e forse solo chi uscirà indenne (fisicamente e psicologicamente) da tale caos potrà tentare di trarre delle conclusioni.

Dunque: Siamo in un regime in cui vigono i criteri a seguire, imposti oppure accettati passivamente o volontariamente, o ancora semplicemente rispettati “ob torto collo”.

Partirei proprio dalla situazione “di fatto” in cui ci troviamo e che è a tutti nota a causa sia del loquace sciabordio compulsivo degli “addetti ai lavori” come dei proclami delle comari catastrofiste della domenica. 

Indipendentemente dalla veridicità o meno di quanto “appare” dai fatti, non importa se si è negazionisti o catastrofisti, oppure ligi al pensiero dell’OMS, direi che la “situazione di fatto” mostra i seguenti aspetti:

Il criterio relazionale che governa i rapporti umani è in questo momento gravemente sottomesso alla SEPARAZIONE, alla DISTANZA e alla DIFFIDENZA ma nello stesso tempo richiede l’EFFICIENZA (e questo è in atto da tempo con la digitalizzazione dei rapporti, indipendentemente dal Covid)

E’  perciò esorcizzata la VICINANZA: star vicini è….. un pericolo ma nello stesso tempo si promuove la libertà di vicinanze un tempo trasgressive. Anzi più sono alternative più sono promosse

La comunicazione NON VERBALE (per contatto, per gesto, per movimento, per influsso carismatico ecc.) si è drasticamente modificata anzi si è stravolta

Tutto si svolge sotto l’incubo e il plagio di un retropensiero, esplicito o implicito, che si chiama PAURA dell’oggi e del domani. Ciò provoca il crollo della FIDUCIA e della SPERANZA

Cosa è che, nella storia dell’uomo, ha periodicamente prodotto un simile delirio psichico? Lo stato di guerra. Chi ricorda qualcosa dell’ultima guerra farà facilmente un confronto

Ne deriva un grande problema: quello della COMUNICAZIONE tra esseri “umani”. Cosa si comunica, cosa si condivide, si trasmette ad ogni livello, in un universo psichico filtrato, controllato, “igienizzato” o meno dalla Paura?

Per semplificare ho ipotizzato tre ipotesi di “comunicazione “filtrata” e non filtrata

Reale: Potrebbe essere collegata a qualsiasi forma di esperienzialità “percettiva” che consente l’esercizio di tutti i sensi oltre alla elaborazione mentale e intuitiva della percezione stessa.

immaginaria: Determinata solo dalla elaborazione intellettuale-fantastica, ad esempio dalla fiaba, dal sogno. E la domanda potrebbe essere:…siamo dentro il sogno di Shiva, o viviamo in una realtà shekespiriana o pirandelliana dove la domanda su cosa sia vero e cosa non lo sia diventa sempre drammatica e l’emozione o il desiderio deformano costantemente l’immagine temuta o desiderata?

Virtuale: Cioè simulata o indotta dalla proiezione psicotropa dovuta a elementi deformanti o esaltanti la percezione ordinaria attraverso suggestioni, allucinazioni, strumenti compulsivi o chimici (tipo droghe o compulsioni esterne ossessive.

Esiste una OSMOSI INCONTROLLABILE sempre più assillante, fra percezione ordinaria (che chiameremo “normale”) e un universo ossessivo e compulsivo, digitalizzato e cibernetico. L’uomo può partecipare a tutte e tre le modalità di “comunicazione” e distinguere una dall’altra: può confidare ciecamente o diffidare della percezione e della CREDIBILITA’ di ciò che gli viene proposto o, ancor peggio, trasmesso attraverso una MEDIAZIONE. La mediazione è ciò che, per l’appunto, fanno i cosiddetti media.

LA CONFUSIONE schizofrenica fra realtà percepita, realtà indotta, e realtà virtuale è assai simile sia a livello chimico (droghe, sostanze psicoattive ecc) come a livello informatico (dal telefono alla connessione digitale, alla informazione continua, anzi al “bombardamento" effettuato a livello mediatico sempre sullo stesso argomento.

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In tutto ciò che fine fa lo SPIRITO e il cammino periglioso del cercatore, del viaggiatore dell’anima, del praticante. Il cammino per la ricerca del VERO.

Se Cristo facesse il discorso della Montagna in TV o sul WEB (luoghi perniciosi da dove provengono la maggior parte degli stimoli compulsivi a credere o a non credere qualcosa) molti forsi sarebbero contenti perché non dovrebbero spostare il sedere da casa. Ma siamo sicuri che sia la stessa cosa andare sulla montagna o sedere in poltrona?

Per scendere molto più in basso, guardate me dentro questa scatola, dentro questo schermo: io potrei essere un OLOGRAMMA, un prodotto di Spielberg o Lucas. Chi lo dice che io sia vero.

Tutto viaggia attraverso surrogati.

Il Viaggio di Ulisse che richiede Corpo (mani), cuore e mente dove è andato a finire?

Tutto diventa PALCOSCENICO, recitazione. Tutti veniamo spinti ad una “fruizione” dell’effetto e scambiamo questo con la causa.

Ognuno di noi appare e scompare dalla vita degli altri digitando un “like” o si auto-elimina attraverso una totale DISTORSIONE dei termini. Piace cosa?

Faccio a tutti una domanda un po' abusata:  Premesso che in una confraternita spirituale di qualsiasi ordine vengono spesso definiti i termini e le prerogative sublimi dell’amicizia e che oggi posso definire amico qualcuno attraverso un click, anche per quanto riguarda condivisioni filosofiche e parareligiose: cosa vuol dire AMICO in internet?

Non esiste ATTESA di un amico in internet. Spiritualmente l’Attesa  è la fase più importante di ogni cammino, mistico o ermetico o meramente religioso. Attesa che nutre la Speranza ed apre alla Fides (nell’amico, appunto).

L'attesa è spazio per riflettere, meditare, non essere superficiali, per conoscersi profondamente, attraverso la mente e attraverso i sensi.

Non esiste sui media la “DIFFICOLTA’” nel trovare. Navigo su Wikypedia e credo di essere connesso con la cultura del mondo e forse addirittura con la Sapienza. Il credere che spingendo un po’ di tasti si possa trovare qualcosa di veramente spirituale è una immensa fregatura, un inganno diabolico.

Difficile far capire a giovani e meno giovani che ormai siamo in un colossale PAESE DEI BALOCCHI.

Molti credono che la comodità sia la vera cuccagna e pensano di essere “connessi” a qualcosa di umano solo perché "visualizzano" la faccia di colui che vogliono raggiungere. In realtà nella proliferazione mediatica tutto si perde in una diluizione dell’informazione dove tutto è uguale a tutto.

La ricetta per fare… il timballo di melanzane si trova sulla stessa piattaforma dove ti spiegano il senso della preghiera esicasta o della metafisica platonica!!

Esistono dei distribitori simili a quelli della cocacola che eruttano sapienza. Bel problema capire cosa è plausibile e cosa no.

Ma la PAURA, madre di ogni azione umana, giustifica e amplifica il bisogno di virtualità. Meglio stare protetti, meglio stare a casa. Giusto. Forse è meglio: ma difficile accorgersi che nel viaggio dell’Ulisse virtuale c’è ….un eccesso di Sirene.

In questo momento in cui cerco di NON parlare di spirito, in questo caos psichico che ormai travolge tutti offrendo medicine rapide, quanta gente sta vendendo le sue pentole di promozione spirituale?

Sai quante centinaia, anzi migliaia di venditori di iniziazioni, di sapienza arcane si stanno esibendo con “alchimie per tutti”, con gnosi democratiche, astrologie popolari, ermetismi per massaie, diplomi per maghi da supermarket, mistica in promozione con visione angelica assicurata, ecc?

Non c’è niente da fare. Questo è l’andazzo e in quasta situazione in cui viene favorita la virtualità in TUTTO tale relativistica proliferazione è inevitabile.

Rifugiamoci perciò nel nostro angolino di umiltà consapevole…e che Dio ci aiuti perché tutto congiura per creare una nuova tipologia umana: l’uomo permanentemente distratto.

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